Certosa di San Lorenzo a Padula

Padula, Via Nazionale 113

 
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  • Indirizzo: Via nazionale 113
  • Telefono: +39 0975 77745
  • Apertura: ore 9 - 19.30 (ultimo ingresso alle 19)
    chiusura: martedì
  • Costo: intero € 4, ridotto € 2
 
DESCRIZIONE:
La Certosa di San Lorenzo a Padula si configura come uno dei complessi monastici più importanti d’Europa e nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
La storia dell’edificio comincia nel 1306 con la fondazione a opera di Tommaso Sanseverino conte di Marsico. L’impianto oltre a richiamare l’immagine della graticola sulla quale San Lorenzo fu arso vivo, rispecchia l’organizzazione della vita religiosa dell’ordine certosino che predica il lavoro e la contemplazione. Si distinguonono pertanto due grandi aree: la “casa bassa” collocata a contatto con il mondo esterno e destinata alle attività di sostentamento della comunità certosina, e la “casa alta” che racchiude gli spazi riservati alla vita comunitaria dei monaci e gli ambienti di clausura raccolti intorno a uno dei chiostri più grandi del mondo (12mila metri quadri).
I Certosini lasciarono Padula nel 1807, perché privati dei loro possedimenti nel Vallo, nel Cilento, nella Basilicata e nella Calabria. Il monumento conobbe quindi uno stato di precarietà e abbandono. I locali esterni furono successivamente dati in uso a privati, così come l’area agricola di isolamento che circondava la Certosa, e durante le due guerre mondiali, il complesso divenne campo di concentramento.
Oggi la Certosa ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale e la sua collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilinae di Padula; e una vasta raccolta di arte contemporanea. Nella saletta dell’appartamento del Priore, che fa parte del percorso di visita, è in esposizione la mostra permanente “La Certosa di Padula nel libro di Thomas Salmon del 1763 e nella cartografia del XVIII secolo”. Tra i tesori custoditi nel complesso è possibile ammirare uno scalone ellittico in marmo bianco che conduce alla grande biblioteca con il pavimento ricoperto di mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare; la Cappella decorata con marmi preziosi; il refettorio che custodisce un dipinto a olio su muro di Giuseppe d’Elia che raffigura le Nozze di Cana; e la cucina nella quale, secondo la leggenda, venne preparata una frittata di 1000 uova per Carlo V.
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