Nella sede dell'ex Mattatoio dal 30 gennaio al 29 giugno
Il Centro della Fotografia di Roma apre al pubblico con Irving Penn e Silvia Camporesi
Fantasmi (L’isola di San Michele), 2011 © Courtesy Collezione Gianfranco Caruso
Samantha De Martin
29/01/2026
Roma - Nel giorno che celebra i settant’anni del gemellaggio tra Roma e Parigi, il Centro della Fotografia di Roma apre i battenti inaugurando un dialogo internazionale che guarda all’Europa.
Sede di questa rivoluzione nel panorama artistico capitolino é l’ex Mattatoio, una delle strutture di rigenerazione urbana più ambiziose per Roma Capitale, che mira a restituire alla cittadinanza, ai turisti e agli artisti che lo abiteranno, un luogo in costante interazione con i presidi dedicati alla fotografia a livello internazionale.
A salutare l’apertura del nuovo spazio sono tre mostre che vedono protagonisti Silvia Camporesi, Irving Penn e il progetto espositivo "Corpi reali, corpi immaginati" che coinvolge tre artisti nello spazio Campo Visivo dedicato al contemporaneo.
“Irving Penn photographs 1939-2007. Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi”, a cura di Pascal Hoël, Frë dë riquë Dolivët ë Alëssandra Mauro, presenta una selezione di 109 stampe provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi, realizzate tra il 1939 e il 2007.
Firma storica della rivista Vogue, Penn ha rivoluzionato i generi della fotografia di moda, del ritratto e della natura morta, con uno stile inconfondibile fatto di rigore formale, eleganza e attenzione ai dettagli. Oltre a evidenziare la potenza della sua visione artistica, la mostra dá conto anche della sua straordinaria abilità di stampatore. Penn infatti ha sperimentato anche tecniche raffinate come la stampa al platino, per ottenere immagini senza tempo, oggi considerate pietre miliari della storia della fotografia.

Omaggio al Mattatoio, 2025 © Silvia Camporesi
All’interno del nuovo spazio ci saranno gli interventi di Silvia Camporesi, protagonista di un progetto che indaga il rapporto tra tempo, memoria e paesaggio, nell’ambito della ricerca e del linguaggio fotografico più contemporaneo. Intitolata “C’è un tempo e un luogo”, la mostra che inaugura nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, curata da Federica Muzzarelli, trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult dove i luoghi diventano protagonisti di una narrazione priva di soluzione, nata da una riflessione sul concetto di frattura tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente. Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi, il tempo sembra fermarsi e i luoghi diventano l’esito visibile del viaggio, dell’esperienza fisica e menale dell’artista attraverso territori geografici, storici ed emotivi. Da una Venezia sospesa alla stratificazione storica dell’Armenia fino ai borghi abbandonati dell’Italia, Camporesi tesse un atlante poetico in cui la fotografia si fa strumento di conoscenza, controllo e smarrimento al tempo stesso.
Il rapporto tra gesto e corpo che contamina la fotografia con proiezioni e materiali di archivio è invece indagato dalla terza esposizione, “Corpi reali, corpi immaginati’ per ‘Campo Visivo’, lo spazio dove intervengono le opere di tre artisti che sfruttano appunto il campo visivo per sperimentare e suggerire riflessioni.
“Il Centro della Fotografia - spiega Manuela Veronelli, presidente della Fondazione Mattatoio - è la prima pietra del grande progetto di rigenerazione culturale e urbana, volto a trasformare l’ex complesso del Mattatoio di Roma in uno dei più grandi poli europei dedicati alle arti e alle culture contemporanee. La Città delle Arti sarà un luogo di produzione, esposizione e formazione, capace di integrare arti visive, cinema, musica e pratiche interdisciplinari. Pensata come una città nella città, sarà pubblica, aperta, inclusiva e attraversabile”. Mentre Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio evidenzia come le mostre inaugurali e lo spazio Campo Visivo delineano fin da subito “la vocazione nazionale e internazionale del Centro con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la fotografia in Italia e di dialogo con le principali istituzioni europee e internazionali”.
Le mostre sono accessibili al pubblico dal 30 gennaio al 29 giugno, dalle 12 alle 20, tutti i giorni escluso il martedì.
Sede di questa rivoluzione nel panorama artistico capitolino é l’ex Mattatoio, una delle strutture di rigenerazione urbana più ambiziose per Roma Capitale, che mira a restituire alla cittadinanza, ai turisti e agli artisti che lo abiteranno, un luogo in costante interazione con i presidi dedicati alla fotografia a livello internazionale.
A salutare l’apertura del nuovo spazio sono tre mostre che vedono protagonisti Silvia Camporesi, Irving Penn e il progetto espositivo "Corpi reali, corpi immaginati" che coinvolge tre artisti nello spazio Campo Visivo dedicato al contemporaneo.
“Irving Penn photographs 1939-2007. Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi”, a cura di Pascal Hoël, Frë dë riquë Dolivët ë Alëssandra Mauro, presenta una selezione di 109 stampe provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi, realizzate tra il 1939 e il 2007.
Firma storica della rivista Vogue, Penn ha rivoluzionato i generi della fotografia di moda, del ritratto e della natura morta, con uno stile inconfondibile fatto di rigore formale, eleganza e attenzione ai dettagli. Oltre a evidenziare la potenza della sua visione artistica, la mostra dá conto anche della sua straordinaria abilità di stampatore. Penn infatti ha sperimentato anche tecniche raffinate come la stampa al platino, per ottenere immagini senza tempo, oggi considerate pietre miliari della storia della fotografia.

Omaggio al Mattatoio, 2025 © Silvia Camporesi
All’interno del nuovo spazio ci saranno gli interventi di Silvia Camporesi, protagonista di un progetto che indaga il rapporto tra tempo, memoria e paesaggio, nell’ambito della ricerca e del linguaggio fotografico più contemporaneo. Intitolata “C’è un tempo e un luogo”, la mostra che inaugura nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, curata da Federica Muzzarelli, trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult dove i luoghi diventano protagonisti di una narrazione priva di soluzione, nata da una riflessione sul concetto di frattura tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente. Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi, il tempo sembra fermarsi e i luoghi diventano l’esito visibile del viaggio, dell’esperienza fisica e menale dell’artista attraverso territori geografici, storici ed emotivi. Da una Venezia sospesa alla stratificazione storica dell’Armenia fino ai borghi abbandonati dell’Italia, Camporesi tesse un atlante poetico in cui la fotografia si fa strumento di conoscenza, controllo e smarrimento al tempo stesso.
Il rapporto tra gesto e corpo che contamina la fotografia con proiezioni e materiali di archivio è invece indagato dalla terza esposizione, “Corpi reali, corpi immaginati’ per ‘Campo Visivo’, lo spazio dove intervengono le opere di tre artisti che sfruttano appunto il campo visivo per sperimentare e suggerire riflessioni.
“Il Centro della Fotografia - spiega Manuela Veronelli, presidente della Fondazione Mattatoio - è la prima pietra del grande progetto di rigenerazione culturale e urbana, volto a trasformare l’ex complesso del Mattatoio di Roma in uno dei più grandi poli europei dedicati alle arti e alle culture contemporanee. La Città delle Arti sarà un luogo di produzione, esposizione e formazione, capace di integrare arti visive, cinema, musica e pratiche interdisciplinari. Pensata come una città nella città, sarà pubblica, aperta, inclusiva e attraversabile”. Mentre Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio evidenzia come le mostre inaugurali e lo spazio Campo Visivo delineano fin da subito “la vocazione nazionale e internazionale del Centro con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la fotografia in Italia e di dialogo con le principali istituzioni europee e internazionali”.
Le mostre sono accessibili al pubblico dal 30 gennaio al 29 giugno, dalle 12 alle 20, tutti i giorni escluso il martedì.
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