Human Brains: It Begins with an Idea
Human Brains: It Begins with an Idea, Fondazione Prada Venezia I Foto: Marco Cappelletti
Dal 23 Aprile 2022 al 27 Novembre 2022
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Fondazione Prada
Indirizzo: Ca’ Corner della Regina - Santa Croce 2215
Orari: Mer - Lun 10 - 18 | Mar chiuso
Curatori: Udo Kittelmann in collaborazione con Taryn Simon
Costo del biglietto: 12 € | 9 €
Telefono per informazioni: +39 041 810 9161
E-Mail info: info@fondazioneprada.org
Sito ufficiale: http://humanbrains.fondazioneprada.org
Fondazione Prada presenta oggi alla stampa Human Brains: It Begins with an Idea. La mostra sarà aperta al pubblico dal 23 aprile al 27 novembre 2022 nella sede veneziana di Ca’ Corner della Regina.
Il progetto Human Brains è il risultato di un approfondito processo di ricerca intrapreso da Fondazione Prada dal 2018 nell’ambito delle neuroscienze e guidato da una forte volontà di comprendere il cervello umano, la complessità delle sue funzioni e la sua centralità nella storia dell’uomo.
Human Brains esplora una pluralità di discipline: dalla neurobiologia alla filosofia, dalla psicologia alla neurochimica, dalla linguistica all’intelligenza artificiale fino alla robotica. Come afferma Miuccia Prada, Presidente di Fondazione Prada, "Siamo sempre più interessati ai temi rilevanti del presente, quelli che incidono nelle vite di tutti, e che, a volte, non conosciamo o non comprendiamo fino in fondo. Per un’istituzione culturale che affonda le proprie radici nelle arti visive, occuparsi di scienza è una sfida intellettuale e politica: come realizzare una mostra sulle idee e il sapere?".
La mostra It Begins with an Idea è curata da Udo Kittelmann in collaborazione con Taryn Simon. Allestita nei tre piani di Ca’ Corner della Regina, è il risultato di una lunga e approfondita ricerca condotta con Fondazione Prada e il comitato scientifico.
Al piano terra del palazzo una serie di proiezioni introduce i visitatori all’anatomia, alla fisiologia e all’imaging del cervello e a spiegazioni sul suo sviluppo e funzionamento.
Al primo e secondo piano oltre 110 oggetti codificano secoli di tentativi di comprendere il cervello umano. Questa selezione include manufatti storici, disegni, dipinti, stampe e libri che segnano alcuni dei momenti più significativi di un millenario viaggio di scoperta e, al tempo stesso, evidenziano capitoli altrimenti dimenticati della storia come le civiltà mesopotamiche ed egiziane, il Rinascimento italiano, il Periodo Edo giapponese fino ad arrivare alle tecniche di imaging sviluppate negli ultimi trent’anni.
Con l’obiettivo di ampliare i confini della nostra indagine, trentadue autori internazionali di narrativa hanno scritto testi letterari in riferimento agli oggetti esposti, rivelandone le latenti storie sociali, politiche e personali. I racconti sono stati scritti per essere interpretati dal noto narratore George Guidall in brevi video diretti da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada per questa mostra. Un’unica voce si estende in una molteplicità di storie, linguaggi, geografie, corpi e realtà.
Nella sala centrale del secondo piano, trentasei neuroscienziati, psicologi, neurolinguisti e filosofi provenienti da tutto il mondo sono presentati in un insieme di trentadue schermi. Gli studiosi affrontano questioni legate alle neuroscienze, indagandone le dimensioni filosofiche ed etiche. The Conversation Machine, video e interviste orchestrati da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada, è un sistema auto-organizzato che risponde a se stesso come il cervello umano costruendo e assimilando incessantemente il proprio ordine e disordine.
Nel suo insieme la mostra ripercorre la storia dello sviluppo della conoscenza neuroscientifica caratterizzata da rigore, innovazione e scoperte, ma anche da errori e incertezze. Il progetto tenta di delineare il perimento della coscienza, delle questioni ancora irrisolte dalla ricerca scientifica, delle evidenze e delle incognite nel nostro processo di comprensione del cervello umano.
Neuroscienziati e filosofi
Yasmin Abufoul, Huda Akil, Anirban Bandyopadhyay, György Buzsáki, David Chalmers, Antonio Damasio, Daniel Clement Dennett III, Stanislas Dehaene, Catherine Dulac, David Erritzoe, Lisa Feldman Barrett, Andre Fenton, Karl Friston, Ali Ghazizadeh, Carl Hart, Suzana Herculano-Houzel, Amadi O. Ihunwo, Erich Jarvis, Kumi Kuroda, Joseph E. LeDoux, Li Zhaoping, Mahmoud Bukar Maina, Catherine Malabou, Eve Marder, Bianca Jones Marlin, Hannah Monyer, Polina Olegovna Anikeeva, David Poeppel, Supratim Ray, Daniela Schiller, Wolf Singer, Patricia Smith Churchland, Mitchell J. Valdés-Sosa, Angela Vincent, Charles Yang, Rafael Yuste.
Autori
Ayọ̀bámi Adébáyọ̀, Tash Aw, Hanan al-Shaykh, Chloe Aridjis, Mauro Javier Cardenas, Akwaeke Emezi, Esther Freud, Rivka Galchen, Daniel Galera, Paolo Giordano, Uzodinma Iweala, Mieko Kawakami, John Keene, Daniel Kehlmann, Sheng Keyi, Katie Kitamura, Alexander Kluge, Hari Kunzru, Hervé Le Tellier, Michele Mari, Ch’aska Anka Ninawaman, Charu Nivedita, Helen Olajumoke Oyeyemi, Tilsa Otta, Sidarta Ribeiro, Cord Riechelmann, Salman Rushdie, Ekaterina Sedia, Leanne Shapton, Ahdaf Soueif, Maria Stepanova, McKenzie Wark.
Il progetto Human Brains è il risultato di un approfondito processo di ricerca intrapreso da Fondazione Prada dal 2018 nell’ambito delle neuroscienze e guidato da una forte volontà di comprendere il cervello umano, la complessità delle sue funzioni e la sua centralità nella storia dell’uomo.
Human Brains esplora una pluralità di discipline: dalla neurobiologia alla filosofia, dalla psicologia alla neurochimica, dalla linguistica all’intelligenza artificiale fino alla robotica. Come afferma Miuccia Prada, Presidente di Fondazione Prada, "Siamo sempre più interessati ai temi rilevanti del presente, quelli che incidono nelle vite di tutti, e che, a volte, non conosciamo o non comprendiamo fino in fondo. Per un’istituzione culturale che affonda le proprie radici nelle arti visive, occuparsi di scienza è una sfida intellettuale e politica: come realizzare una mostra sulle idee e il sapere?".
La mostra It Begins with an Idea è curata da Udo Kittelmann in collaborazione con Taryn Simon. Allestita nei tre piani di Ca’ Corner della Regina, è il risultato di una lunga e approfondita ricerca condotta con Fondazione Prada e il comitato scientifico.
Al piano terra del palazzo una serie di proiezioni introduce i visitatori all’anatomia, alla fisiologia e all’imaging del cervello e a spiegazioni sul suo sviluppo e funzionamento.
Al primo e secondo piano oltre 110 oggetti codificano secoli di tentativi di comprendere il cervello umano. Questa selezione include manufatti storici, disegni, dipinti, stampe e libri che segnano alcuni dei momenti più significativi di un millenario viaggio di scoperta e, al tempo stesso, evidenziano capitoli altrimenti dimenticati della storia come le civiltà mesopotamiche ed egiziane, il Rinascimento italiano, il Periodo Edo giapponese fino ad arrivare alle tecniche di imaging sviluppate negli ultimi trent’anni.
Con l’obiettivo di ampliare i confini della nostra indagine, trentadue autori internazionali di narrativa hanno scritto testi letterari in riferimento agli oggetti esposti, rivelandone le latenti storie sociali, politiche e personali. I racconti sono stati scritti per essere interpretati dal noto narratore George Guidall in brevi video diretti da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada per questa mostra. Un’unica voce si estende in una molteplicità di storie, linguaggi, geografie, corpi e realtà.
Nella sala centrale del secondo piano, trentasei neuroscienziati, psicologi, neurolinguisti e filosofi provenienti da tutto il mondo sono presentati in un insieme di trentadue schermi. Gli studiosi affrontano questioni legate alle neuroscienze, indagandone le dimensioni filosofiche ed etiche. The Conversation Machine, video e interviste orchestrati da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada, è un sistema auto-organizzato che risponde a se stesso come il cervello umano costruendo e assimilando incessantemente il proprio ordine e disordine.
Nel suo insieme la mostra ripercorre la storia dello sviluppo della conoscenza neuroscientifica caratterizzata da rigore, innovazione e scoperte, ma anche da errori e incertezze. Il progetto tenta di delineare il perimento della coscienza, delle questioni ancora irrisolte dalla ricerca scientifica, delle evidenze e delle incognite nel nostro processo di comprensione del cervello umano.
Neuroscienziati e filosofi
Yasmin Abufoul, Huda Akil, Anirban Bandyopadhyay, György Buzsáki, David Chalmers, Antonio Damasio, Daniel Clement Dennett III, Stanislas Dehaene, Catherine Dulac, David Erritzoe, Lisa Feldman Barrett, Andre Fenton, Karl Friston, Ali Ghazizadeh, Carl Hart, Suzana Herculano-Houzel, Amadi O. Ihunwo, Erich Jarvis, Kumi Kuroda, Joseph E. LeDoux, Li Zhaoping, Mahmoud Bukar Maina, Catherine Malabou, Eve Marder, Bianca Jones Marlin, Hannah Monyer, Polina Olegovna Anikeeva, David Poeppel, Supratim Ray, Daniela Schiller, Wolf Singer, Patricia Smith Churchland, Mitchell J. Valdés-Sosa, Angela Vincent, Charles Yang, Rafael Yuste.
Autori
Ayọ̀bámi Adébáyọ̀, Tash Aw, Hanan al-Shaykh, Chloe Aridjis, Mauro Javier Cardenas, Akwaeke Emezi, Esther Freud, Rivka Galchen, Daniel Galera, Paolo Giordano, Uzodinma Iweala, Mieko Kawakami, John Keene, Daniel Kehlmann, Sheng Keyi, Katie Kitamura, Alexander Kluge, Hari Kunzru, Hervé Le Tellier, Michele Mari, Ch’aska Anka Ninawaman, Charu Nivedita, Helen Olajumoke Oyeyemi, Tilsa Otta, Sidarta Ribeiro, Cord Riechelmann, Salman Rushdie, Ekaterina Sedia, Leanne Shapton, Ahdaf Soueif, Maria Stepanova, McKenzie Wark.
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