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Mostra Veronica Montanino. Rami a Roma. Le informazioni sulla mostra Veronica Montanino. Rami, i curatori, gli orari di ingresso, il costo dei biglietti, i numeri per prenotare, il comunicato stampa sulla mostra Veronica Montanino. Rami del museo Casino Nobile Musei di Villa Torlonia di Roma.

Veronica Montanino, HABITAT#6, tecnica mista, cm. 50x50

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Mappa

  • Città: Roma
  • Provincia: Roma
  • Indirizzo: via Nomentana 70
  • Telefono: +39 060608
  • Sito ufficiale

Scheda Mostra

Veronica Montanino. Rami

Veronica Montanino


  • Luogo: Casino Nobile Musei di Villa Torlonia
  • Curatori: Maria Grazia Tolomeo
  • Enti promotori:
    • Roma Capitale
    • Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
  • Città: Roma
  • Provincia: Roma
  • Data inizio: 14 Ottobre 2020
  • Data fine: 10 Gennaio 2021
  • Costo del biglietto: Biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla mostra: € 9 intero; € 8 ridotto (residenti € 8 / € 7). Ingresso gratuito per i possessori della MIC Card
  • Telefono per informazioni: +39 060608
  • Sito ufficiale

Comunicato Stampa:


Il Casino Nobile di Villa Torlonia ospita dal 14 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 la mostra VERONICA MONTANINO | RAMI, a cura di Maria Grazia Tolomeo.
 
La mostra – che fa parte di Romarama, il programma culturale di Roma Capitale – èpromossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturalie organizzata dallo Studio d’Arte Campaiola. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.
 
Filo conduttore degli interventi pensati dall’artista per il Casino Nobile di Villa Torlonia è il tema della metamorfosi, questione al centro della ricerca dell’artista, dedita alla pratica del remix e del camouflage, e richiamata dagli affreschi mitologici della villa che rimandano alle storie di Apuleio, tra cui spiccano le vicende di Amore e di Psiche. La metamorfosi è il “principio ordinatore” della pratica cara alla Montanino del “mischiare di nuovo” con cui l’artista trasforma i materiali più disparati in un processo di “ecologia dell’immagine” che dà luogo a una nuova natura di sua personalissima invenzione. Ma, prima ancora, c’è un intendere la decorazione stessa come metamorfosi, contaminazione, intreccio, sconfinamento, violazione di limiti e confini. È in questi termini che gli ambienti interamente affrescati di questo gioiello dell’eclettismo romano invitano alla simultaneità di una visione plurima, che appare in tutta la sua contemporaneità; in tal senso il principio della decorazione realizza uno spazio brulicante di segni, quasi si trattasse di un organismo o di un processo germinativo in continuo divenire.
 
Metamorfosi dell’artificiale in naturale e del naturale in artificiale, quello che RAMI propone, condividendo i presupposti stessi alla base del Parco Jappelliano di Villa Torlonia, radicale commistione di natura e artificio. La dimensione dell’oscillare e dell’instabilità caratterizza la ricerca tutta di Veronica Montanino. L’impossibilità di rendere ferma una frontiera per sua natura in movimento diviene specchio stesso dell’arte, in costante fluttuazione tra realtà e finzione, naturale e artificiale, dentro e fuori, una dinamica sempre compresa tra sospensione e trasformazione, in un continuo mutare da uno stato a un altro.
 
Sebbene sia centrale nella serie di interventi dell’artista il richiamo alla natura (intesa anche come sensibilizzazione della grave emergenza ambientale in atto), i rami intrecciati non sono un ready made o un doveroso omaggio alla tradizione dell’arte povera, ma oggetti da camera delle meraviglie, piante che a guardarle bene appaiono anche animali, forme di vita appartenenti al mondo terrestre e al tempo stesso al cielo e all’acquatico, “scherzi di natura” che servono al pensiero per vedere e rivedere le categorie attraverso le quali classificare il mondo, l’ordinario e lo straordinario.

Veronica Montanino nasce a Roma il 10 febbraio 1973. Artista romana, espone dal 2000. I suoi lavori, caratterizzati da un’attitudine ambientale e un uso esuberante del colore, figurano in numerose mostre personali e collettive. Sempre pronta ad abbandonare lo spazio angusto della tela, realizza decine di installazioni site-specific in palazzi storici. Nel 2010 presso Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, interviene su mobili, soffitto e pareti perimetrali, creando una “Camera delle meraviglie”. Altri interventi permanenti sono realizzati dall’artista per la Casa dell’Architettura di Roma, ex Acquario Romano (2013) e per il MARCA Museo delle arti di Catanzaro (2018). Per il MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz realizza tra il 2012 e il 2014 lo spazio della ludoteca e altri due grandi interventi ambientali. Nel 2015 realizza un giardino galleggiante al Regent’s Park di Londra.