Fuori dal vaso

Adelisa Selimbašić, Nascondino, 2019, olio su tela, 90 x 130 cm.

 

Dal 29 Novembre 2019 al 10 Gennaio 2020

Venezia

Luogo: Vulcano

Indirizzo: via delle Industrie 23/D

Orari: da lunedì a venerdì 10-13 e 15-18 o su appuntamento

Curatori: Daniele Capra, Nico Covre

E-Mail info: fuoridalvaso@vulcano.agency

Sito ufficiale: http://www.vulcano.agency/fuoridalvaso


Comunicato Stampa:
L'agenzia creativa Vulcano presenta un nuovo format di dialogo e inclusione dei linguaggi della contemporaneità e dei giovani talenti creativi all’interno del contesto di lavoro, che darà vita a un percorso che culminerà con una mostra aperta al pubblico.
 
Fuori dal vaso è il titolo del progetto, a cura di Daniele Capra e Nico Covre, che muove a partire da una residenza studio di due mesi per artisti nella nuova sede dell'azienda presso il Vega Park di Venezia. Gli artisti sono stati selezionati tra i più talentuosi giovani recentemente emersi dall’Accademia di Belle Arti di Venezia: Beatrice Gelmetti (Verona, 1991), Adelisa Selimbašić (Malsch, Germania, 1996), Mattia Sinigaglia (Sirmione, 1989) e Francesco Zanatta (Treviso, 1989).
 
Gli artisti sono stati invitati a svolgere un periodo di ricerca di due mesi nel dinamico contesto relazionale della sede dell’azienda, condividendo tempo e spazio di lavoro con i collaboratori e i clienti di Vulcano. Dal punto di vista curatoriale il progetto si propone di analizzare le pratiche della pittura contemporanea focalizzando l’attenzione su come gli strumenti tecnologici siano diventati ineludibili compagni di lavoro che hanno cambiato gli approcci e le modalità operative degli artisti.
 
Grazie a questa coabitazione immersiva dei quattro giovani artisti nel cuore pulsante dell’agenzia creativa, si darà origine a un vero e proprio scambio di visioni e competenze tra mondi apparentemente lontani. L’espressione “farla fuori dal vaso”, cui il titolo fa evidente riferimento, sottolinea la disponibilità ad andare oltre le regole e le usuali modalità di lavoro: non solo per gli artisti nel tentativo di superarsi, ma anche per l’azienda che con questo progetto riconferma la propria attitudine alla sperimentazione e la volontà di confrontarsi attivamente con l’arte contemporanea.

Fuori dal vaso intende portare l’attenzione su come i processi creativi che riguardano il medium pittura siano compositi, ibridi e frutto di una continua commistione tra le sedimentazioni storico-culturali e le nuove questioni poste dalla contemporaneità, in particolare rispetto agli strumenti tecnologici, alla rapidità dei processi e all’istantaneità della trasmissione delle informazioni.
 
Come agiscono su un artista, ad esempio, le possibilità di elaborazione dell’immagine permesse dai software più avanzati, gli sterminati database di immagini e video o la presenza pervasiva di internet?  Se da un lato, infatti, la pittura si è servita delle opportunità consentite dalla tecnologia quali nuove modalità di sperimentazione dei fenomeni visivi, dall’altro il web e i social network hanno
agito come veri e propri produttori di immaginari in costante evoluzione, in grado di fornire stimoli e flussi visivi prima impensabili.
 
Questi fattori si sono rivelati in grado di condizionare l’opera anche di artisti che hanno scelto di lavorare con una forma espressiva generalmente riflessiva quale la pittura, la quale, mai come ora, è onnivora e vive nutrendosi degli stimoli più disparati.
 
I risultati del progetto saranno visibili nella mostra che ne risulterà e che sarà aperta al pubblico dal 2 dicembre 2019 al 10 gennaio 2020 e che sarà accompagnata anche da un catalogo prodotto da Vulcano dedicato all’intera esperienza.
 
Fuori dal vaso indaga le interazioni tra pittura e mondo digitale in una forma non ordinaria. Anziché mettere in luce gli aspetti in modalità ex post, statica o compilativa, il progetto cerca infatti di fornire esso stesso il materiale sperimentale attraverso una residenza studio in cui gli artisti sono liberi di portare avanti la propria pratica e di interagire all’interno di un contesto relazionale fluido e dinamico.


La ricerca di Beatrice Gelmetti (Verona, 1991) è caratterizzata da un approccio aniconico e gestuale con grandi campiture accostate di colore puro. Nella sua pratica brani di pittura lirica si alternano sulla superficie ad aree con minimali e sintetici accenni figurativi. L’artista è diplomata in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre recenti nel 2019 Per Inciso, Spazio Colonna, San Sebastiano, Venezia; nel 2018 1, 2, 3… StArt!, Centro Culturale San Gaetano, Padova; Il Gemello cattivo, Santa Maria della Scala, Siena; Opera prima, Dumbo Dox, Venezia Mestre; La Torre Maluttona + Mercato babelico, Monitor Gallery, Roma; Brišit de bardò bardó / aiai caramba, Spazio Buonasera, Torino; nel 2017 Perpendicular, Parallel Vienna, Vienna (A); Passengers that come and go, Tulla Art Center, Tirana (AL); Collezione Malutta + Black market, Monitor Gallery, Roma; nel 2016 Mark Rothko Symposium, Mark Rothko Art Center, Daugavpils (LV). Vive e lavora a Venezia.
 
La figura umana e la natura sono i soggetti più ricorrenti nella pittura di Adelisa Selimbašić (Malsch, Germania, 1996), resi sulla tela con forme sintetiche e colori liquidi che conferiscono alle masse un volume vivido e vibrante. Selimbašić è diplomata al Liceo Artistico di Nove (Vi) e attualmente frequenta il corso di specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre recenti nel 2019 Atelier F, Forte Marghera, Venezia Mestre, Sunny Art Prize, Sunny Art Center Gallery London (GB); De Pictura, galleria Gare82, Brescia; ShinglleJ22 Prize, Museo Archeologico di Anzio (Rm); 102ma Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Opera Prima, Art Zagreb, Zagabria (HR); nel 2018 Combat Prize, Museo Fattori, Livorno; 1, 2, 3… StArt!, Centro Culturale San Gaetano, Padova. Vive e lavora a Venezia.
 
Il lavoro di Mattia Sinigaglia (Sirmione, 1989) nasce da un interesse verso la storia dell’arte e il simbolismo sotteso alla magia, alle pratiche esoteriche, ma anche alla fascinazione della conoscenza scientifica. La sua pratica si contraddistingue dall’alternanza tra figura e dettaglio geometrico aniconico. L’artista è diplomato in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre personali nel 2019, Il crepaccio, Instagram show; Programma Androgino, Space Labor Book e Selfmade Residency, Venezia; nel 2016 PersonaliNI, Finestra illuminata, Venezia. Tra le collettive nel 2019
Crocodile tears, Greenpoint open studios, Brooklyn, New York (USA); Walk-in-studio, VIR Via Farini, Milano; Lunetta11, Mombarcaro (Cn); Etna & Paricutìn, Centro Cultural Fabrica de San Pedro, Uruapan (MEX), Figolammerda, Spazio Ferramenta, Torino; Figolammerda 2, Giudecca Art District, Venezia; nel 2018 Il Gemello cattivo, Santa Maria della Scala, Siena; La Torre Maluttona + Mercato babelico, Monitor Gallery, Roma; nel 2015 Some velvet drawings, ArtVerona, Verona; Demanio Marittimo, Senigallia (An). Vive e lavora fra Venezia e Milano.
 
Le opere di Francesco Zanatta (Treviso, 1989) sono caratterizzate da un’atmosfera di onirica sospensione in cui isolati elementi figurativi si dissolvono in una pittura fluida di puro colore, dotata di un cromatismo surreale e lisergico. Zanatta è diplomato in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia e ha seguito poi i corsi della LAMK University of Applied Sciences, a Lahti (FIN). Tra le mostre cui ha partecipato nel 2019 Tutti non ci sono, Traffic Gallery, Bergamo; Scores, Artnight Venezia; nel 2018 Back to Reality, Frase Contemporary Art Prize; Opera prima, Dumbo Dox, Venezia Mestre; Braintooling, Dolomiti Contemporanee, Forte di Montericco, Pieve di Cadore, (Bl); Opera Prima, Atrio Moumentale ASP-ITIS, Trieste; nel 2017 Atelier 2016, mostra collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; nel 2016 Stonefly Art Prize, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Laboratorio Aperto, Forte Marghera, Venezia Mestre; My Eyes Were On Fire And You Know Why, Fellmannia Gallery, Lahti; Mite Item Project, Arabiasali Teatteri, Helsinki (FIN); The Art of Basware, Musikkitalo, Helsinki; Taideinstituutti Nyt, Oyoy Gallery, Lahti; Practicing The Object, Fondazione Pistoletto, Biella.

Inaugurazione venerdì 29 novembre ore 18.30

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