1968 | Iuav | 2018

68 sul tetto dei Tolentini, dalla mostra "1968 | Iuav | 2018", Università Iuav di Venezia

 

Dal 04 Dicembre 2018 al 17 Gennaio 2019

Venezia

Luogo: Università Iuav di Venezia

Sito ufficiale: http://www.iuav.it


Comunicato Stampa:
1968 | Iuav| 2018 è una mostra collettiva, multifocale e polifonica. È il frutto dell’incontro tra le generazioni: gli studenti che nel 68 erano allo Iuav per studiare, in modi diversi, l’architettura e la città; gli studenti che sono allo Iuav per studiare l’architettura e la città, ma anche le altre arti e mestieri legati alla cultura del progetto, oggi. I testi, le immagini, le voci di Iuav 1968 sono il fondale su cui Iuav 2018 si mette in scena. La posta in gioco è riuscire a riattivare – per cortocircuito di pensieri e di percezioni – quella lontana, inaudita, presa di parola che ha innescato una diversa qualità critica dello sguardo sui fenomeni della realtà, e ha fatto rivoluzione cambiando per sempre il volto dell’università e della scuola, ma anche, per tutti, il modo di stare al mondo. 
Iuav è stato un luogo di nascita del 68: occupare i Tolentini significava, allora, aprire le porte dell’ateneo alla città e alla società tutta, sperimentare ‘dal vero’ l’assunzione di una responsabilità politica e culturale. Disegnare nuovi spazi per l’apprendimento, aggiornare l’educazione all’architettura, stare dentro le questioni del presente, rimescolare le carte delle burocrazie di voti e di esami, insistere al bordo tra le urgenze poste dalla nascente società dei consumi e le forme alternative di “lotta e di ricerca” per mettere a nudo le ipocrisie dell’establishment, ma anche proporre un programma di studi diverso e più coinvolgente e inclusivo. 
Questo il quadro, insieme ludico e serissimo, in cui i giovani dissidenti del 68 decisero di condurre la loro battaglia dentro e fuori lo Iuav. Il complesso dei Tolentini, per una breve stagione, diventò la loro casa. 
E oggi?
  1968 ——> Iuav   
“L’occupazione è l’unico strumento di lotta e di ricerca. Iuav intorno al 68”  Galleria del rettorato e Aula magna
a cura di Michela Maguolo 
allestimento Elisa Petriccioli e Alessandro De Savi

Una ricostruzione, attraverso documenti e testimonianze delle proteste studentesche allo Iuav che ebbero come fulcro l’occupazione di cento giorni del 1967. 
La raccolta di volantini, fascicoli, documenti, fotografie è l’occasione per restituire spessore a un periodo appiattito dai luoghi comuni e dalle critiche; comprendere le dinamiche di contestazione, presa della parola, apertura di una breccia. Dare conto della vitalità di una scuola che ha saputo fare dell’architettura lo strumento per la critica e la produzione di cultura. Il reportage fotografico di Elio Montanari, allora studente Iuav, racconta il momento cruciale dell’occupazione del 1967, in Aula Magna e in altri spazi dei Tolentini.

68 GIRI
Galleria denominata la ghiacciaia
a cura di Raimonda Riccini
progetto didattico Paola Fortuna, con Luca Fattore e Laura Scala
allestimento Giulia Candita, Filippo Papa e Laura Scala 
 
Immersi nelle rivoluzionarie sonorità che all’improvviso irruppero nella quotidianità di giovani e meno giovani, i giovanissimi studenti del corso di Fondamenti di Design della comunicazione del Corso di laurea in Design industriale e multimedia hanno messo di nuovo in movimento il pop e il rock di allora. Guidati da Paola Fortuna in un progetto formativo sperimentale, gli studenti hanno trasformato i suoni in segni, colori e forme, dando nuova vita alle copertine di quei mitici dischi. Abituati a una musica senza supporto fisico, smaterializzata, che si “scarica”, si sono misurati con copertine iconiche, scoprendo i legami di un tempo fra suono e immagine, reinventando così anche quelli del proprio tempo.
 
Edizione 1968
Biblioteca, Tolentini
a cura di Mario Lupano e Saul Marcadent
 
La mostra elegge il 1968 come lente per osservare il posseduto della biblioteca Iuav, avvicinando libri e riviste che riportano quella data accanto all'anno di pubblicazione. L’emotività culturale e i significati simbolici del sessantotto cedono il passo alla casualità come dispositivo critico per generare scoperte e imprevisti.
Fissato il vincolo temporale, il progetto espositivo dispiega i documenti secondo il principio della buona vicinanza e amplifica le risonanze generate dagli accostamenti.
 
Iuav  ——> 2018 
a cura di Monica Centanni, Fernanda De Maio, Anna Fressola, Michela Maguolo, Matias Julian Nativo, Alessia Prati + Seminario Mnemosyne/Engramma
 
5 installazioni – selezione di progetti presentati da studenti Iuav. Più che opere in mostra da guardare, situazioni con cui interagire, frutto di spunti affinati nel corso di intensi seminari che si sono svolti nel corso del 2018.
Attivazione contemporanea del pensiero critico-rivoluzionario del 68, per innescare eventi coinvolgenti chiunque intenda farsi coinvolgere, con la volontà di guardare con altri occhi e misurare con altri corpi e parole il nostro presente.
 
AGITAZIONI PLASTICHE
ingresso Tolentini 
concept e progetto di allestimento Licia Bianchi e Gaetano Savio Intilla 

Dal 68 al 2018 – l’università e le agitazioni studentesche, ma non solo. L’azione è l’apice rappresentativo di quell’anno: il sessantotto l’anno che riporta subito allamente di chiunque, anche di chi non lo ha vissuto, braccia tese, grida, manifestazioni, rivendicazioni e occupazioni. Il corpo è agitazione e contestazione, l’affermazione del massimo performativo. Una generazione che si vuole liberare dalle classificazioni e che vuole la liberazione dei corpi dall’ordine precostituito. La partecipazione è su tutte le scale sociali, anti classista. Il sessantotto è movimento e movimentazione dei corpi. I corpi sono plastici, colorati, scanzonati, la plastica è il materiale per eccellenza, richiama la modernità, la big babol, l’impermeabilità e l’elasticità, è per tutti manifestazione di auto design.
La capacità di emancipazione e d’identificazione di un corpus sociale viene, dopo cinquant’anni, scolpita nell’immaginario comune e immortalata in pose plastiche.Il gesto sul corpo, del corpo, si fa immagine. Dal 68 al 2018, la comunicazione è immagine immediatamente diffusa che agisce sui corpi e sui loro movimenti. Dai movimenti politici, le azioni di quegl’anni, alla politica dei movimenti dei corpi, le mobilitazioni protette, sicure o controllate di oggi. Il corpo è sempre informato eperformato. L’informazione è a portata di mano per qualunque emergenza, la preservazione è necessità.
 
DISPOSITIVO CORSICONTRO: PRASSI DIALETTICA OGGI
Padiglione open day
concept e progetto di allestimento Andrea Nicolò Malaguti
 
Partendo dalle istanze e dai temi che ispirarono i movimenti del 68, l’installazione si concentra sulla gestione e l’organizzazione dei corsi Iuav, analizzandone contemporaneamente l’assenza di interazione dialettica e il potenziale. Gli studenti, passivamente e privi di bussola, accettano qualsiasi nozione senza affinare mezzi critici per opporsi allo status quo. Il ciclo di corsicontro è orientato soprattutto sulla didattica dell’arte oggi, e propone un utopico corso di laurea alternativo di stampo transdisciplinare, in lezioni, discorsi/dibattiti aperti a professori e studenti.
 
REVONANCE
Aula magna 
concept e progetto di allestimento Ettore Garbellotto
 
Riproduzione artistica di registrazioni realizzate nel periodo intorno al 68: contrappunti sonori tra energia rivoluzionaria e potenziale violento. La violenza del terrorismo e delle stragi segna il culmine e insieme la fine della stagione del 68: c’erano alternative?
 
SINE QUA NON
ingresso Aula magna 
concept e progetto di allestimento Teresa Satta
 
Una installazione che ripesca elementi dall’universo visivo degli striscioni “da occupazione” e ripropone la questione dell’acronimo IUAV. Al centro è però l’antinomia parola/silenzio, e in particolare il silenzio come materiale della sintassi espressiva, tempo e luogo della riflessione che sta tra parola e parola. Prendere parola è un’azione di responsabilità, di generosità. Prendere parola è dare voce a chi non ne ha. Il silenzio – elemento costitutivo di una biblioteca – ex convento – e dell’ambiente educativo più in generale – non è solo assenza di parola, di suono o rumore: è una pratica di ricerca comunicativa che permette finalmente l’emergere di una possibilità (l’inversione di un pensiero, ad esempio).
Nello IUAV di oggi, qual è la fessura per la quale riuscirebbe a filtrare uno spazio/tempo LIBERO?

ULTRA PATHOS – GIUOCO TATTICO
chiostro 
concept e progetto di allestimento Lucia Bergamaschi e Emanuele Rinaldo Meschini
in collaborazione con Simone Rossi
 
Il progetto prende spunto da una riflessione sullo spazio, in particolare quello veneziano, che nelle attuali disposizioni normative comunali dell’art. 28 vieta il gioco in aree pubbliche in forza di un generico ideale di sicurezza e quiete pubblica. Sicurezza a garanzia della quale il recente d.l. 13/2017 cd. Minniti-Orlando ha trasposto la disciplina relativa dal D.A.SPO sportivo all’ambito urbano, creando un cortocircuito con il concetto di “decoro urbano”.
Nello spazio interstiziale tra legalità, illegalità ed extra-legalità che il divieto di occupazione civile o ludica dello spazio pubblico evoca, si inserisce “Ultra pathos – Giuoco tattico”: in campo è la possibilità di attivare un dialogo “di squadra” attraverso un gesto performativo che coinvolga la comunità studentesca Iuav – con l’intensità del “pathos” che anima la partecipazione totale necessaria alla vita activa e, insieme, l’elaborazione di una tattica per la riappropriazione dello spazio pubblico.
Il torneo sarà affiancato da una -zine e da una serie di seminari di approfondimento sul D.A.SPO. 

Inaugurazione: 4 dicembre 2018 ore 12

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