Il capolavoro trecentesco a un secolo dalla ricostruzione
Da quale pulpito! In mostra l’incredibile storia del Pergamo di Giovanni Pisano
Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore I Courtesy Opera Primaziale Pisana
Francesca Grego
18/12/2025
Pisa - Oggi è unanimemente considerato un capolavoro della scultura medievale, ma per quasi quattro secoli è rimasto smembrato in innumerevoli frammenti, dispersi, venduti, riutilizzati come decorazioni, acquasantiere ed elementi architettonici. Parliamo del Pergamo (pulpito) in marmo che Giovanni Pisano scolpì per il Duomo di Pisa all’inizio del Trecento, una delle più vaste e complesse narrazioni per immagini di tutto il Medioevo. Nel 1596 un drammatico incendio colpì la cattedrale: il Pergamo sopravvisse, ma fu smontato durante i lavori di restauro e nessuno si curò più delle sue sorti. Solo all’inizio dell’Ottocento l’incisore Carlo Lasinio ne raccolse pezzi all’interno del Camposanto, dove studiosi, artisti e viaggiatori stranieri ne apprezzarono per primi il valore. Tra i più entusiasti c’erano il pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres e il critico d’arte John Ruskin, mentre nel Novecento il pulpito sarebbe stato fonte di ispirazione per scultori del calibro di Henry Moore, Lorenzo Viani, Marino Marini. Nel 1926 il capolavoro di Pisano fu finalmente ricomposto in cattedrale, ma nel frattempo importanti frammenti della scultura erano usciti dalla città sulle vie del mercato antiquario.
A 100 anni dalla rinascita del Pergamo, una grande mostra ne ricostruisce la storia e celebra il suo autore al Palazzo dell’Opera del Duomo di Pisa, riportando in Italia dopo duecento anni preziosi elementi oggi conservati presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Ad aprire il percorso è il troncone mutilato del monumento che nel 1875 lo scultore Salvino Salvini dedicò a Pisano. Realizzata per il Camposanto e trasferita nel 1926 nella piazzetta di San Sisto a Pisa, la statua venne fatta esplodere dai soldati americani nel 1944-45. Ridotta a un torso senza testa, in mostra testimonia non solo i danni della guerra, ma anche la memoria tormentata di Pisano e la sua faticosa riscoperta.

Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore I Courtesy Opera Primaziale Pisana
Lungo il percorso alcuni straordinari modelli del Pergamo raccontano come il mito di Giovanni Pisano si sia sviluppato all’estero ancor prima che in Italia. Mentre a Pisa si dibatteva su come e se procedere alla ricostruzione del pulpito, il South Kensington Museum di Londra (oggi Victoria and Albert Museum) commissionava all’artigiano lucchese Giovanni Franchi i calchi di tutti i frammenti conservati nel Camposanto di Pisa: nel 1895 un modello del Pergamo a grandezza naturale veniva mostrato nelle sale del museo, mentre un secondo modello, montato in maniera leggermente diversa, veniva inviato a Parigi per l’Esposizione Universale del 1867. Da non perdere è infine il modello in gesso e legno realizzato in Italia dall’ebanista pisano Giuseppe Fontana, che rappresentò la prima proposta di ricostruzione del monumento.
Tra i tanti prestiti giunti a Pisa da noti musei internazionali - il Louvre, il Musée d’Orsay, il Victoria and Albert Museum - spiccano quelli del MET di New York. Si tratta di tre frammenti del pulpito appartenuti a John Ruskin, acceso estimatore di Pisano: il gruppo del Tetramorfo (i simboli dei quattro evangelisti), che in origine sorreggeva il leggio del Vangelo, e due pilastri con Angeli suonatori di tuba, collegati nel Pergamo al Giudizio Universale.

Il Pergamo di Giovanni Pisano per il Duomo di Pisa I Courtesy Opera Primaziale Pisana
Una riproduzione 3D permette di distinguere le parti originali del pulpito di Pisano dalle integrazioni otto-novecentesche, mentre un video restituisce con chiarezza le intricate vicende del monumento e delle sue sculture. Diverse opere raccontano infine come gli scultori moderni si siano confrontati con il capolavoro medievale, in un percorso concepito come un costante dialogo tra le sale del Palazzo dell’Opera, i tesori della Cattedrale e i depositi dell’Opera Primaziale Pisana, accessibili con un unico biglietto che include tutti i monumenti e i musei di Piazza dei Miracoli.
In programma fino all’8 marzo 2026, Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore è un progetto dell’Opera Primaziale Pisana, a cura di Donata Levi (Università di Udine) ed Emanuele Pellegrini (IMT di Lucca), affiancati da un comitato scientifico composto da Michele Amedei, Flavio Fergonzi, Roberto Paolo Novello, Max Seidel.
A 100 anni dalla rinascita del Pergamo, una grande mostra ne ricostruisce la storia e celebra il suo autore al Palazzo dell’Opera del Duomo di Pisa, riportando in Italia dopo duecento anni preziosi elementi oggi conservati presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Ad aprire il percorso è il troncone mutilato del monumento che nel 1875 lo scultore Salvino Salvini dedicò a Pisano. Realizzata per il Camposanto e trasferita nel 1926 nella piazzetta di San Sisto a Pisa, la statua venne fatta esplodere dai soldati americani nel 1944-45. Ridotta a un torso senza testa, in mostra testimonia non solo i danni della guerra, ma anche la memoria tormentata di Pisano e la sua faticosa riscoperta.

Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore I Courtesy Opera Primaziale Pisana
Lungo il percorso alcuni straordinari modelli del Pergamo raccontano come il mito di Giovanni Pisano si sia sviluppato all’estero ancor prima che in Italia. Mentre a Pisa si dibatteva su come e se procedere alla ricostruzione del pulpito, il South Kensington Museum di Londra (oggi Victoria and Albert Museum) commissionava all’artigiano lucchese Giovanni Franchi i calchi di tutti i frammenti conservati nel Camposanto di Pisa: nel 1895 un modello del Pergamo a grandezza naturale veniva mostrato nelle sale del museo, mentre un secondo modello, montato in maniera leggermente diversa, veniva inviato a Parigi per l’Esposizione Universale del 1867. Da non perdere è infine il modello in gesso e legno realizzato in Italia dall’ebanista pisano Giuseppe Fontana, che rappresentò la prima proposta di ricostruzione del monumento.
Tra i tanti prestiti giunti a Pisa da noti musei internazionali - il Louvre, il Musée d’Orsay, il Victoria and Albert Museum - spiccano quelli del MET di New York. Si tratta di tre frammenti del pulpito appartenuti a John Ruskin, acceso estimatore di Pisano: il gruppo del Tetramorfo (i simboli dei quattro evangelisti), che in origine sorreggeva il leggio del Vangelo, e due pilastri con Angeli suonatori di tuba, collegati nel Pergamo al Giudizio Universale.

Il Pergamo di Giovanni Pisano per il Duomo di Pisa I Courtesy Opera Primaziale Pisana
Una riproduzione 3D permette di distinguere le parti originali del pulpito di Pisano dalle integrazioni otto-novecentesche, mentre un video restituisce con chiarezza le intricate vicende del monumento e delle sue sculture. Diverse opere raccontano infine come gli scultori moderni si siano confrontati con il capolavoro medievale, in un percorso concepito come un costante dialogo tra le sale del Palazzo dell’Opera, i tesori della Cattedrale e i depositi dell’Opera Primaziale Pisana, accessibili con un unico biglietto che include tutti i monumenti e i musei di Piazza dei Miracoli.
In programma fino all’8 marzo 2026, Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore è un progetto dell’Opera Primaziale Pisana, a cura di Donata Levi (Università di Udine) ed Emanuele Pellegrini (IMT di Lucca), affiancati da un comitato scientifico composto da Michele Amedei, Flavio Fergonzi, Roberto Paolo Novello, Max Seidel.
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