Da Genova a Catania con Escher, Doisneau, Monet

Andar per mostre a settembre: 10 appuntamenti da non perdere

Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente, 1935, Litografia, 21.3 x 31.1 cm, Olanda, Collezione Escher Foundation. All M.C. Escher works © 2021 The M.C. Escher. Company The Netherlands. All rights
 

Samantha De Martin

01/09/2021

I riflessi del mare, per molti già un ricordo lontano, mentre l’estate sferra gli ultimi colpi di sole, cedono alle morbide tinte di Monet, alle geometrie impossibili di Escher per confondersi tra gli universi virtuali di Dalí e Frida Kahlo ed esplodere nella fotografia a colori di un inedito Robert Capa o tra gli scatti di un Basilico “privato”.
È ricco di mostre il palinsesto settembrino che, da Genova a Catania, si appresta a riportare al museo curiosi e appassionati. Dopo la pausa estiva la macchina dell’arte torna a scaldarsi per regalare al pubblico emozioni e grandi mostre.
Vi suggeriamo i dieci appuntamenti cui non mancare.

A Genova Escher superstar
Il tour settembrino a caccia di mostre parte da Genova, dove, dal 9 settembre, Palazzo Ducale accoglierà la più ampia e completa antologica mai organizzata in Italia sul maestro dei paradossi irriducibili e degli universi fantastici. Fino al 20 febbraio 200 lavori dell’incisore più amato del XX secolo, che considerava lo stupore “il sale della terra”, trasformeranno Palazzo Ducale in un teatro di visioni pronte a lasciare a bocca aperta spettatori di generazioni e sensibilità diverse.
Opere iconiche come Mano con sfera riflettente, Giorno e notte, Vincolo di Unione e lavori meno conosciuti cederanno il posto alle creazioni di visionari dell’arte di ogni tempo, da Giambattista Piranesi a Victor Vasarely.


Maurits Cornelis Escher, Band ohne Ende (Vincolo di Unione)

A Ravenna Dante “pop”
Dal 25 settembre al 9 gennaio il MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna - ospita l’ultimo appuntamento del ciclo espositivo “Gli occhi e la mente”, dedicato a Dante a 700 anni dalla morte. Un itinerario nella fortuna del Sommo, dal Trecento all’arte contemporanea, da Robert Rauschenberg a Edoardo Tresoldi, scandisce il percorso Un’Epopea POP.
Al viaggio multimediale, caratterizzato da numerosi contributi audio e video, si intrecccia un percorso d'arte contemporanea che vedrà il dialogo fra le opere di artisti internazionali selezionate per reinterpretare idealmente alcuni temi danteschi che faranno da guida al pubblico.
Se nel chiostro cinquecentesco una grande architettura di Edoardo Tresoldi rileggerà idealmente il Nobile Castello o Castello degli Spiriti Magni, luogo emblematico citato da Dante nel quarto canto dell’Inferno, nella sezione dedicata alle figure femminili saranno Letizia Battaglia, Giosetta Fioroni, Elisa Montessori e Kiki Smith a reinterpretare, attraverso le loro opere, le donne del poeta.


Edoardo Tresoldi, Sacral | Foto: © Fabiano Caputo

I sogni a colori di Miró prendono vita alla Magnani Rocca
Il pennello visionario che intinse la sua arte nella tavolozza di suggestioni alimentate da colori brillanti, linee sottili, soggetti allucinati e onirici è pronto a emozionare il pubblico della Fondazione Magnani Rocca.
Dall’11 settembre al 12 dicembre la Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo brillerà ancora di più, accesa dalle tinte di Miró. Una cinquantina di opere, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta - dall’iconico Personnage et oiseaux devant le soleil al romantico Personnage devant la lune - porranno il pubblico di fronte alla continua sfida operata dall’artista nei confronti della pittura tradizionale. Attraversando il percorso, a cura di Stefano Roffi, il pubblico volerà tra uccelli, donne, cieli stellati, apprezzando anche l’attività di Miró illustratore, sfogliando il libro d’artista con testi poetici di Tristan Tzara, Parler seul, con settantadue tavole a colori dell’artista catalano, esposte in grandi teche.


Joan Miró, Le Chant de l'oiseau à la rosée de la lune, 1955, Olio su cartone | Foto: © Joan Ramon Bonet, Archivo Successió Miró | Courtesy Successió Miró, by SIAE 2021

A Modena gli scatti a colori di Robert Capa
Restiamo in Emilia Romagna dove, dall'11 settembre al 13 febbraio, un inedito Robert Capa, internazionalmente conosciuto come il maestro della fotografia in bianco e nero, sorprenderà i visitatori delle Gallerie Estensi con oltre 150 scatti a colori. Dal 1941 fino alla morte, nel 1954, il fotoreporter lavorò regolarmente con pellicole a colori.
La mostra Capa in color accompagna il pubblico in un affascinante percorso che traccia un interessante ritratto dell’alta società nel secondo dopoguerra, dalle stazioni sciistiche delle Alpi alle affascinanti spiagge francesi, dalle fotografie di moda, lungo la Senna ai set cinematografici con Ingrid Bergman, Orson Welles e John Huston.


Robert Capa, Capucine, modella e attrice francese al balcone, Roma, agosto 1951 (© Robert Capa / International Center of Photography/Magnum Photos)

1600 anni e non sentirli: Palazzo Ducale celebra Venezia
Pronti a ripercorrere la gloriosa storia della Serenissima attraverso un affascinante racconto scandito da luoghi e momenti, personaggi e monumenti particolarmente significativi per la storia di Venezia? Dal 4 settembre al 25 marzo fate un salto a Palazzo Ducale dove uno spettacolare allestimento sfoglierà i sei secoli di storia veneziana, tra trionfi e domini, sconfitte e pestilenze.
Dalla leggendaria fondazione, il 25 marzo del 421, con la posa della prima pietra della chiesa di San Giacomo a Rialto, fino all’Acqua Granda del 1966, la mostra ripercorrerà i momenti salienti vissuti della Regina del mare. Oltre 250 capolavori, tra opere d'arte, manoscritti miniati, disegni, un importante vaso cinese della dinastia Yuan del XIV secolo, arricchiscono il percorso Venetia 1600. Nascite e rinascite, caratterizzato da opere e documenti dei massimi artisti attivi in laguna nell’arco di quasi un millennio, da Carpaccio a Tiziano, da Veronese e Tiepolo, da Pollock a Tancredi.


Antonio Canal (detto Canaletto), Piazzetta San Marco con la Loggetta e la Libreria, 1730-1740, Olio su tela, 92 x 69 cm, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica

A Milano l'autunno è di Monet
Milano riparte da Monet. La stagione di grandi mostre inizia con il maestro dell’Impressionismo portando a Palazzo Reale, dal 18 settembre al 22 gennaio, 53 dipinti in arrivo dal Musée Marmottan di Parigi. La curatrice Marianne Mathieu, storica dell'arte e direttrice scientifica del Marmottan, ci invita a immergerci tra le sette sezioni scandite da capolavori iconici, come le Ninfee (1916-1919), il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905), Le Rose (1925-26), ultima magica opera del pittore, in un itinerario che fa luce sull'intera carriera del maestro francese avendo come fil rouge le sue ricerche sulla luce.
Le opere selezionate dal Musée Marmottan, che accoglie il più corposo nucleo di dipinti di Monet esistente al mondo, sono quelle che l'artista stesso conservò con sé fino alla morte nella casa di Giverny.


Claude Monet (1840-1926), Nymphéas , vers 1916-1919 Huile sur toile, 130 x 152 cm, Paris, Musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966. Inv. 5098 I © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris

Rovigo celebra Doisneau, il fotografo della felicità
Dai pennelli alla fotografia. Non poteva esserci ripartenza migliore, dopo lo stop imposto dalla pandemia, dell’obiettivo di Robert Doisneau, uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese, sempre pronto a catturare momenti di felicità.
Il bacio forse più celebre della storia della fotografia, ma anche la vita quotidiana della banlieue parigina, immagini di fabbriche, bistrot, portinerie, scene di strada accoglieranno, a Rovigo, i visitatori di Palazzo Roverella.
Dal 23 settembre al 30 gennaio la mostra Robert Doisneau accenderà i riflettori sul maestro che amava cogliere nei suoi scatti tutta bellezza e la tenerezza dell’umanità.

Firenze a tu per tu con Dalí
Raggiungiamo Firenze dove, dal 16 settembre al 16 gennaio, gli amanti di Dalí avranno l’opportunità di vivere un approccio inedito con il maestro di Figueres, in un un mix di tecnologia all’avanguardia, immagini, artefatti, in perfetta simbiosi con la poetica dell’artista catalano. Un viaggio multimediale tra illusioni e allusioni, a stretto contatto con l’estetica del genio surrealista, a metà strada tra realtà e sogno digitale, si appresta ad accompagnare i visitatori della Cattedrale dell’Immagine di Firenze nell’universo di Dalì, in un percorso immersivo a 360 gradi. Concepito, creato e prodotto da Crossmedia Group, con la collaborazione di Monogrid (Firenze), il progetto Inside Dalí, allestito da Opera Laboratori, svela ai visitatori le produzioni probabilmente meno note del maestro surrealista, dai dischi alla campagna pubblicitaria per le ferrovie francesi.


Inside Dalì | Courtesy Opera laboratori

Napoli svela l’universo di Frida
Percorriamo ancora la penisola seguendo il filo della grande arte. Punta sull’incanto e sulle suggestioni scaturite dall’incontro tra tecnologia e testimonianze originali la mostra sensoriale Frida Kahlo – Il Caos Dentro, organizzata da Navigare S.r.l., e in programma a Palazzo Fondi dall’11 settembre al 9 gennaio.
Eccola Frida, icona di ribellione e femminismo, guidarci nel suo universo interiore ed artistico attraverso un percorso a metà tra virtuale e reale. Al dipinto originale Piden aeroplanos y les dan alas de petate attribuito alla pittrice, per la prima volta in Italia, si affiancheranno opere originali dell’artista e del marito Diego Rivera, mai esposte prima al pubblico. Lettere, pagine di diario e fotografie, riproduzioni digitali di autoritratti e murales messicani, riproduzioni a grandezza reale di ambienti come la camera da letto, lo studio e il giardino di Frida, restituiranno al pubblico la sensibilità dell’eclettica artista messicana scomparsa 67 anni fa.

I territori intermedi di Gabriele Basilico in mostra a Catania
Puntiamo ancora più a sud fino a raggiungere Catania. Dal 18 settembre al 6 gennaio Al Museo civico “Castello Ursino” un Gabriele Basilico colto nella sua dimensione più privata e romantica sarà al centro della mostra Gabriele Basilico-Territori intermedi, a cura di Filippo Maggia. Sviluppatasi come una riflessione su un’importante parte del lavoro del fotografo milanese fino a oggi rimasta in ombra, la mostra accoglie le fotografie realizzate in parte come studi o “sacrificate” per esigenze precise derivanti dalla committenza.
Gli oltre 60 scatti in mostra, mai pubblicati né presentati al pubblico, furono realizzati tra la metà degli anni Ottanta e il primo decennio Duemila, coprendo buona parte della carriera del fotografo milanese.


Gabriele Basilico, Langhe Piemonte, 2008 | Courtesy Archivio Basilico, Milano


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