Luigi Voltolina. Epifanie
Luigi Voltolina, Nello studio, 1989, Olio su tela, 120 × 100 cm
Dal 16 Gennaio 2026 al 15 Febbraio 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzetto Tito
Indirizzo: Dorsoduro 2826
Orari: Mer - Dom 10.30 - 17.30 | Lun - Mar chiuso
Costo del biglietto: Ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 041 274 7570
E-Mail info: info@bevilacqualamasa.it
Sito ufficiale: http://www.bevilacqualamasa.it
La Fondazione Bevilacqua La Masa è lieta di annunciare la mostra Epifanie,dedicata a Luigi Voltolina, che si terrà negli spazi di Palazzetto Tito dal 17 gennaio al 15 febbraio 2026. L’esposizione presenta un’ampia selezione di opere, che propongono al pubblico una originale lettura critica del percorso dell’artista, tra tensione espressiva ed economia del segno.
La Fondazione dedica una mostra monografica a Voltolina con l’obiettivo di valorizzare una figura di rilievo della scena artistica veneziana, protagonista di un percorso coerente e riconoscibile, già presente in alcune mostre storiche dell’Istituzione, vincitore recentemente del Premio Mestre di Pittura.
Voltolina ha elaborato una pratica pittorica fondata sulla rapidità; dipinge figure in movimento, attraversamenti, incontri urbani, come se ogni quadro fosse un ponte da valicare, un frammento di vita che si cristallizza: un gesto che non mira alla perfezione, ma alla rivelazione. La sua opera tende a una riduzione progressiva verso l’essenziale: linee, ritmi, stratificazioni minime capaci di catturare il movimento del mondo nell’istante in cui si disvela.
Con la lettura critica del Prof. Ernesto L. Francalanci, la mostra a Palazzetto Tito intende restituire al visitatore il cuore segreto della ricerca dell’artista: la capacità di cogliere un momento rivelatore, quello spazio sospeso in cui un volto, un gesto o un incontro si fissano sulla tela: “Ogni opera di Voltolina non è che una stupefatta rappresentazione dell’attimo che rompe il tempo e lo spazio nel momento irripetibile dell’incontro tra le cose e tra gli uomini.” Questa epifania, come manifestarsi improvviso del senso, percorre l’intera selezione espositiva, dalle opere degli anni Novanta a quelle più recenti, tra segno e spazio vuoto, dove il colore, ridotto al minimo, diventa spettro, ritmo, vibrazione.
Luigi Voltolina nasce a Valona nel 1942 e arriva a Venezia all’età di due anni. Si forma all’Istituto d’Arte di Venezia, diplomandosi in Arti Grafiche, e cresce in un contesto familiare fortemente legato alla cultura artistica del Novecento. L’esordio avviene nel 1963 con una personale alla Galleria Venezia, che segna l’inizio di un percorso autonomo, lontano da accademismi, nutrito dal confronto con protagonisti dell’arte italiana come Pizzinato, Vedova, Guidi, Mucchi e Brindisi.
Nel 1967 partecipa alla collettiva 12 Artisti Italiani a New York, città che diventerà centrale nella sua ricerca. Dopo il trasferimento a Roma nei primi anni Settanta, frequenta l’ambiente letterario e poetico e affianca all’attività pittorica collaborazioni editoriali. Espone a Parigi e prende parte, su invito, alla X Quadriennale di Roma (1975).
Rientrato a Mestre nel 1977, amplia la propria ricerca alla scultura in vetro e bronzo, in dialogo costante con la pittura. Dagli anni Ottanta espone in importanti rassegne internazionali; determinante è l’esperienza spagnola, culminata nella personale del 1984 all’Ambasciata d’Italia a Madrid e nel ciclo Taccuino spagnolo.
Dal 1994 New York imprime alla sua opera un ritmo urbano e verticale: figure e spazio si fondono in una sintesi segnica sempre più essenziale, che caratterizza la produzione dagli anni Novanta in poi.
Seguono mostre a Venezia, New York e Berlino (2007), fino alle ampie retrospettive di Villa Contarini (2012) e ai progetti espositivi legati alla Biennale di Venezia. Nel 2015 viene inaugurata l’opera monumentale Numquam in bello, collocata a Villanova di Farra d’Isonzo (Gorizia) e nel 2023 riceve il Premio alla Carriera del Premio Mestre di Pittura. Attualmente è in corso il progetto monografico di archiviazione della sua produzione dal 1958 a oggi.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Mestre.
Inaugurazione: 16 gennaio, ore 18.00
La Fondazione dedica una mostra monografica a Voltolina con l’obiettivo di valorizzare una figura di rilievo della scena artistica veneziana, protagonista di un percorso coerente e riconoscibile, già presente in alcune mostre storiche dell’Istituzione, vincitore recentemente del Premio Mestre di Pittura.
Voltolina ha elaborato una pratica pittorica fondata sulla rapidità; dipinge figure in movimento, attraversamenti, incontri urbani, come se ogni quadro fosse un ponte da valicare, un frammento di vita che si cristallizza: un gesto che non mira alla perfezione, ma alla rivelazione. La sua opera tende a una riduzione progressiva verso l’essenziale: linee, ritmi, stratificazioni minime capaci di catturare il movimento del mondo nell’istante in cui si disvela.
Con la lettura critica del Prof. Ernesto L. Francalanci, la mostra a Palazzetto Tito intende restituire al visitatore il cuore segreto della ricerca dell’artista: la capacità di cogliere un momento rivelatore, quello spazio sospeso in cui un volto, un gesto o un incontro si fissano sulla tela: “Ogni opera di Voltolina non è che una stupefatta rappresentazione dell’attimo che rompe il tempo e lo spazio nel momento irripetibile dell’incontro tra le cose e tra gli uomini.” Questa epifania, come manifestarsi improvviso del senso, percorre l’intera selezione espositiva, dalle opere degli anni Novanta a quelle più recenti, tra segno e spazio vuoto, dove il colore, ridotto al minimo, diventa spettro, ritmo, vibrazione.
Luigi Voltolina nasce a Valona nel 1942 e arriva a Venezia all’età di due anni. Si forma all’Istituto d’Arte di Venezia, diplomandosi in Arti Grafiche, e cresce in un contesto familiare fortemente legato alla cultura artistica del Novecento. L’esordio avviene nel 1963 con una personale alla Galleria Venezia, che segna l’inizio di un percorso autonomo, lontano da accademismi, nutrito dal confronto con protagonisti dell’arte italiana come Pizzinato, Vedova, Guidi, Mucchi e Brindisi.
Nel 1967 partecipa alla collettiva 12 Artisti Italiani a New York, città che diventerà centrale nella sua ricerca. Dopo il trasferimento a Roma nei primi anni Settanta, frequenta l’ambiente letterario e poetico e affianca all’attività pittorica collaborazioni editoriali. Espone a Parigi e prende parte, su invito, alla X Quadriennale di Roma (1975).
Rientrato a Mestre nel 1977, amplia la propria ricerca alla scultura in vetro e bronzo, in dialogo costante con la pittura. Dagli anni Ottanta espone in importanti rassegne internazionali; determinante è l’esperienza spagnola, culminata nella personale del 1984 all’Ambasciata d’Italia a Madrid e nel ciclo Taccuino spagnolo.
Dal 1994 New York imprime alla sua opera un ritmo urbano e verticale: figure e spazio si fondono in una sintesi segnica sempre più essenziale, che caratterizza la produzione dagli anni Novanta in poi.
Seguono mostre a Venezia, New York e Berlino (2007), fino alle ampie retrospettive di Villa Contarini (2012) e ai progetti espositivi legati alla Biennale di Venezia. Nel 2015 viene inaugurata l’opera monumentale Numquam in bello, collocata a Villanova di Farra d’Isonzo (Gorizia) e nel 2023 riceve il Premio alla Carriera del Premio Mestre di Pittura. Attualmente è in corso il progetto monografico di archiviazione della sua produzione dal 1958 a oggi.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Mestre.
Inaugurazione: 16 gennaio, ore 18.00
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