Concetto Pozzati. Da e per Morandi
Concetto Pozzati, Da e per Giorgio Morandi, 1964
Dal 17 January 2026 al 15 March 2026
Bologna
Luogo: Casa Morandi
Indirizzo: Via Fondazza 36
Orari: Sabato ore 14.00 - 17.00 Domenica ore 10.00 - 13.00 / 14.00 - 17.00 Orari di apertura straordinari in occasione di ART CITY Bologna 2026 ore 10.00 - 20.00
Curatori: Maura Pozzati
Enti promotori:
- Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Casa Morandi
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 051 6496611
E-Mail info: casamorandi@comune.bologna.it
Sito ufficiale: http://www.museibologna.it/morandi
Dal 17 gennaio al 15 marzo 2026 Casa Morandi del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, la dimora-studio dove il maestro bolognese ha vissuto e lavorato dal 1933 al 1964, ospita la mostra Concetto Pozzati. Da e per Morandi, curata da Maura Pozzati e realizzata in collaborazione con Archivio Concetto Pozzati, che intende omaggiare uno dei più attivi protagonisti della cultura italiana del secondo dopoguerra.
L'esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 - 8 febbraio), il palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
Definito “il corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 - Bologna, 2017) ha tracciato un ponte dialogante tra le diverse correnti culturali del dopoguerra, dal Surrealismo all’Informale e alla Pop Art. Le sue opere mantengono uno stretto rapporto con il segno, traccia distintiva del suo stile anche quando, dopo un iniziale periodo informale, si confronta con l’arte di Magritte e De Chirico, da lui definiti i suoi maestri ideali, e quando diventa uno dei più importanti rappresentanti della Pop Art italiana. In questa fase porta avanti una ricerca che non intende illustrare o glorificare il processo o le merci del consumo, ma che indaga il rapporto arte-merce, fino a spostare l’attenzione “alla critica del guardare e dell’occhio”. Produzione di differenze, turbamento, contaminazione, ginnastica delle mani e degli occhi, spaesamento, ambiguità, ironia, arte come interrogazione, divisione tra sperimentazione e tradizione, arte come fare, arte e responsabilità politica: questi alcuni dei concetti ricorrenti nella sua lunga e intensa vita artistica e intellettuale. Stimato professore, attento studioso e conoscitore dell’arte, amava molto parlare del lavoro degli altri e, curioso di dialogare con i suoi studenti, condivideva con loro conoscenze e passioni.
Concetto Pozzati ha scritto su Giorgio Morandi alcuni testi fondamentali, tra cui la presentazione della mostra Morandi e il suo tempo (1985-1986), allestita alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, intitolata Il tempo “autre” di Morandi, e il ritratto di Morandi inserito nel proprio diario di pittore, pubblicato da Corraini nel 2007, dal titolo Concetto Pozzati. Parola d’artista in cui emerge il rapporto conflittuale avuto con il grande maestro bolognese (amico del padre Mario e dello zio Severo Pozzati), un “uomo scomodo, che non ho amato e che non amo a differenza dello spessore di quel microcosmo irraggiungibile che era la sua pittura”.
Da e per Morandi è il titolo scelto da Concetto Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi. Un confronto costante, espresso sia attraverso dipinti a lui dedicati sia mediante testi e riflessioni scritte sul suo metodo pittorico. Per questa occasione espositiva, Casa Morandi presenta alcune tra le opere più rappresentative dell'artista proponendo come lavoro di apertura Da e per Giorgio Morandi del 1964, anno della partecipazione di Pozzati alla XXXII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e a documenta III di Kassel. Nella tela ad emergere chiaramente è la fase di transizione dall’informale organico a una pittura più oggettuale, vicina alla sensibilità pop.
Il percorso espositivo prosegue con due lavori del ciclo Restaurazione (1973). Qui la rosa e la natura morta dipinte da Pozzati si sovrappongono a un’incisione ingrandita del maestro bolognese, come se immagini appartenenti a epoche diverse si riconoscessero parte dello stesso processo creativo, “da e per”.
Nei lavori dedicati a Morandi del 1974 Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione: bottiglie confezionate da e per Morandi la ricerca di Pozzati si fa ancora più audace: l'artista inserisce nelle opere reperti oggettuali, fotografie, inserti di scrittura, elementi eterogenei che convivono in un linguaggio pittorico nuovo, ironico e spregiudicato. Nell'anno di realizzazione dei due lavori, Pozzati scriveva: «Sfogliamo pagine sparse ricevute. Ampliamo un dizionario già dato, già vissuto. Repertorio-glossario rivisitato e ri-costruito. Appropriazione-citazione-sovrapposizione-organizzazione. Investigazione sul passato. Uso del Passato. Usare è fare. Fare è vivere».
A chiudere la mostra, alcune carte della serie A casa mia (2007-2008): un nucleo intimo e malinconico in cui gli oggetti domestici diventano presenze affettive, quasi icone della quotidianità familiare.
Concetto Pozzati (Vo’, 1935 - Bologna, 2017) è attivo dal 1949 a Bologna, dove frequenta l’Istituto d’Arte inizialmente interessandosi di architettura e di grafica pubblicitaria. Nel 1955 è a Parigi per perfezionarsi nello studio della pubblicità con lo zio Sepo (Severo Pozzati), celebre cartellonista, con il quale fonda a Bologna la Scuola d’Arte Pubblicitaria dedicata a suo padre, l’artista Mario Pozzati. Nel 1962 e nel 1964 realizza alcune scenografie per i teatri stabili. Dal 1967 insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino, che poi dirigerà; in seguito ha insegnato nelle Accademie di Firenze, Venezia e Bologna. Assessore alla Cultura del Comune di Bologna dal 1993 al 1996, nel 1998 è direttore artistico della Casa del Mantegna di Mantova. Membro dell'Accademia Nazionale di San Luca dal 1995 e Consigliere Accademico dal 2005, accanto a un’inesauribile ricerca artistica segnata da importanti riconoscimenti, tra cui il Sigillo d'Ateneo dell'Università di Bologna (2005), e da esposizioni nel mondo, conduce una sensibile attività di curatore di mostre, manifestazioni culturali e pubblicazioni, mostrando un interesse privilegiato per i problemi di critica e teoria dell’arte visti dalla parte degli artisti.
Ha partecipato alle principali rassegne internazionali tra cui la Quadriennale di Roma (1959, 1965, 1973, 1974, 1986), l'Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (1964, 1972, 1982, 2007, 2009, 2013, le Biennali di San Paolo in Brasile (1963), di Tokio (1963) e di Parigi (1969), documenta di Kassel (1964). Ha presentato mostre personali e antologiche nei più importanti musei e gallerie in Italia e all'estero, tra cui Palazzo della Pilotta, Parma (1968, 2002); Palazzo Grassi, Venezia (1974); Palazzo delle Esposizioni, Roma; Padiglione d'Arte Contemporanea, Ferrara (1976); Museu de Arte de São Paulo, in Brasile (1987); International Centre of Graphic Arts e Cankariev Dom, Lubiana (1993); Vente Museum, Tokio (1993); A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma (1998); Museo del Sale, Cervia (2006); Museo Morandi, Bologna (2007); Chiesa di San Stae, Venezia; Sala dei Battuti, Conegliano (2008); Museo Civico Archeologico, Bologna (2008); MAR - Museo d'Arte della Città di Ravenna, Ravenna (2010); CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia (2012); Villa Contarini Venier, Vo' (2012); Museo San Domenico, Imola (2013); Palazzo Fava, Bologna (2023-2024) dove è stata realizzata la più grande mostra antologica dell’artista realizzata dopo la sua scomparsa intitolata Concetto Pozzati XXL.
Concetto Pozzati muore a Bologna nella propria casa l'1°agosto del 2017.
L'esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 - 8 febbraio), il palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
Definito “il corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 - Bologna, 2017) ha tracciato un ponte dialogante tra le diverse correnti culturali del dopoguerra, dal Surrealismo all’Informale e alla Pop Art. Le sue opere mantengono uno stretto rapporto con il segno, traccia distintiva del suo stile anche quando, dopo un iniziale periodo informale, si confronta con l’arte di Magritte e De Chirico, da lui definiti i suoi maestri ideali, e quando diventa uno dei più importanti rappresentanti della Pop Art italiana. In questa fase porta avanti una ricerca che non intende illustrare o glorificare il processo o le merci del consumo, ma che indaga il rapporto arte-merce, fino a spostare l’attenzione “alla critica del guardare e dell’occhio”. Produzione di differenze, turbamento, contaminazione, ginnastica delle mani e degli occhi, spaesamento, ambiguità, ironia, arte come interrogazione, divisione tra sperimentazione e tradizione, arte come fare, arte e responsabilità politica: questi alcuni dei concetti ricorrenti nella sua lunga e intensa vita artistica e intellettuale. Stimato professore, attento studioso e conoscitore dell’arte, amava molto parlare del lavoro degli altri e, curioso di dialogare con i suoi studenti, condivideva con loro conoscenze e passioni.
Concetto Pozzati ha scritto su Giorgio Morandi alcuni testi fondamentali, tra cui la presentazione della mostra Morandi e il suo tempo (1985-1986), allestita alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, intitolata Il tempo “autre” di Morandi, e il ritratto di Morandi inserito nel proprio diario di pittore, pubblicato da Corraini nel 2007, dal titolo Concetto Pozzati. Parola d’artista in cui emerge il rapporto conflittuale avuto con il grande maestro bolognese (amico del padre Mario e dello zio Severo Pozzati), un “uomo scomodo, che non ho amato e che non amo a differenza dello spessore di quel microcosmo irraggiungibile che era la sua pittura”.
Da e per Morandi è il titolo scelto da Concetto Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi. Un confronto costante, espresso sia attraverso dipinti a lui dedicati sia mediante testi e riflessioni scritte sul suo metodo pittorico. Per questa occasione espositiva, Casa Morandi presenta alcune tra le opere più rappresentative dell'artista proponendo come lavoro di apertura Da e per Giorgio Morandi del 1964, anno della partecipazione di Pozzati alla XXXII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e a documenta III di Kassel. Nella tela ad emergere chiaramente è la fase di transizione dall’informale organico a una pittura più oggettuale, vicina alla sensibilità pop.
Il percorso espositivo prosegue con due lavori del ciclo Restaurazione (1973). Qui la rosa e la natura morta dipinte da Pozzati si sovrappongono a un’incisione ingrandita del maestro bolognese, come se immagini appartenenti a epoche diverse si riconoscessero parte dello stesso processo creativo, “da e per”.
Nei lavori dedicati a Morandi del 1974 Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione: bottiglie confezionate da e per Morandi la ricerca di Pozzati si fa ancora più audace: l'artista inserisce nelle opere reperti oggettuali, fotografie, inserti di scrittura, elementi eterogenei che convivono in un linguaggio pittorico nuovo, ironico e spregiudicato. Nell'anno di realizzazione dei due lavori, Pozzati scriveva: «Sfogliamo pagine sparse ricevute. Ampliamo un dizionario già dato, già vissuto. Repertorio-glossario rivisitato e ri-costruito. Appropriazione-citazione-sovrapposizione-organizzazione. Investigazione sul passato. Uso del Passato. Usare è fare. Fare è vivere».
A chiudere la mostra, alcune carte della serie A casa mia (2007-2008): un nucleo intimo e malinconico in cui gli oggetti domestici diventano presenze affettive, quasi icone della quotidianità familiare.
Concetto Pozzati (Vo’, 1935 - Bologna, 2017) è attivo dal 1949 a Bologna, dove frequenta l’Istituto d’Arte inizialmente interessandosi di architettura e di grafica pubblicitaria. Nel 1955 è a Parigi per perfezionarsi nello studio della pubblicità con lo zio Sepo (Severo Pozzati), celebre cartellonista, con il quale fonda a Bologna la Scuola d’Arte Pubblicitaria dedicata a suo padre, l’artista Mario Pozzati. Nel 1962 e nel 1964 realizza alcune scenografie per i teatri stabili. Dal 1967 insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino, che poi dirigerà; in seguito ha insegnato nelle Accademie di Firenze, Venezia e Bologna. Assessore alla Cultura del Comune di Bologna dal 1993 al 1996, nel 1998 è direttore artistico della Casa del Mantegna di Mantova. Membro dell'Accademia Nazionale di San Luca dal 1995 e Consigliere Accademico dal 2005, accanto a un’inesauribile ricerca artistica segnata da importanti riconoscimenti, tra cui il Sigillo d'Ateneo dell'Università di Bologna (2005), e da esposizioni nel mondo, conduce una sensibile attività di curatore di mostre, manifestazioni culturali e pubblicazioni, mostrando un interesse privilegiato per i problemi di critica e teoria dell’arte visti dalla parte degli artisti.
Ha partecipato alle principali rassegne internazionali tra cui la Quadriennale di Roma (1959, 1965, 1973, 1974, 1986), l'Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (1964, 1972, 1982, 2007, 2009, 2013, le Biennali di San Paolo in Brasile (1963), di Tokio (1963) e di Parigi (1969), documenta di Kassel (1964). Ha presentato mostre personali e antologiche nei più importanti musei e gallerie in Italia e all'estero, tra cui Palazzo della Pilotta, Parma (1968, 2002); Palazzo Grassi, Venezia (1974); Palazzo delle Esposizioni, Roma; Padiglione d'Arte Contemporanea, Ferrara (1976); Museu de Arte de São Paulo, in Brasile (1987); International Centre of Graphic Arts e Cankariev Dom, Lubiana (1993); Vente Museum, Tokio (1993); A.A.M. Architettura Arte Moderna, Roma (1998); Museo del Sale, Cervia (2006); Museo Morandi, Bologna (2007); Chiesa di San Stae, Venezia; Sala dei Battuti, Conegliano (2008); Museo Civico Archeologico, Bologna (2008); MAR - Museo d'Arte della Città di Ravenna, Ravenna (2010); CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia (2012); Villa Contarini Venier, Vo' (2012); Museo San Domenico, Imola (2013); Palazzo Fava, Bologna (2023-2024) dove è stata realizzata la più grande mostra antologica dell’artista realizzata dopo la sua scomparsa intitolata Concetto Pozzati XXL.
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