I primi risultati delle indagini in un articolo dell’e-journal degli scavi di Pompei
Maschere e pavoni affiorano dal cantiere di scavo della Villa di Poppea a Oplontis
Cantiere di scavo Oplontis | Courtesy Parco Archeologico di Pompei
Samantha De Martin
19/12/2025
Napoli - Una figura integra di pavonessa, speculare a un esemplare maschio, riaffiora assieme a una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana. È Pappus, il vecchio che vuole apparire giovane finendo però beffato e deriso. Ed ecco anche alcuni frammenti di affresco che ritraggono parte di un tripode dorato, inscritto in un oculus, mentre al centro di un’altra parete è rappresentato un tripode in bronzo.
Sono alcune delle scoperte di rilievo emerse a Oplontis-Torre Annunziata nel cantiere di scavo e restauro della Villa di Poppea, che sta interessando il celebre salone della Maschera e del Pavone, decorato in II stile. Dallo scavo affiorano primi nuovi scorci di raffinati affreschi, tra cui vivaci figure di pavoni e maschere.
L’intervento è un’occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Infatti grazie allo scavo in corso si creerà una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico che, nei prossimi anni, accoglierà spazi museali espositivi, depositi e altri servizi. Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel evidenzia come nonostante le tracce presenti e gli sforzi interpretativi fatti al tempo dei primi scavi il reale andamento di questo ambiente e di quelli vicini fino ad oggi conservi molte incertezze che l’attuale intervento di scavo potrà chiarire, “oltre a mettere in luce nuove porzioni decorate con straordinari dettagli e colori, di cui già possiamo ammirare qualche anteprima”.

Cantiere di scavo Oplontis | Courtesy Parco Archeologico di Pompei
Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino. La posizione originale, all’interno di un preciso schema ornamentale, richiama schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis. Sono stati inoltre individuati quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già conosciuti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale. È stato anche rilevato un antico tratto di alveo di un torrente a carattere stagionale, che scorreva proprio in corrispondenza del tracciato di via dei Sepolcri, formatosi probabilmente dopo l'eruzione del 1631.
“Questi primi risultati - assicura il direttore - offrono nuove e promettenti prospettive di ricerca per la conoscenza della planimetria della villa e per lo studio delle interazioni tra insediamento umano e ambiente naturale nel lungo periodo.” In contemporanea è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due cubicola, piccoli ambienti in origine destinati ad area di riposo, affacciati nell’area sud occidentale della Villa. Questi spazi sono un trionfo di stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali che denotano un’elevata capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca. Nella palette di pigmenti spicca anche il blu egizio.

Cantiere di scavo Oplontis, cubicola | Courtesy Parco Archeologico di Pompei
L’intervento è finalizzato a recuperare la piena leggibilità della decorazione dipinta e dei mosaici, alterata dal tempo e dai materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro. Il primo ambiente è decorato da affreschi in II stile che rappresentano finti marmi e architetture fantastiche. Alzando lo sguardo si ammirano le volte decorate con un motivo a cassettoni, e le lunette, a rappresentare paesaggi. Della pavimentazione a mosaico ci giunge solo una parte, con tessere bianche e nere con motivi geometrici. Un passaggio conduce in un secondo ambiente decorato in III stile con fondi monocromi e motivi floreali e nel quale si riconoscono più fasi di realizzazione, alcune non terminate, dato che al momento dell’eruzione doveva trovarsi in uno stato di ristrutturazione.
L’intervento di restauro che, dopo circa un anno di lavoro, volge a conclusione, ha riportato gli affreschi e le pavimentazioni al loro splendore originario, rivelando cromie e dettagli prima non visibili.
Sono alcune delle scoperte di rilievo emerse a Oplontis-Torre Annunziata nel cantiere di scavo e restauro della Villa di Poppea, che sta interessando il celebre salone della Maschera e del Pavone, decorato in II stile. Dallo scavo affiorano primi nuovi scorci di raffinati affreschi, tra cui vivaci figure di pavoni e maschere.
L’intervento è un’occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Infatti grazie allo scavo in corso si creerà una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico che, nei prossimi anni, accoglierà spazi museali espositivi, depositi e altri servizi. Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel evidenzia come nonostante le tracce presenti e gli sforzi interpretativi fatti al tempo dei primi scavi il reale andamento di questo ambiente e di quelli vicini fino ad oggi conservi molte incertezze che l’attuale intervento di scavo potrà chiarire, “oltre a mettere in luce nuove porzioni decorate con straordinari dettagli e colori, di cui già possiamo ammirare qualche anteprima”.

Cantiere di scavo Oplontis | Courtesy Parco Archeologico di Pompei
Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino. La posizione originale, all’interno di un preciso schema ornamentale, richiama schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis. Sono stati inoltre individuati quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già conosciuti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale. È stato anche rilevato un antico tratto di alveo di un torrente a carattere stagionale, che scorreva proprio in corrispondenza del tracciato di via dei Sepolcri, formatosi probabilmente dopo l'eruzione del 1631.
“Questi primi risultati - assicura il direttore - offrono nuove e promettenti prospettive di ricerca per la conoscenza della planimetria della villa e per lo studio delle interazioni tra insediamento umano e ambiente naturale nel lungo periodo.” In contemporanea è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due cubicola, piccoli ambienti in origine destinati ad area di riposo, affacciati nell’area sud occidentale della Villa. Questi spazi sono un trionfo di stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali che denotano un’elevata capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca. Nella palette di pigmenti spicca anche il blu egizio.

Cantiere di scavo Oplontis, cubicola | Courtesy Parco Archeologico di Pompei
L’intervento è finalizzato a recuperare la piena leggibilità della decorazione dipinta e dei mosaici, alterata dal tempo e dai materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro. Il primo ambiente è decorato da affreschi in II stile che rappresentano finti marmi e architetture fantastiche. Alzando lo sguardo si ammirano le volte decorate con un motivo a cassettoni, e le lunette, a rappresentare paesaggi. Della pavimentazione a mosaico ci giunge solo una parte, con tessere bianche e nere con motivi geometrici. Un passaggio conduce in un secondo ambiente decorato in III stile con fondi monocromi e motivi floreali e nel quale si riconoscono più fasi di realizzazione, alcune non terminate, dato che al momento dell’eruzione doveva trovarsi in uno stato di ristrutturazione.
L’intervento di restauro che, dopo circa un anno di lavoro, volge a conclusione, ha riportato gli affreschi e le pavimentazioni al loro splendore originario, rivelando cromie e dettagli prima non visibili.
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