Loredana Riavini. Silenzio, luce, trasparenze
Loredana Riavini, Autunno, 2022, acrilico su tela, cm. 90x70
Dal 26 Novembre 2025 al 16 Dicembre 2025
Trieste | Visualizza tutte le mostre a Trieste
Luogo: Sala Comunale d’Arte
Indirizzo: Piazza Unità d’Italia 4
Orari: tutti i giorni 10 · 13 / 17 · 20
Curatori: Marianna Accerboni
Telefono per informazioni: +39 335 6750946
S’inaugura mercoledì 26 novembre 2025 alle ore 18.30 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste, la mostra personale della pittrice triestina Loredana Riavini, che sarà introdotta sul piano critico dall’arch. Marianna Accerboni. Nella mostra, intitolata “Silenzio, luce, trasparenze”, sarà esposta più di una trentina di opere realizzate ad acrilico per la maggior parte su tavola tra il 2024 e il 2025.
Gli artisti più autentici migliorano perchè si evolvono. È questo, - scrive Marianna Accerboni - il caso di Loredana Riavini, che appartiene al nucleo eletto dei pittori “storici” del Novecento triestino e degli anni Duemila con una importante formazione nel periodo d’oro del secondo dopoguerra, esperita all’Istituto Statale d’arte E. e U. Nordio di Trieste, nel cui contesto insegnavano artisti-docenti di vaglia. Tra questi, Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Ladislao de Gauss per il disegno dal vero, Girolamo Caramori per l’incisione, Dino Predonzani per la progettazione decorativa delle navi, discipline predilette da Riavini, e Ugo Carà per la plastica ed Edda Serra per la letteratura.
Una pittura sempre più densa, corposa e interessata al dettaglio caratterizza ora i lavori dell’artista. Riavini la declina secondo un linguaggio narrativo di sapore postimpressionista, rivelando innanzitutto una solida e fondamentale preparazione attraverso l’uso delle antiche tecniche tradizionali, consistenti per esempio nella preparazione del fondo con il gesso e la colla caravella e nella finitura del dipinto con la gommalacca, che la pittrice si prepara da sé e usa da sempre per uniformare la stesura finale dell’opera. Senza dimenticare che l’artista, con al suo attivo numerose personali in Italia e all’estero, ha realizzato a suo tempo varie opere di decorazione navale, tra cui un pannello rappresentante degli animali presenti nel territorio abitato dagli Aborigeni creato per un’imbarcazione che faceva la spola con l’Australia.
Partendo da tale consolidata abilità professionale, la pittrice compone un proprio personale emisfero, in cui svela, attraverso misurati rapporti di luci e morbide trasparenze, un approccio ed emozioni intense ma calibrate, “irrompendo” in qualche modo con un gesto pittorico delicato ma intenso nell'intimità di chi trascorre la propria vita in umili eppure accoglienti dimore, immerse nella natura carsica e istriana e nel silenzio. Con forti rimandi al passato, che nel corso del tempo si sono felicemente cristallizzati in preziosi dettagli come trame di pizzo e candide tele di lino e cotone, che sembrano emanare ancora un rassicurante e accogliente profumo di bucato e di lavanda.
Al di là delle avanguardie e grazie a un suo personalissimo e riconoscibile istinto artistico, - conclude Marianna Accerboni - Riavini prosegue dunque, attraverso un linguaggio nitido ed efficace che va al cuore delle cose e dell'esistenza, suggerendo un mondo fuori dal tempo e nel tempo, ricco di grazia e di leggerezza, che rasserena, avvince e conforta nella sua accattivante semplicità.
Gli artisti più autentici migliorano perchè si evolvono. È questo, - scrive Marianna Accerboni - il caso di Loredana Riavini, che appartiene al nucleo eletto dei pittori “storici” del Novecento triestino e degli anni Duemila con una importante formazione nel periodo d’oro del secondo dopoguerra, esperita all’Istituto Statale d’arte E. e U. Nordio di Trieste, nel cui contesto insegnavano artisti-docenti di vaglia. Tra questi, Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Ladislao de Gauss per il disegno dal vero, Girolamo Caramori per l’incisione, Dino Predonzani per la progettazione decorativa delle navi, discipline predilette da Riavini, e Ugo Carà per la plastica ed Edda Serra per la letteratura.
Una pittura sempre più densa, corposa e interessata al dettaglio caratterizza ora i lavori dell’artista. Riavini la declina secondo un linguaggio narrativo di sapore postimpressionista, rivelando innanzitutto una solida e fondamentale preparazione attraverso l’uso delle antiche tecniche tradizionali, consistenti per esempio nella preparazione del fondo con il gesso e la colla caravella e nella finitura del dipinto con la gommalacca, che la pittrice si prepara da sé e usa da sempre per uniformare la stesura finale dell’opera. Senza dimenticare che l’artista, con al suo attivo numerose personali in Italia e all’estero, ha realizzato a suo tempo varie opere di decorazione navale, tra cui un pannello rappresentante degli animali presenti nel territorio abitato dagli Aborigeni creato per un’imbarcazione che faceva la spola con l’Australia.
Partendo da tale consolidata abilità professionale, la pittrice compone un proprio personale emisfero, in cui svela, attraverso misurati rapporti di luci e morbide trasparenze, un approccio ed emozioni intense ma calibrate, “irrompendo” in qualche modo con un gesto pittorico delicato ma intenso nell'intimità di chi trascorre la propria vita in umili eppure accoglienti dimore, immerse nella natura carsica e istriana e nel silenzio. Con forti rimandi al passato, che nel corso del tempo si sono felicemente cristallizzati in preziosi dettagli come trame di pizzo e candide tele di lino e cotone, che sembrano emanare ancora un rassicurante e accogliente profumo di bucato e di lavanda.
Al di là delle avanguardie e grazie a un suo personalissimo e riconoscibile istinto artistico, - conclude Marianna Accerboni - Riavini prosegue dunque, attraverso un linguaggio nitido ed efficace che va al cuore delle cose e dell'esistenza, suggerendo un mondo fuori dal tempo e nel tempo, ricco di grazia e di leggerezza, che rasserena, avvince e conforta nella sua accattivante semplicità.
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