Homo Faber Biennial. IV edizione

Kim Yoonbae, The Day of Bending and Burning Wood. All rights reserved

 

Dal 1 Settembre 2026 al 30 Giugno 2026

Luogo: Isola di San Giorgio Maggiore

Indirizzo: Sedi varie

Curatori: Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship

Sito ufficiale: http://www.homofaber.com


E' stata presentata la quarta edizione di Homo Faber Biennial, evento internazionale biennale che celebra il talento umano nella trasformazione creativa dei materiali e l'artigianato artistico contemporaneo. Homo Faber punta i riflettori sul lavoro di maestri d’arte e artisti del craft provenienti da tutto il mondo. Un appuntamento dal forte impatto esperienziale, articolato attraverso 15 spazi espositivi, che si svolge sull'Isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Alberto Cavalli, direttore generale della Michelangelo Foundation: «Homo Faber non è una fiera, non è una manifestazione, ma è una celebrazione della bellezza. E l’appuntamento biennale di Homo Faber è solo la punta di diamante di una costellazione di eventi, azioni, progetti promossi dalla Michelangelo Foundation. Homo Faber è prima di tutto un movimento culturale che celebra la trasformazione creativa e consapevole dei materiali; è l’espressione dell’autenticità dei luoghi. Noi invitiamo chi non è artigiano a pensare, a lavorare, a vivere come un artigiano: con senso e consapevolezza. Homo Faber 2026 sarà davvero l’isola di luce immaginata da Es Devlin».

Gianfelice Rocca, presidente della Fondazione Giorgio Cini: «Con Homo Faber, la Fondazione Giorgio Cini e l’isola si trasformano. E’ un connubio molto profondo, che fa di quest’isola non solo un luogo di straordinaria bellezza, ma anche di straordinario pensiero; non solo una piattaforma dove esporre bellezza, ma anche un brulichio di giovani, studiosi, creatori, sviluppatori, talenti. Homo Faber mette in mostra una contaminazione sorprendente di pensiero e di manifattura. Mai come oggi, ci troviamo a interrogarci sulla  relazione tra manufatti, arte, industria e intelligenza artificiale; conosciamo il ruolo del fare artigiano nell’industria creativa e di precisione, ma ora lo vediamo soprattutto come un capitale di soft power, soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni e inquietudini. Proprio sul nesso tra naturale, artificiale, artefatto, industriale, digitale è sempre più impegnata la Fondazione».

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