Fino al 19 aprile al Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria

Al MArRC Gianni Versace e la Magna Grecia, tra genio e radici

Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
 

Samantha De Martin

29/12/2025

Reggio Calabria - "Io sono nato a Reggio Calabria, ho passato l'infanzia giocando vicino al mare, vedendo - nei giorni più limpidi - rispecchiarsi Messina nell'acqua dello Stretto. Fata Morgana chiamavamo quell'illusione sospesa tra aria e mare”.
Quello stesso Stretto che Gianni Versace descriveva così, avvolto da una luce che lo tinge di viola, brilla adesso tra i colori, e i tessuti di uno dei suoi abitanti più illustri, a 80 anni dalla nascita.
Tinte folgoranti intrecciate da un’estetica che si alimenta del mito e del mondo greco-romano, tra meduse e motivi a meandro, tessono, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, un tributo alle radici della Magna Grecia.
Per la prima volta il Museo dei Bronzi di Riace accoglie un dialogo tra archeologia e moda, con oltre 400 pezzi, tra abiti, accessori, complementi di arredo appartenenti alla Home Collection e materiali d’archivio, provenienti da collezioni private, al centro della mostra Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute, promossa dal Museo diretto da Fabrizio Sudano.



Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Il percorso, curato da Sabina Albano e Fabrizio Sudano, in corso fino al 19 aprile, restituisce al pubblico un Gianni Versace interprete colto e innovatore, capace di trasformare la cultura del passato in un alfabeto visivo moderno, ricostruendo al tempo stesso l’estetica dello stilista innamorato delle sue radici. Radici che si originano il 2 dicembre 1946 quando Gianni Maria Versace nasce al civico 13 di via Tommaso Gulli dove la madre Francesca gestisce l'Atelier Versace con dodici sarte.
In mostra il genio precoce (e il talento lungimirante) è tutto racchiuso nello sguardo del ritratto che apre il percorso e che l’artista Natino Chirico ha dedicato all’amico Gianni, realizzando l’opera appositamente per l’appuntamento reggino.



Il ritratto di Gianni Versace realizzato da Natino Chirico | Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

“Ho preferito entrare in questa mostra in punta di piedi - spiega Natino Chirico -. Attraverso la mia opera nella quale faccio uso anche del metacrilato, ho cercato di trasmettere, sia nella tecnica che nell’interpretazione, quella modernità di cui Gianni ci ha fatto dono grazie a una costante ricerca di nuovi materiali e di tecniche all'avanguardia. Versace era avanti, aveva intuizioni geniali, amava la sua città, l’arte, le passeggiate al mare d’inverno. Ancora oggi rimane un punto di riferimento per le nuove generazioni insegnando loro la strada, e trasmettendo a tutti noi l’attitudine al lavoro e alla fatica, ma soprattutto l’umiltà”.

Registri anagrafici riguardanti la famiglia Versace, libri, bozzetti, manifesti, cataloghi, appunti provenienti dall’Archivio di Stato di Reggio Calabria documentano la costruzione del linguaggio creativo del designer consentendo di approfondire la genesi del suo progetto estetico. Se già da bambino Gianni rubava i ritagli di stoffa nell’atelier della madre per cucire i suoi pupazzi, a fine anni Sessanta per quello stesso atelier lavora come designer e buyer viaggiando con l’aiuto del fratello Santo per la gestione dei contratti con le varie aziende. "Santo - sottolinea Chirico - ha avuto un ruolo fondamentale per l’azienda, permettendole di diventare il colosso finanziario che oggi rappresenta”.

Il trasferimento, nel 1972, da Reggio Calabria a Milano, dove il suo talento viene subito notato, le prime collezioni per Genny, Complice, Callaghan e Byblos, l’invito al Victoria and Albert Museum di Londra, e poi la realizzazione dei costumi per il Don Pasquale di Gaetano Donizetti al Piccolo Teatro di Milano, e ancora l’amicizia con Elton John, Madonna, Lady D, la collaborazione con il fotografo americano Richard Avedon, la linea Versus disegnata principalmente dalla sorella Donatella, sono solo alcuni passaggi di una carriera sfolgorante, un po’ come le sue creazioni. Quindi il definitivo trasferimento a Miami, a Casa Casuarina, la grande villa affacciata sull'Oceano, dove lo stilista si spegne tragicamente il 15 luglio 1997.


Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Nonostante a 25 anni avesse lasciato la città natale, Versace scriveva: “Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d'Alta Moda”.
Nella città dello Stretto è anche un assiduo frequentatore del Museo Archeologico, dove ammira soprattutto la Testa del Filosofo e ovviamente i Bronzi di Riace, “dominatori incontrastati di quel luogo”. E si chiede se il mistero che da bambino gli sembrava racchiudesse il mare “non fosse la presenza silenziosa di quei due guerrieri, belli di una bellezza quasi feroce e sovrumana”. Ed eccola l’archeologia mitica della Magna Grecia e della Calabria protostorica, romana, tardo antica e bizantina farsi largo tra le creazioni più celebri di metà anni Novanta, specchi in bronzo decorati con motivi a palmetta e altri elementi tipici dell’artigianato magnogreco insinuarsi tra i sofisticati abiti bondage, i vestitini in PVC baby doll, le toghe in maglia d’argento, in un allestimento immersivo che privilegia la continuità tra mito e modernità, tra classicità e linguaggio contemporaneo.

In mostra i capi e gli accessori realizzati dallo stilista reggino sono affiancati da una scrupolosa selezione di reperti: erme, maschere, teste di satiro, fibule in argento, collane con pendagli realizzate tra V e VIII secolo a.C. in un intreccio di suggestioni visive che ne disvelano i richiami all’antico. La lastra in stucco proveniente dalla chiesa di Santa Maria Theotokos di Terreti (RC), risalente al XI secolo d.C., che torna visibile al pubblico dopo oltre 15 anni, incrocia i frammenti di affresco con figure di pesci dalle Terme Romane di Reggio Calabria, del I-II secolo d.C., restituiti al visitatori dopo un accurato intervento di restauro, e ancora una statuetta femminile in terracotta, con lunga veste e mantello, proveniente da Rosarno (RC). Eccezionalmente esposti a Reggio, a sottolineare la sinergica collaborazione tra luoghi e istituti della cultura, sono i reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro (MT). Tra questi un’antefissa con volto di Medusa e una Pelike a figure rosse, entrambe di IV secolo a.C.


Antefissa configurata a testa di Gorgone da Cirò Marina, Tempio di Apollo Aleo. Fine VI sec. a.C. | Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

“Con questa mostra - spiega Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e curatore - abbiamo voluto riportare Gianni Versace alle sue radici, restituendo il dialogo profondo che la sua visione creativa ha sempre intrattenuto con la storia e con l’identità culturale della Calabria. La forza di questa esposizione risiede nel mostrare come la classicità non sia un patrimonio immobile, bensì una riserva inesauribile di significati che continua a ispirare l’arte e la creatività contemporanea”.

La maggior parte dei capi esposti appartiene alla Private Collection di Antonio Caravano, come anche tutta la Home Collection – dalle sedute ai cuscini, dalle lampade ai piatti decorati – e alla Fashion Archive di Franco Jacassi, come la serie di bottoni, oltre alla collezione di Tonino Serranò. A introdurre gli ospiti del MArRC nella Piazza Orsi è la scultura in legno del maestro Marcos Marin, della serie “Paraphrase Project”. Efficaci anche le fotografie di Roberto Orlandi, che raccontano gli inizi, le collaborazioni, le copertine e le modelle di spicco degli anni Novanta in abiti Versace. Emblematici e complementari dello stilista sono infine i due ritratti firmati Helmut Newton e Alice Springs.


Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute | Foto: © Giuseppe Asciutto | Courtesy MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

“Realizzare questo progetto espositivo all’interno del Museo - commenta la curatrice Sabina Albano - significa ricondurre Versace al luogo della sua memoria e delle sue radici più profonde, dove l’osservazione diretta dei reperti archeologici ha contribuito alla formazione di un immaginario capace di tradurre la classicità in un codice espressivo contemporaneo”. Negli spazi del MArRC che negli anni Sessanta ospitarono temporaneamente il Liceo Artistico della città, il trionfo di metalli, seta, bottoni, blazer e copricapo lascia posto alla medusa, l’immagine bella, potente, ambigua, divenuta simbolo della Maison. Nel logo Versace la classicità non è una citazione estetica, ma identità culturale radicata nel Mediterraneo antico, riletta come simbolo contemporaneo di seduzione e forza.

“Medusa faceva innamorare chiunque la guardasse senza possibilità di tornare indietro. Speravo che i miei vestiti avessero lo stesso potere” scriveva lo stilista.

Oltre alla mostra al MArRC a omaggiare Gianni Versace sarà a Reggio Calabria il nuovo Museo delle Culture del Mediterraneo, progettato dall’archistar Zaha Hadid e in fase di realizzazione, che porterà il nome dello stilista.
“L'opera che caratterizza il futuro della nostra città - ha annunciato alcuni giorni fa il sindaco Giuseppe Falcomatà - il cui cantiere in questi mesi sta avanzando passo dopo passo, sarà indissolubilmente legata all'artista reggino di fama mondiale che è riuscito a tradurre in immagini e simboli la grandezza della nostra trimillenaria storia”.