Gli appuntamenti sul piccolo schermo

L’Agenda dell’Arte – In TV

Televisore Anni '70 | Foto: AlexAntropov86, via Pixabay
 

Francesca Grego

07/02/2019

• Hokusai dal British Museum. Giovedì 7 febbraio alle 21.15 su Sky Arte HD
Ha sedotto Monet, Van Gogh, Picasso, e ora sbarca per la prima volta sul piccolo schermo: dopo le grandi mostre che l’hanno visto protagonista in Italia e nel mondo, Katsushica Hokusai è pronto a stupire anche il pubblico televisivo con l’incanto dell’ukiyoe, le “immagini del mondo fluttuante”.
Celebri paesaggi del Giappone – primo tra tutti il Monte Fuji - geishe dagli abiti preziosi, scene dal teatro e dalle raffinate sale da tè di Edo (l’antica Tokyo) fanno capolino dalle stampe che, giunte in Europa su insospettabili carte da imballaggio, rivoluzionarono la pittura occidentale nella seconda metà dell’Ottocento.
 
L’occasione per raccontare vita e arte di una delle più spiccate personalità dell’arte giapponese è la mostra Hokusai: Beyond the Great Wave, allestita nel 2017 al British Museum di Londra.
Spettacolari immagini in 8K si alternano ai contributi di studiosi, artisti e appassionati che, da David Hockney al pittore nipponico Ideguchi Yuki, hanno subito il fascino del grande maestro: un’indagine a 360 gradi oltre l’iconica Grande Onda, tra interpretazioni inedite di famosi capolavori e dettagli poco noti sull’esperienza di un artista geniale.
 
• Velàsquez – L’ombra della vita. Dall’8 febbraio al 1° marzo tutti i venerdì alle 21.15 su Rai5
Dopo le serie su Bernini, Caravaggio e Vermeer, Tomaso Montanari ci conduce nella Spagna del Secolo d’Oro sulle tracce di Diego Velàsquez.
Tra Roma, Siviglia e Madrid lo storico dell’arte ripercorre tela dopo tela l’evoluzione poetica e artistica del “pittore dei pittori”, secondo la felice definizione di Édouard Manet. Particolare attenzione è riservata ai ritratti di Velàsquez, che con la sua capacità di scavare nel fondo dell’anima ossessionò a distanza di tre secoli il britannico Francis Bacon.
 
Nel primo episodio, in onda domani venerdì 8 febbraio, voliamo in Andalusia, dove nacque ed esordì il gigante del Seicento: terra natale di contemporanei illustri come Francisco de Zurbaràn e Bartolomé Esteban Murillo e, più tardi, di Pablo Picasso.
Seguiamo il genio in erba mentre sperimenta un naturalismo che deve molto a Caravaggio, segnalandosi già per le sue soluzioni ardite: nel Cristo in casa di Marta e Maria e nella Cena in Emmaus, per esempio, relega le scene sacre sullo sfondo per mettere in primo piano la cucina con la domestica che prepara la cena o una cameriera mulatta che lava le stoviglie, mentre nel Trionfo di Bacco il dio ha l’aspetto di un garzone di bottega.
E poi c’è un giovane re, Filippo IV, a cui Velàsquez resterà legato per tutta la vita, che su consiglio di Rubens lo manderà in Italia per studiare la grande pittura. I risultati non si faranno attendere.
 
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