A 100 anni dai bombardamenti, al via il restauro del museo di Possagno
Nuova vita alla Gypsotheca di Canova
Courtesy Fondazione Canova |
Antonio Canova, Paolina Borghese come Venere vincitrice
Francesca Grego
16/04/2018
Treviso - Nel centenario della fine della Grande Guerra, la Gypsotheca Antonio Canova di Possagno dà inizio ai lavori di restauro dell’Ala Lazzari, colpita da una granata austro-ungarica che mandò in frantumi alcuni preziosi gessi del maestro neoclassico, mutilandone molti altri.
Cuore della memoria dello scultore, di cui custodisce una straordinaria collezione di modelli originali - la più vasta raccolta monografica di statue in gesso esistenti al mondo - il museo coglie l’occasione per mostrare i propri gioielli sotto una luce nuova.
Occhi puntati sulle operazioni di restauro, dunque, raccontate di settimana in settimana da animazioni, incontri, grafiche e pannelli che consentiranno di approfondire la conoscenza di questo scrigno di storia e bellezza incastonato nei paesaggi che videro nascere Canova.
In attesa che la suggestiva ala basilicale ritrovi l’antico splendore, Canova Experience accoglierà il pubblico con tecnologie digitali e realtà virtuale, in un percorso che abbraccia l’intero corpus di opere del museo: mentre scansioni 3D e visori oculus permetteranno di girare intorno alle sculture come dal vivo, l’archivio canoviano si aprirà su monitor touch screen con tanti documenti digitalizzati relativi alla storia dell’artista.
Ma non finisce qui: lungi dal voler rimuovere i traumi bellici, la Gypsotheca riapre il libro della storia a quel 16 dicembre del 1917 quando, dopo la sconfitta di Caporetto, i bombardamenti infuriano sul Monte Grappa e sul Piave, non risparmiando nemmeno un tempio d’arte come questo.
Fino al 24 giugno, anniversario della Battaglia del Solstizio, la mostra 1917-1918. Possagno e Canova racconterà quei giorni drammatici attraverso sculture, documenti e foto d’epoca. Protagoniste, le opere ferite e restaurate, come Paolina Borghese, la Danzatrice con i cembali e il Principino, ma anche quelle rimaste mutilate per mancanza del calco necessario a ricostruirle. Con scansioni 3D e reverse engineering, spiegano dalla Gypsotheca, oggi non sarebbe difficile ricomporle, ma è forse più necessario che “resti traccia visiva, fisica di alcuni, pochi, pezzi tra quelli danneggiati, per far comprendere quanto brutale sia stata la guerra con i capolavori artistici”.
Se con Canova Experience sarà possibile entrare virtualmente nel museo subito dopo la caduta dell’ordigno, l’itinerario di Possagno e Canova riscopre il lavoro straordinario compiuto per salvare e ricomporre le statue da conservatori come Stefano Serafin, giornalisti come Ugo Ojetti, scultori come Francesco Sartor. Infine la visuale si allarga su tutto il fronte di guerra, attraverso le testimonianze di vita quotidiana ritrovate tra il Brenta e il Piave. Le storiche immagini della Gypsotheca e dei suoi capolavori prima della campagna di restauro si ritrovano accanto a quelle dei reperti rinvenuti sulle montagne da ricercatori e reporter contemporanei, sottolineando le relazioni tra arte e società, tra lo scultore di Possagno e la sua terra.
Visite guidate, conferenze, laboratori per bambini e ragazzi, iniziative editoriali arricchiranno l’esperienza museale nei prossimi mesi, mentre all’orizzonte si profila un grande appuntamento: la mostra Canova’s George Washington, in occasione della quale il modello originale usato dallo scultore per il ritratto del primo presidente americano raggiungerà la Frick Collection di New York (22 maggio – 23 settembre). Dal 10 novembre al 22 aprile 2019, invece, il progetto espositivo voluto dalla Fondazione Canova si offrirà al pubblico italiano presso la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.
Leggi anche:
• Xavier Salomon: quando Canova scolpì Washington
• Come ti porto Canova a New York, parola di Franca Coin
• Le tempere restaurate di Canova presto a New York
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• Il George Washington di Canova è pronto al decollo
Cuore della memoria dello scultore, di cui custodisce una straordinaria collezione di modelli originali - la più vasta raccolta monografica di statue in gesso esistenti al mondo - il museo coglie l’occasione per mostrare i propri gioielli sotto una luce nuova.
Occhi puntati sulle operazioni di restauro, dunque, raccontate di settimana in settimana da animazioni, incontri, grafiche e pannelli che consentiranno di approfondire la conoscenza di questo scrigno di storia e bellezza incastonato nei paesaggi che videro nascere Canova.
In attesa che la suggestiva ala basilicale ritrovi l’antico splendore, Canova Experience accoglierà il pubblico con tecnologie digitali e realtà virtuale, in un percorso che abbraccia l’intero corpus di opere del museo: mentre scansioni 3D e visori oculus permetteranno di girare intorno alle sculture come dal vivo, l’archivio canoviano si aprirà su monitor touch screen con tanti documenti digitalizzati relativi alla storia dell’artista.
Ma non finisce qui: lungi dal voler rimuovere i traumi bellici, la Gypsotheca riapre il libro della storia a quel 16 dicembre del 1917 quando, dopo la sconfitta di Caporetto, i bombardamenti infuriano sul Monte Grappa e sul Piave, non risparmiando nemmeno un tempio d’arte come questo.
Fino al 24 giugno, anniversario della Battaglia del Solstizio, la mostra 1917-1918. Possagno e Canova racconterà quei giorni drammatici attraverso sculture, documenti e foto d’epoca. Protagoniste, le opere ferite e restaurate, come Paolina Borghese, la Danzatrice con i cembali e il Principino, ma anche quelle rimaste mutilate per mancanza del calco necessario a ricostruirle. Con scansioni 3D e reverse engineering, spiegano dalla Gypsotheca, oggi non sarebbe difficile ricomporle, ma è forse più necessario che “resti traccia visiva, fisica di alcuni, pochi, pezzi tra quelli danneggiati, per far comprendere quanto brutale sia stata la guerra con i capolavori artistici”.
Se con Canova Experience sarà possibile entrare virtualmente nel museo subito dopo la caduta dell’ordigno, l’itinerario di Possagno e Canova riscopre il lavoro straordinario compiuto per salvare e ricomporre le statue da conservatori come Stefano Serafin, giornalisti come Ugo Ojetti, scultori come Francesco Sartor. Infine la visuale si allarga su tutto il fronte di guerra, attraverso le testimonianze di vita quotidiana ritrovate tra il Brenta e il Piave. Le storiche immagini della Gypsotheca e dei suoi capolavori prima della campagna di restauro si ritrovano accanto a quelle dei reperti rinvenuti sulle montagne da ricercatori e reporter contemporanei, sottolineando le relazioni tra arte e società, tra lo scultore di Possagno e la sua terra.
Visite guidate, conferenze, laboratori per bambini e ragazzi, iniziative editoriali arricchiranno l’esperienza museale nei prossimi mesi, mentre all’orizzonte si profila un grande appuntamento: la mostra Canova’s George Washington, in occasione della quale il modello originale usato dallo scultore per il ritratto del primo presidente americano raggiungerà la Frick Collection di New York (22 maggio – 23 settembre). Dal 10 novembre al 22 aprile 2019, invece, il progetto espositivo voluto dalla Fondazione Canova si offrirà al pubblico italiano presso la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.
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