Da Basilea a Zurigo fino al 2022

In Svizzera l'agenda dell'arte è donna. Sei mostre al femminile, da Kara Walker e Frida Kahlo al surrealismo

Berthe Morisot, Jeune femme au divan, 1885, Olio su tela, 50.2 x 61 cm, Londra, Tate; Bequeathed by the Hon. Mrs A.E. Pleydell-Bouverie through the Friends of the Tate Gallery 1968 | Foto: ©Tate
 

Samantha De Martin

01/04/2021

A Basilea, dal ponte Mittlere Brücke, la bella Helvetia di Bettina Eichin, con la valigia pronta e il giavellotto, rivolge il suo sguardo pensieroso al Reno.
A tenere compagnia a questo allegorico personaggio femminile, omaggio a tutte le donne e, da secoli, simbolo della Svizzera, saranno per tutto il 2021, da Zurigo a Berna, altrettante personalità in rosa che hanno lasciato (e continuano a lasciare ancora oggi) il loro segno soprattutto nel variegato universo dell’arte.
E così durante quest’anno che ricorda il cinquantenario dall’introduzione in Svizzera del diritto di voto per le donne, e i 150 anni dalla prima scalata del Cervino ad opera della britannica Lucy Walker - la Svizzera, porta le in vetta le donne del mondo, celebrandole dalle cime ai musei.
L’ampio programma di iniziative che ruota intorno alla sfida 100% Women Peak Challenge - un invito rivolto a scalare le cime più alte della Svizzera in formazioni tutte al femminile (e non è una metafora) - non poteva non abbracciare anche l’arte, protagonista di un’agenda di appuntamenti tutti al femminile.
Da Basilea a Zurigo, eccone sei da non perdere.

• Da Frida Kahlo e Berthe Morisot a Cindy Sherman, l’omaggio della Fondation Beyeler alle donne
In attesa di accogliere (dal 10 ottobre prossimo) la più grande mostra mai dedicata a Goya al di fuori della Spagna, la Fondation Beyeler celebra le donne con il percorso Close-Up.
Dal 19 settembre prossimo, fino al 2 gennaio 2022, un itinerario tutto al femminile ricorda nove donne pittrici che, dal 1870 a oggi, si sono aggiudicate il loro posto di rilievo nel panorama dell’arte.
Ad accomunare queste protagoniste è l'enfasi posta sulla rappresentazione della figura umana attraverso ritratti e autoritratti. La francese Berthe Morisot e l'americana Mary Cassatt, entrambe attive negli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento a Parigi, dialogheranno con le colleghe tedesche Paula Modersohn-Becker e Lotte Laserstein, attiva quest’ultima dal 1925 al 1933 a Berlino, negli ultimi anni della Repubblica di Weimar. Fu un'importante artista di dipinti figurativi Lotte, costretta dal regime nazionalsocialista a lasciare la Germania nel 1937 e ad emigrare in Svezia.
Ed ecco Frida Kahlo, attiva fino al 1950 circa a Città del Messico, durante il consolidamento e l'istituzionalizzazione dello Stato messicano all'indomani della Rivoluzione. Accanto a lei la sudafricana Marlene Dumas, cresciuta in una Cape Town al culmine dell'apartheid.
Il percorso nelle sale progettate da Renzo Piano prosegue fino a Cindy Sherman, regina degli autoritratti concettuali, ed Elizabeth Peyton.

• Al Kunstmuseum protagonista la pittura astratta
Restiamo nella città sul Reno per spostarci nelle sale del Kunstmuseum che, fino al 20 giugno, accolgono le opere dell'artista svizzera Sophie Taeuber-Arp, pioniera dell'astrazione. La retrospettiva, organizzata in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York e la Tate Modern di Londra, presenta per la prima volta il suo lavoro ad un pubblico internazionale.


Sophie Taeuber, 1920 Courtesy Stifung Arp e V.

• Al Kunstmuseum di Basilea l’archivio privato di Kara Walker
Dal 5 giugno al 19 settembre, al Kunstmuseum di Basilea, l’arte astratta lascerà il posto all’archivio privato di Kara Walker, l’artista afroamericana conosciuta per le sue silhouette e per la sua arte socialmente impegnata contro gli stereotipi razzisti.
In A Black Hole is Everything a Star Longs to Be saranno presentati, per la prima volta in una mostra personale completa, centinaia di disegni che l’artista ha tenuto sottochiave negli ultimi 27 anni.

• Donne e il design: una mostra al Vitra Design Museum
Dalla pittura al design. Basta raggiungere il Vitra Design Museum di Weil am Rhein, poco fuori Basilea, per regalarsi un excursus sulle donne designer attive negli ultimi 100 anni.
Dal 25 settembre al 6 marzo, The Bigger Picture. Donne nel design 1920 – oggi sarà un’occasione per conoscere risultati, condizioni di lavoro e contesti sociali che hanno visto protagoniste le maggiori designer al mondo.

• A Zurigo in mostra 200 anni di diritti femminili e un’esposizione “da ascoltare” 
C’è tempo fino al 18 luglio per ripercorrere, al Museo nazionale svizzero - diretto, tra l’altro, a partire da quest’anno da una donna - i 200 anni di cammino per la conquista dei diritti civili e politici delle donne in Svizzera. Il percorso Donne. Diritti - Dal secolo dei Lumi ai giorni nostri, aperto fino al 18 luglio, inaugurato proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario dell’introduzione del suffragio femminile, darà voce a una storia universale che appartiene a donne e uomini di tutto il mondo. Donna sarà anche la curatrice di uno degli eventi più attesi nell’agenda dell’arte zurighese. In occasione dell’apertura della nuova ala del Kunsthaus di Zurigo, progettata dall’archistar britannica David Chipperfield - che si unirà con l’attuale sede per formare il più grande museo d’arte della Svizzera - i visitatori sono invitati all’evento#mostra The Sense of Things, curato da Mirjam Varadinis.
La visita ruoterà attorno alla performance acustica, in programma dal 23 aprile al 24 maggio, del coreografo William Forsythe. Grazie all’attivazione di campane sconsacrate di diverse dimensioni, altezze e timbri, il Kunsthaus si appresta a trasformarsi in un immenso spazio sonoro con il quale visitatori sono chiamati a sintonizzarsi.


Kunsthaus Zürich, Erweiterungsbau von David Chipperfield | Foto: © Juliet Haller, Amt für Städtebau, Zürich

• A Berna l'unica tappa europea di Meret Oppenheim, musa ispiratrice del Surealismo
"La libertà non ti viene, ma devi prenderla” scriveva nel 1975 Meret Oppenheim, l'artista svizzera di origine tedesca, ricordata per essere stata una delle modelle preferite del fotografo Man Ray.
La "musa ispiratrice" del movimento surrealista, compagna sentimentale di Max Ernst e nota per i suoi "feticci trasfigurati in chiave onirica" come Colazione in pelliccia, sarà in mostra al Kunstmuseum di Berna, prima e unica tappa in Europa di un'esposizione sviluppata in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York e la Menil Collection di Houston.
Il percorso, intitolato Meret Oppenheim. Mon exposition, atteso dal 22 ottobre al 30 gennaio, ripercorrerà tutte le fasi della carriera dell’artista attraverso dipinti e disegni, sculture realizzate in spazi pubblici e poesie.


Meret Oppenheim, Scoiattolo, 1969 Bierglas, Schaumstoff, Pelz 21.5 x 13 x 7.5 cm Kunstmuseum Bern © 2020, ProLitteris, Zürich

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