A Roma fino al 30 aprile
Una vocazione italiana e mediterranea. Una mostra racconta 150 anni dell’École française de Rome
Allestimento della mostra L’École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea
Samantha De Martin
10/12/2025
Roma - C’è il generale De Gaulle durante la visita ufficiale nel 1959. E ci sono gli scavi archeologici, dall'antica Praeneste a Bolsena, frutto dell’attività inarrestabile dell’ École française de Rome.
Sono solo alcuni dei momenti significativi che hanno segnato la storia dell'École française de Rome, accolti in una mostra documentaria in corso fino al 30 aprile nella storica sede di Piazza Navona 62.
Nell’anno che segna il 150esimo anniversario del decreto della sua fondazione (20 novembre 1875) e del suo insediamento a Palazzo Farnese, proseguono le celebrazioni dell’ente pubblico per la ricerca e la formazione alla ricerca in archeologia, storia e nelle altre scienze umane e sociali, dalla Preistoria ai nostri giorni.
Ideata per l’evento “La notte dei 150 anni”, svoltosi il 27 settembre scorso a Palazzo Farnese, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la mostra documentaria a ingresso gratuito "L'École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea" si sposta adesso nella sede di Piazza Navona per un dialogo di quattro mesi con turisti e romani. Se la Francia ha creato, mantenuto e sostenuto l’École française de Rome, l’Italia e gli italiani le hanno fornito gli oggetti di studio e gli orientamenti scientifici diventati suoi settori di eccellenza – dall’etruscologia alla topografia romana, dalla trasmissione dei testi alla storia del Papato – tracciando la traiettoria del suo futuro.
La generosa accoglienza che la società romana le ha riservato sin dagli esordi, la stima reciproca che ha animato le relazioni scientifiche franco-italiane, ma anche il lavoro intellettuale svolto insieme alle comunità di studiosi in uno spirito di dialogo e scambio sono alcuni dei temi raccontati in mostra attraverso fotografie, video, testi sintetici, documenti d'archivio. Sotto i riflettori è la costante collaborazione tra l’École e il suo paese ospitante, essenziali per lo svolgimento delle sue attività, ma anche il costante ampliamento dei suoi campi di ricerca, fino alle sfide sociali contemporanee. Non mancano i retroscena di questa scuola-laboratorio, luogo di apprendimento e trasmissione, dialogo e circolazione delle conoscenze.
La storia italiana e mediterranea dell’École parla attraverso le citazioni scelte dei suoi ex direttori, a sottolineare la profondità dei legami che, dagli scavi archeologici agli archivi vaticani, dalla sua biblioteca alle sue pubblicazioni, uniscono l’École al suo paese d’elezione. I legami con le famiglie influenti come i Torlonia hanno garantito in passato l’accesso ai siti archeologici permettendo all'istituzione di intervenire in aree strategiche come Vulci.

Allestimento della mostra L’École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea
Non mancano i riferimenti alle relazioni del direttore Auguste Geffroy con figure influenti della società romana come Ersilia Caetani Lovatelli che hanno facilitato l’inserimento dei giovani studiosi francesi nei circoli culturali dell’epoca. La mostra non tralascia il ruolo dell’Ecole all’indomani della seconda guerra mondiale, lo spirito di collaborazione che portò alla creazione nel 1945 dell’Associazione internazionale di Archeologia classica e, un anno dopo, alla fondazione dell'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma, di cui l'École fu uno dei membri fondatori.
“Eravamo in possesso di libri eruditi dell’Ècole relativi a questi 150 anni - commenta la direttrice Brigitte Marin - ma non avevamo una storia breve. Abbiamo così colto l’occasione per scrivere i pannelli e riassumere un percorso che dal 1875 arriva a oggi. La grande sfida è stata sintetizzare nei dieci pannelli dell'esposizione 150 anni di attività. Filo conduttore è stato il legame con Roma e con l’Italia, quel radicamento che ha segnato il destino scientifico della nostra istituzione”.
Un piccolo spazio è dedicato alla mostra fotografica di Yves Jeanmougin, artista al quale nel 2021 Brigitte Marin propose di realizzare una serie di scatti sui modi di vivere e di abitare Palazzo Farnese, in concomitanza con l'inizio del grande cantiere di restauro delle sue facciate e del suoi tetti. La selezione di fotografie proiettate è il risultato di questa "carta bianca' che dà spazio a un luogo di vita catturato attraverso i ritratti di coloro che lavorano al servizio dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'École francaise de Rome.
I festeggiamenti in casa École non finiscono nel 2025. Il prossimo anno ricorreranno i 150 anni della storica Biblioteca, una chicca accolta nella sede di Palazzo Farnese, con i suoi oltre 211mila volumi. Un vero e proprio centro di documentazione e di ricerca a disposizione della comunità scientifica internazionale.
Sono solo alcuni dei momenti significativi che hanno segnato la storia dell'École française de Rome, accolti in una mostra documentaria in corso fino al 30 aprile nella storica sede di Piazza Navona 62.
Nell’anno che segna il 150esimo anniversario del decreto della sua fondazione (20 novembre 1875) e del suo insediamento a Palazzo Farnese, proseguono le celebrazioni dell’ente pubblico per la ricerca e la formazione alla ricerca in archeologia, storia e nelle altre scienze umane e sociali, dalla Preistoria ai nostri giorni.
Ideata per l’evento “La notte dei 150 anni”, svoltosi il 27 settembre scorso a Palazzo Farnese, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la mostra documentaria a ingresso gratuito "L'École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea" si sposta adesso nella sede di Piazza Navona per un dialogo di quattro mesi con turisti e romani. Se la Francia ha creato, mantenuto e sostenuto l’École française de Rome, l’Italia e gli italiani le hanno fornito gli oggetti di studio e gli orientamenti scientifici diventati suoi settori di eccellenza – dall’etruscologia alla topografia romana, dalla trasmissione dei testi alla storia del Papato – tracciando la traiettoria del suo futuro.
La generosa accoglienza che la società romana le ha riservato sin dagli esordi, la stima reciproca che ha animato le relazioni scientifiche franco-italiane, ma anche il lavoro intellettuale svolto insieme alle comunità di studiosi in uno spirito di dialogo e scambio sono alcuni dei temi raccontati in mostra attraverso fotografie, video, testi sintetici, documenti d'archivio. Sotto i riflettori è la costante collaborazione tra l’École e il suo paese ospitante, essenziali per lo svolgimento delle sue attività, ma anche il costante ampliamento dei suoi campi di ricerca, fino alle sfide sociali contemporanee. Non mancano i retroscena di questa scuola-laboratorio, luogo di apprendimento e trasmissione, dialogo e circolazione delle conoscenze.
La storia italiana e mediterranea dell’École parla attraverso le citazioni scelte dei suoi ex direttori, a sottolineare la profondità dei legami che, dagli scavi archeologici agli archivi vaticani, dalla sua biblioteca alle sue pubblicazioni, uniscono l’École al suo paese d’elezione. I legami con le famiglie influenti come i Torlonia hanno garantito in passato l’accesso ai siti archeologici permettendo all'istituzione di intervenire in aree strategiche come Vulci.

Allestimento della mostra L’École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea
Non mancano i riferimenti alle relazioni del direttore Auguste Geffroy con figure influenti della società romana come Ersilia Caetani Lovatelli che hanno facilitato l’inserimento dei giovani studiosi francesi nei circoli culturali dell’epoca. La mostra non tralascia il ruolo dell’Ecole all’indomani della seconda guerra mondiale, lo spirito di collaborazione che portò alla creazione nel 1945 dell’Associazione internazionale di Archeologia classica e, un anno dopo, alla fondazione dell'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma, di cui l'École fu uno dei membri fondatori.
“Eravamo in possesso di libri eruditi dell’Ècole relativi a questi 150 anni - commenta la direttrice Brigitte Marin - ma non avevamo una storia breve. Abbiamo così colto l’occasione per scrivere i pannelli e riassumere un percorso che dal 1875 arriva a oggi. La grande sfida è stata sintetizzare nei dieci pannelli dell'esposizione 150 anni di attività. Filo conduttore è stato il legame con Roma e con l’Italia, quel radicamento che ha segnato il destino scientifico della nostra istituzione”.
Un piccolo spazio è dedicato alla mostra fotografica di Yves Jeanmougin, artista al quale nel 2021 Brigitte Marin propose di realizzare una serie di scatti sui modi di vivere e di abitare Palazzo Farnese, in concomitanza con l'inizio del grande cantiere di restauro delle sue facciate e del suoi tetti. La selezione di fotografie proiettate è il risultato di questa "carta bianca' che dà spazio a un luogo di vita catturato attraverso i ritratti di coloro che lavorano al servizio dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'École francaise de Rome.
I festeggiamenti in casa École non finiscono nel 2025. Il prossimo anno ricorreranno i 150 anni della storica Biblioteca, una chicca accolta nella sede di Palazzo Farnese, con i suoi oltre 211mila volumi. Un vero e proprio centro di documentazione e di ricerca a disposizione della comunità scientifica internazionale.
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Milano | Dal 7 febbraio a Palazzo Reale
Le Alchimiste di Anselm Kiefer in arrivo a Milano
-
Firenze | Prestiti da tutto il mondo per “Magnifico 1492”
La favolosa collezione di Lorenzo il Magnifico sarà presto riunita agli Uffizi
-
Brescia | Fino al 15 febbraio presso il Castello di Brescia
Il Museo del Risorgimento di Brescia, scrigno di memoria e innovazione digitale, chiude il 2025 con un focus su Anita Garibaldi
-
Piacenza | In mostra fino al 3 maggio 2026
Piacenza, città delle Sibille. Il mito rivive a Palazzo Farnese
-
Pisa | Il capolavoro trecentesco a un secolo dalla ricostruzione
Da quale pulpito! In mostra l’incredibile storia del Pergamo di Giovanni Pisano
-
Genova | Dal 20 marzo a Palazzo Ducale
Van Dyck l’europeo, Genova presenta la grande mostra del 2026