Il Bel Paese nel 2026 del museo viennese
L’anno italiano del Kunsthistorisches Museum
Bernardo Bellotto, Vienna vista dal Palazzo del Belvedere, 1759/60. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
Francesca Grego
27/02/2026
Mondo - Un filo rosso lega Vienna al Bel Paese e il suo colore si fa ancora più brillante nel 2026. C’è tanta Italia nei programmi del Kunsthistorisches Museum per i prossimi mesi: grandi mostre in tema, collaborazioni con le istituzioni artistiche della Penisola, prestiti prestigiosi e un nuovo allestimento che riserva particolare attenzione all’arte italiana animeranno l’anno del museo viennese. La prima, importante iniziativa si profila già all’orizzonte: si tratta dell’esposizione Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum, che dal 6 marzo al 5 luglio porterà a Palazzo Cipolla - Museo del Corso oltre 50 capolavori provenienti dalle collezioni del museo austriaco. Per la prima volta in Italia, le opere selezionate dalla curatrice Cäcilia Bischoff, storica dell’arte presso il KHM, offriranno l’occasione di una spettacolare passeggiata lungo quattro secoli di pittura europea, dal Rinascimento al Barocco, fino al Settecento. Pieter Paul Rubens, Diego Velàsquez, Jan Bruegel il Vecchio, Antoon van Dyck, Lucas Cranach, Tiziano, Tintoretto, Paolo Veronese, Arcimboldo sono alcuni dei maestri al centro del progetto. Insieme ai loro dipinti, una selezione di oggetti provenienti dalla prestigiosa Kunstkammer degli imperatori racconterà la passione degli Asburgo per il collezionismo, in parallelo con il significato storico e culturale di quello che oggi è uno dei più importanti musei al mondo.

Diego Rodriguez de Silva y Velázquez, L'Infanta Margarita in abito azzurro, 1659. Olio su tela, 125.5 x 106 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
La mostra successiva ci dà appuntamento a Vienna, dove dal 24 marzo al 6 settembre la scena sarà per i maestri della veduta settecentesca, i pittori veneziani Canaletto e Bellotto. Dipinti mai esposti in area germanofona e capolavori del Kunsthistorisches Museum illustreranno come le innovazioni di questa straordinaria coppia di artisti abbia cambiato lo sguardo delle persone sulle città. Venezia, Vienna, Londra sono tra i paesaggi urbani più rappresentati in mostra, grazie a prestiti da grandi istituzioni europee come la Wallace Collection, il British Museum, le collezioni del Principato di Lichtenstein. La mostra racconterà anche come le invenzioni di un’epoca volta al futuro, a partire dalla camera oscura, abbiano permesso a Canaletto e Bellotto di dipingere tele richieste in tutto il continente, trasformando la città in uno spettacolo, un’idea e un’ideale.
Dal 2 aprile i riflettori punteranno invece su Trieste e precisamente sul Castello di Miramare, scenografica dimora dell’arciduca d’Austria Massimiliano d’Asburgo Lorena, poi imperatore del Messico. Con circa 60 reperti, tra cui molti prestiti del Kunsthistorisches Museum, Antico Egitto a Miramare indagherà sulla la passione di Massimiliano per la civiltà delle piramidi, illustrando le sue scelte e i suoi interessi di collezionista: non tutti sanno, infatti, che in poco tempo l’arciduca arrivò a riunire nel suo castello triestino ben 2 mila reperti egizi!

Antonio Canal detto Canaletto, Riva degli Schiavoni a Venezia, 1724/30. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
Tornando a Vienna, la primavera 2026 vedrà l’inizio del rinnovamento della Pinacoteca del KHM e anche in questo caso i capolavori dell’arte italiana avranno ruoli di primo piano, con una particolare attenzione alle stagioni del Rinascimento e del Barocco. Tra le punte di diamante del nuovo allestimento figurano la Madonna del Prato di Raffaello e Susanna al bagno di Tintoretto, ma ad attendere il pubblico ci saranno anche delle sorprese: dipinti freschi di restauro e opere rimaste a lungo nei depositi del museo, che finalmente avremo modo di riscoprire.
E a proposito di sorprese, un dipinto ritrovato da poco sarà al centro della mostra Bernini. Pittura e Marmo, in programma a Lobkowitz Palace dal 2 dicembre 2026. Si tratta del Ritratto di vecchio, emerso dalle sconfinate collezioni del Kunsthistorisches Museum e attribuito proprio alla mano del maestro barocco. Come l’esposizione si prepara a raccontare, Bernini realizzò circa 200 dipinti, dedicandosi all’arte della pittura per puro diletto. Il pubblico viennese ammirerà le sue tele a confronto con ritratti scolpiti in un allestimento intimo, arricchito da prestiti importanti, guardando da una nuova prospettiva l’opera del celebre scultore.

Gian Lorenzo Bernini, Portrait of an old man, c.1670. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband

Diego Rodriguez de Silva y Velázquez, L'Infanta Margarita in abito azzurro, 1659. Olio su tela, 125.5 x 106 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
La mostra successiva ci dà appuntamento a Vienna, dove dal 24 marzo al 6 settembre la scena sarà per i maestri della veduta settecentesca, i pittori veneziani Canaletto e Bellotto. Dipinti mai esposti in area germanofona e capolavori del Kunsthistorisches Museum illustreranno come le innovazioni di questa straordinaria coppia di artisti abbia cambiato lo sguardo delle persone sulle città. Venezia, Vienna, Londra sono tra i paesaggi urbani più rappresentati in mostra, grazie a prestiti da grandi istituzioni europee come la Wallace Collection, il British Museum, le collezioni del Principato di Lichtenstein. La mostra racconterà anche come le invenzioni di un’epoca volta al futuro, a partire dalla camera oscura, abbiano permesso a Canaletto e Bellotto di dipingere tele richieste in tutto il continente, trasformando la città in uno spettacolo, un’idea e un’ideale.
Dal 2 aprile i riflettori punteranno invece su Trieste e precisamente sul Castello di Miramare, scenografica dimora dell’arciduca d’Austria Massimiliano d’Asburgo Lorena, poi imperatore del Messico. Con circa 60 reperti, tra cui molti prestiti del Kunsthistorisches Museum, Antico Egitto a Miramare indagherà sulla la passione di Massimiliano per la civiltà delle piramidi, illustrando le sue scelte e i suoi interessi di collezionista: non tutti sanno, infatti, che in poco tempo l’arciduca arrivò a riunire nel suo castello triestino ben 2 mila reperti egizi!

Antonio Canal detto Canaletto, Riva degli Schiavoni a Venezia, 1724/30. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
Tornando a Vienna, la primavera 2026 vedrà l’inizio del rinnovamento della Pinacoteca del KHM e anche in questo caso i capolavori dell’arte italiana avranno ruoli di primo piano, con una particolare attenzione alle stagioni del Rinascimento e del Barocco. Tra le punte di diamante del nuovo allestimento figurano la Madonna del Prato di Raffaello e Susanna al bagno di Tintoretto, ma ad attendere il pubblico ci saranno anche delle sorprese: dipinti freschi di restauro e opere rimaste a lungo nei depositi del museo, che finalmente avremo modo di riscoprire.
E a proposito di sorprese, un dipinto ritrovato da poco sarà al centro della mostra Bernini. Pittura e Marmo, in programma a Lobkowitz Palace dal 2 dicembre 2026. Si tratta del Ritratto di vecchio, emerso dalle sconfinate collezioni del Kunsthistorisches Museum e attribuito proprio alla mano del maestro barocco. Come l’esposizione si prepara a raccontare, Bernini realizzò circa 200 dipinti, dedicandosi all’arte della pittura per puro diletto. Il pubblico viennese ammirerà le sue tele a confronto con ritratti scolpiti in un allestimento intimo, arricchito da prestiti importanti, guardando da una nuova prospettiva l’opera del celebre scultore.

Gian Lorenzo Bernini, Portrait of an old man, c.1670. Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery © KHM-Museumsverband
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