Island Ark. Inclusive Utopian Zone. Marcos Lutyens Solo show

Opera di Marcos Lutyens

 

Dal 09 Maggio 2019 al 14 Settembre 2019

Venezia

Luogo: Galleria Alberta Pane

Indirizzo: Dorsoduro 2403/H, Calle dei Guardiani

Orari: da Martedì a Sabato 11-19

Telefono per informazioni: +39 041 5648481

E-Mail info: info@albertapane.com

Sito ufficiale: http://www.albertapane.com


Comunicato Stampa:
La Galleria Alberta Pane (Parigi, Venezia) è lieta di ospitare, per la prima volta a Venezia, un’esposizione personale: Island Ark con opere di Marcos Lutyens sarà in mostra a partire dal 9 maggio presso gli spazi di Calle dei Guardiani, inaugurati nel maggio 2017 quale sede satellite dell'omonima galleria parigina.

Island Ark è un ambizioso progetto attraverso il quale l’artista mira a prospettare delle soluzioni per far fronte alla perdita di abitabilità che si sta verificando in intere nazioni insulari (come nella Repubblica delle Maldive, nelle isole Kiribati e Tuvalu) a causa dell'innalzamento del livello del mare.

Con Island Ark Marcos Lutyens illustra come delle strutture isolane sopraelevate possano prendere il posto di quegli atolli e di quelle isole che le onde del mare stanno, parzialmente o completamente, sommergendo: piattaforme dismesse di impianti petroliferi potrebbero infatti essere utilizzate quale mezzo per contrastare gli effetti dell'innalzamento del livello del mare, a cui hanno esse stesse contribuito.
L’artista considera la piattaforma Island Ark una Inclusive Utopian Zone (I.U.Z.): ogni stato insulare è infatti circondato da una zona economica esclusiva, un'area di 200 miglia intorno alle isole, riservata alla pesca, alla produzione di energia e ai diritti minerari che rischia ora di venir meno.
Presso la Galleria Alberta Pane, Marcos Lutyens intende illustrare le possibilità di configurazione di questa I.U.Z.
Egli immagina che gli abitanti di una comunità statale nazionale si trovino a disporre dei mezzi necessari per far fronte alla mancanza delle proprie terre, sommerse dal mare: pratiche di coscienza ericonversione sensoriale,interazioni sociali creative e gestione dell’ambiente permetterebbero loro infatti di costruire un rapporto armonioso con se stessi, la comunità e l'ambiente circostante.

Spiega Marcos Lutyens: "l'artista norvegese Bård Breivik ha, in un’occasione, paragonato le piattaforme petrolifere alle gigantesche cattedrali del Medioevo. Mentre le nazioni insulari stanno affondando, forse queste enormi strutture potrebbero essere riabilitate come riparo contro i cicloni, per aiutare nella desalinizzazione e per la coltivazione agricola; comepiattaforme-paese una volta che le isole saranno sommerse e soprattutto come siti in cui riformare e rivitalizzare quello che significa essere umani in questi tempi".

L’esposizione Island Ark mette in mostra video, opere in ceramica, disegni, un'induzione audio, ‘portali induttivi’ e una maquette; un elemento, quest’ultimo, che vorrebbe fungere da kit per aiutare le nazioni insulari a decidere quali attività includere nella propria piattaforma.
Mentre i visitatori della galleria saranno invitati a immaginare i propri scenari utopici, la piattaforma potrebbe essere tanto una metafora di un nuovo approccio abitativo, quanto un vero e proprio intervento fisico nel Pacifico meridionale. Marcos Lutyens sta lavorando con l'Università della California del Sud e con l'Artropocene: iBiennale alle Hawaii e nelle isole del Pacifico del Sud all’ideazione di queste possibili attività.

L’artista ha iniziato a riflettere sul tema dell'innalzamento del livello del mare un ventennio fa con una performance dal titolo Antemnesia - "memoria anticipata" - all'Università Iuav di Venezia nel 2000 e nel 2013 con la proiezione Depth al Padiglione delle Maldive, durante la 55a Biennale di Venezia.
Nello sviluppo del progetto Island Ark - realizzato presso la Galleria Alberta Pane con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia - Lutyens si è ispirato al libro Tidalectics, a cura di Stefanie Hessler.   La pratica artistica di Marcos Lutyens è incentrata sull'indagine della coscienza, attraverso attività di coinvolgimento che vanno a toccare sia il livello mentale che fisico. Le sue riflessioni hanno incluso ricerche sulla coscienza con gruppi sociali come i Muxhe di terza generazione, i Reiliani, i sinestetici, i migranti di confine e gli urbanisti.
Lutyens ha esteso questi ‘progetti di coscienza’ fino a coinvolgere il nostro ambiente esterno. Le sue opere includono interazioni su scala mondiale che riguardano i flussi pedonali, il dialogo con i social media, i livelli di qualità dell'aria, l'intercomunicazione animale, vegetale e miceliale. Nelle sue esplorazioni della coscienza, Lutyens ha collaborato sia con i celebri neuro-scienziati V. Ramachandran e Richard Cytowic, che con gli sciamani della Sierra Madre orientale, in Messico.
Lutyens ha esposto a livello internazionale in numerosi musei, gallerie e biennali, tra cui il Frye Museum, Seattle (2018); Miró Foundation, Barcellona (2018); Main Museum, Los Angeles (2018); Latvian National Museum of Art (2018); 33a Biennale di San Paolo (2018); Guggenheim Museum, New York (2017); The Armory, New York (2017); Palazzo Fortuny, Venezia (2017); La Monnaie de Paris (2017); Palazzo Grassi, Venezia (2017); 57. e 55. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (2013 e 2017); Biennale di Liverpool, Liverpool (2016); 14. Biennale di Istanbul, Istanbul (2015); MoMA PS1, Queens (2014); National Art Museum of China, Pechino (2014); dOCUMENTA(13), Kassel (2012); Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles (2010); il Centre Georges Pompidou, Parigi (2010 e 2014); la Royal Academy of Arts, Londra (2010); la 7. Biennale di Architettura di Venezia (2000).
Le mostre, le performance e le installazioni attuali e future per il 2019 includono la Biennale dell'Avana e la sua presenza come keynote artist per il Guggenheim Museum al CultureSummit di Abu Dhabi.   Opening: Giovedì, 9 maggio, dalle ore 18 alle 21
Performance: ore 19
Con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia coordinati dalla Prof.ssa Francesca Di Gioia: Martina Ferlenga, Alice Leoni, Marta Marcaini, Daniel Scordio, Valentina Scagno, Beatrice Testa.      

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