Fino al 7 aprile 2022

Le stanze oltre il giardino dell'Arsenale Nord

Per Ignotius di Riccardo Muratori, Venezia Spazio Thetis 2022 | Courtesy of Riccardo Muratori | Foto: © ARTE.it
 

Laura Bellucci

07/03/2022

Venezia - Al di là del muro di cinta di quella parte dell'Arsenale Novissimo chiamata Spazio Thetis, c'è un giardino, quasi segreto, in cui la primavera dell'arte veneziana si è affacciata anzitempo, dischiudendo inattese gemme traboccanti di colori e cariche di significati.

Spazio Thetis, hub multiculturale e multidisciplinare nato agli inizi del millennio da una visione dell'architetto Antonietta Grandesso, che tuttora ne è responsabile, è un luogo davvero singolare, con ben 8.000 metri quadri di spazio espositivo, distribuiti tra gli ambienti interni dei grandi capannoni di archeologia industriale e il parco antistante, ed una spiccata vocazione ad unire arte, ambiente e architettura in una molteplicità di occasioni in grado di dar voce alle esperienze ed alle esigenze proprie dei diversi ambiti.


Ankon Mitra, KOMOREBI, 2019, I-STANZE, Venezia, Spazio Thetis, 2022 | Courtesy of Spazio Thetis | Foto: © ARTE.it

E diverse sono le voci protagoniste della collettiva I-STANZE, che si snoda attraverso undici piccole stanze, più una, contenute nella Tesa 106, l'edificio che si affaccia sull'altra sponda dell'Arsenale (sede della Biennale) con una vista mozzafiato. Spazio Thetis, da sempre interessato ad esplorare le interazioni tra arte ed impresa attraverso il filo conduttore della sensibilità ambientale, ha infatti chiesto ad 11 artisti di differenti età, nazionalità e modalità espressive di mettere in relazione la propria poetica con le criticità e la tragicità dell'attuale momento storico. Le varie risposte, ognuna messaggera di una propria urgenza, di Claudia Buttignol, Paolo Frascati, Laura Guilda, Filippo La Vaccara, Armando Lovato, Lorenzo Marini, Roberto Mazzetto, Ankon Mitra, Marica Moro, Francesca Saccani e Cristina Treppo, a cui si affianca un intervento site specific di Nicolò Pellarin, si sono rivelate delle vere e proprie istanze, necessità improrogabili, che reclamano di essere espresse e manifestate, dando vita ad una particolare esposizione che non ruota attorno ad un tema predefinito, ma si declina nelle molteplici poetiche dei singoli artisti presentando opere profondamente influenzate dagli avvenimenti recenti e dall’evoluzione del sentire personale.


Opera di Filippo La Vaccara, I-STANZE, Venezia, Spazio Thetis, 2022 | Courtesy of Spazio Thetis | Foto: © ARTE.it

Una voce fuori dal coro, che dipinge la vita attraverso la lingua dei filosofi, risuona invece a colpi di pennello sotto l'ampia navata dell'ex Officina Lamierini, situata nel bel mezzo di quel vasto giardino popolato dalle opere di Michelangelo Pistoletto, Beverly Pepper, Jan Fabre e molti altri, che ospita la prima retrospettiva di Riccardo Muratori, Per Ignotius, a cura di Milena Mastrangeli. Un titolo misterioso per una selezione di dipinti e piccole sculture che raccontano quindici anni di una ricerca artistica sottesa dall'eterno enigma sulla cui soglia si sfiorano quotidianamente le profondità dell'animo umano e l'indecifrabilità del reale. Opere cariche di forti suggestioni psicologiche, metafore più o meno velate delle infinite contraddizioni che abitano il quotidiano, esplorano il mondo del desiderio e della contiguità tra mondo interiore e mondo di fuori, si animano di personaggi inafferrabili, figure umane, oggetti, animali, che abitano un universo rarefatto, apparentemente familiare ed al contempo estraniante, pervaso da un'atmosfera surreale, striata a tratti da un'ironia sottile o da un'ineffabile inquietudine.


Per Ignotius di Riccardo Muratori, Venezia, Spazio Thetis 2022 | Courtesy of Riccardo Muratori | Foto: © ARTE.it

Nell'assordante caos del tempo presente, aggirandosi tra i lavori esposti in queste due mostre al limite Nord dell'Arsenale, al di là del grande giardino dello Spazio Thetis, accanto alle silenti Pietre sonore di Pinuccio Sciola, può accadere che sembri di scorgere per un momento fugace un barlume di significato, di momentanea illuminazione sospesa nel tempo, come tra le mille pieghe dell'opera di Ankon Mitra, dietro le cui plissettature di carta paiono cristallizzarsi quei piccoli istanti, in cui l'universo si rivela, per subito diviene di nuovo misterioso, o nei frammenti vegetali sotto vetro degli improbabili erbari di Claudia Buttignol, "dove tutto si mescola in impreviste simbiosi.. prima che la sfuggente bellezza della natura appassisca definitivamente", o persino nell'improvvisa saggezza espressa dall'austero ritratto a firma di Riccardo Muratori di un termosifone.


Per Ignotius di Riccardo Muratori, Venezia, Spazio Thetis 2022 | Courtesy of Riccardo Muratori | Foto: © ARTE.it

Vedi anche:
• FOTO - Per Ignotius
• Per Ignotius di Riccardo Muratori
• I-STANZE

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