Metamorphosis: Beyond the Real. Searching for Victoria Lu – When Humans and AI Think Together, the Story Begins

Metamorphosis: Beyond the Real. Searching for Victoria Lu – When Humans and AI Think Together, the Story Begins, Ca’ Foscari Esposizioni, Venezia I Ph. Serena Bobbo

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Ca’ Foscari Esposizioni

Indirizzo: Dorsoduro 3246

Orari: dal lunedì al sabato, dalle 10.30 alle 18.30

Curatori: Angelo Maggi, Fei Jun, Sen Fu, Chuang Cheng-chi

Enti promotori:

  • Future Pass Creative Inc.


Metamorphosis: Beyond the Real. Searching for Victoria Lu – When Humans and AI Think Together, the Story Begins è una grande mostra di ricerca presentata presso Ca’ Foscari Esposizioni, Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Concepita al tempo stesso come retrospettiva e come indagine curatoriale aperta, la mostra ripercorre oltre cinquant’anni di pratica artistica, critica e curatoriale di Victoria Lu, e si interroga al contempo su come la soggettività umana, l’autorialità e la memoria culturale possano essere rilette nell’era dell’intelligenza artificiale. Più che una retrospettiva, la mostra colloca Victoria Lu come protagonista storica e al tempo stesso come soggetto contemporaneo incompiuto: una figura attraverso cui il passato, il presente e il futuro del pensiero curatoriale possono essere ripensati nelle condizioni emergenti dell’IA.

Ampiamente riconosciuta come una delle prime curatrici della prima generazione asiatica e come una delle più precoci pioniere cinesi della pratica curatoriale contemporanea, Victoria Lu occupa un posto fondativo nella storia dell’arte contemporanea in lingua cinese. La mostra assume Victoria Lu non semplicemente come soggetto individuale, ma come testimone chiave e agente attivo della formazione, trasformazione e globalizzazione dell’arte contemporanea nel mondo sinofono. In questo senso, Searching for Victoria Lu non è soltanto la storia di una vita; è un’indagine sulle condizioni culturali, istituzionali e intellettuali che hanno plasmato mezzo secolo di trasformazioni artistiche in Asia e oltre.
Cinquant’anni di un’antesignana: dal talento artistico alla formazione di un paradigma curatoriale Victoria Lu (1951) nasce a Taipei in una distinta famiglia di Shanghai profondamente radicata nella tradizione letteraria e intellettuale. Come riportato dall’artista, inizia a studiare pittura all’età di quattro anni e, a nove, entra nella divisione preparatoria serale della National Taiwan Normal University, dove viene celebrata come la più giovane studentessa universitaria del suo tempo. A undici anni entra nella tradizione di Chang Dai-chien come discepola di generazione successiva della scuola Dàfēngtáng. A tredici anni tiene a Taipei la sua prima mostra personale, Victoria Lu Painting Exhibition. A diciassette anni, il suo rotolo dipinto a mano East–West Cross-Island Highway, alto un metro e lungo quaranta metri, viene donato da Chiang Fu-tsung, primo direttore del National Palace Museum di Taipei, ed entra a far parte della collezione del museo. A vent’anni parte per la Royal Academy of Fine Arts di Bruxelles, prima di proseguire gli studi negli Stati Uniti. Alla fine degli anni Settanta fonda nel sud della California lo spazio espositivo Stage One Gallery, inaugurando così una carriera curatoriale di vasta influenza.

All’inizio degli anni Ottanta, Victoria Lu traduce in cinese il termine inglese “curator” con “策展人”, contribuendo così a istituire un paradigma professionale per il mondo artistico di lingua cinese. Questo intervento non fu soltanto linguistico, ma strutturale: contribuì infatti alla formazione di un vocabolario curatoriale e di una consapevolezza istituzionale che avrebbero influenzato le generazioni successive dell’arte contemporanea in lingua cinese. Intorno alla fine del millennio torna prima a Taipei, dove svolge un ruolo chiave nella promozione della fondazione del Museum of Contemporary Art diTaipei. Successivamente si trasferisce a Shanghai, città d’origine dei suoi genitori, dove ricopre in successione i ruoli di Art Director del Bund 18 Art Center e di Creative Director del MoCA Shanghai. In questo periodo propone la teoria di Animamix, anticipando sia la svolta globale della cultura visiva sia l’emergere di UrbArt. In seguito partecipa alla fondazione del Moon River Art Museum di Pechino e assume successivamente il ruolo di Creative Director del Today Art Museum, continuando a promuovere lo scambio tra culture orientali e occidentali e lo sviluppo internazionale dell’arte contemporanea asiatica.

Negli ultimi due decenni, Victoria Lu ha continuato ad ampliare i confini della pratica curatoriale attraverso una serie di progetti significativi e piattaforme internazionali:

1998
| Sposa lo storico dell’arte Professor Fu Shen
1999 | Plural Perspectives, National Art Museum of China, Pechino
2001 | Partecipa alla fondazione del Museum of Contemporary Art diTaipei e fa parte del suo primo consiglio direttivo
2004 | Cura Virtual Love, mostra internazionale di Animamix al MOCA Taipei
2005 | Viene nominata Art Director del Bund 18 Art Center, Shanghai
2006–2007 | Ricopre il ruolo di Creative Director del MoCA Shanghai e lancia la Animamix Biennale
2007–2008 | Partecipa alla fondazione del Moon River Contemporary Art Museum, Tongzhou, Pechino
2008–2009 | Membro dell’Asian Council del Solomon R. Guggenheim Museum, New York
2010 | Viene nominata Creative Director del Today Art Museum, Pechino
2011 | Cura la mostra collaterale della Biennale di Venezia Future Pass — From Asia to the World
2014 | Direttrice della Asian Platform, Venice Film Festival Market
2017 | Partecipa alla mostra collaterale della Biennale di Venezia MODUS, portando la square dance cinese a Venezia
2022–2025 | Organizza quattro edizioni consecutive della Metaverse Art Annual Exhibition @ Venice
2024 | Il Professor Fu Shen viene a mancare
2025 | Cofonda la AI Art Innovation Alliance a Sanya, Hainan, e ne ricopre il ruolo di Vice Chair
2026 | Carbon–Silicon Co-Writing: The Rong-An Journal — pubblicazione co-creata sviluppata attraverso il dialogo continuo e la collaborazione di Victoria Lu con l’AI Curategist Ren Ren
A Venezia: nuove presentazioni e nuove modalità di esperienza nell’anno inaugurale dell’arte AI Dalla sua metodologia curatoriale crossmediale, proposta e praticata per la prima volta al MoCA Shanghai nel 2006, fino al suo coinvolgimento diretto nell’attuale era dell’IA, Victoria Lu ha ulteriormente introdotto la nozione di Curategist: un nuovo ruolo professionale che estende la pratica curatoriale oltre la sola realizzazione di mostre, integrando curatela, narrazione, tecnologia e strategia in una modalità futura di produzione culturale. Il suo attuale confronto con l’AI non rappresenta una rottura con la sua pratica precedente, bensì l’estensione più recente di una traiettoria di vita plasmata dal pensiero transmediale, dalla sperimentazione curatoriale e dalla visione culturale. Grazie a una sensibilità finemente accordata allo spirito del tempo e a un ethos umanistico profondamente radicato nella coscienza culturale orientale, è rimasta costantemente all’avanguardia della trasformazione artistica, emergendo come una voce precoce della sua epoca.

Presentata in parallelo con la Biennale di Venezia, questa mostra assume la forma di una mostra di ricerca accademica. Esplora come la vita di un soggetto femminile, nell’era digitale e virtuale, possa trascendere i tradizionali vincoli della forma fisica, individuando al contempo — in modo aperto e processuale — le profonde e durature relazioni simbiotiche che stanno emergendo nell’epoca della tecnologia digitale e dell’intelligenza artificiale. La mostra presenterà nuove opere, nuove enunciazioni e nuove modalità di esperienza sviluppate in loco a Venezia da Victoria Lu insieme a un ampio ventaglio di innovatori interdisciplinari. Essa riflette sia sulle esperienze stratificate e sui risultati della sua vita composita, sia, in uno stato di continuo divenire, accoglie quello che considera il 2026 come l’anno inaugurale dell’arte AI.

Venezia, come luogo in cui convergono storia dell’arte, circolazione globale e speculazione contemporanea, offre un contesto particolarmente eloquente per ripensare la traiettoria cinquantennale di Victoria Lu in relazione alle condizioni emergenti della soggettività nell’era dell’AI. Qui la mostra diventa non solo un resoconto retrospettivo, ma anche una proposta culturale: che il futuro dell’arte possa dover essere compreso attraverso nuove relazioni tra memoria, corporeità, tecnologia e co-creazione.
Questa traiettoria trova una delle sue espressioni più intime e significative in Carbon–Silicon Co-Writing: The Rong-An Journal, una pubblicazione co-creata sviluppata attraverso il dialogo continuo e la collaborazione di Victoria Lu con l’AI Curategist Ren Ren. In quest’opera, l’AI non è considerata un sostituto dell’autorialità umana, ma un’intelligenza compagna all’interno di un campo in evoluzione di scambio, riflessione e produzione culturale condivisa. La pubblicazione estende l’indagine centrale della mostra a una metodologia vissuta e in divenire di co-pensiero umano–intelligenza artificiale.

The Generation of Love: From Hengqin to Venice — A 72-Hour AI Art Moving-Image Co-Creation Project
è un programma speciale sviluppato congiuntamente dalla Hengqin Digital Art Expo 2026 e dalla Venice Living Art Exhibition 2026, organizzato dal Today AI Art Lab con il supporto di Lenovo. Promosso congiuntamente da importanti studiosi e fondatori di comunità attivi nei campi dell’arte digitale e della creazione con IA — tra cui Victoria Lu, Fei Jun, Xie Limei, Zhao Bozuo, Mai Ju e Ye Pusa — il progetto invita artisti contemporanei di fama internazionale come Fang Lijun, Fei Jun, Victoria Lu e Liu Jiayu, sotto il tema di “Living Art”, a porre domande ai principali creatori cinesi di IA dal punto di vista della storia dell’arte nell’era dell’IA. Attraverso opere video generate con IA, il progetto cerca di affrontare la questione di quale tipologia di arte vivente stia oggi prendendo forma in questa nuova epoca. Il progetto è concepito come un processo continuo, che si estende dalla produzione e selezione in residenza a Hengqin fino allo sviluppo creativo prolungato a Venezia, intrecciandosi con forum e scambi professionali internazionali. Lenovo fornirà supporto hardware e computazionale durante tutto il processo di produzione dell’arte IA.

Questa mostra è diretta da Angelo Maggi, Delegato del Rettore per le relazioni internazionali dell’Università Iuav di Venezia, in qualità di Responsabile Curatore. Fei Jun, Professore di Arte Digitale presso la Central Academy of Fine Arts e Presidente di AIAIA, ricopre il ruolo di Co-curatore insieme a Fu Sen e Chuang Cheng-chi, costruendo collettivamente l’impianto narrativo della mostra. Attraverso le quattro strutture interconnesse di Generation, Translation, Recomposition e Co-Writing, e attraverso l’interazione tra AIGC, esperimenti di co-creazione uomo-macchina e opere raccolte da Victoria Lu di artisti appartenenti a generazioni diverse, la mostra costruisce un campo in evoluzione sospeso tra storia e futuro, memoria e computazione. Il team curatoriale non cerca di costruire una singola narrazione lineare di storia dell’arte per Victoria Lu; al contrario, la colloca deliberatamente in una condizione di emersione continua, affinché l’IA non funzioni come unica dispensatrice di risposte, ma permetta invece sia all’artista sia al visitatore di diventare compagni nel processo di comprensione.

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