Noi siamo la Minganti. Bologna e il lavoro industriale tra fotografia e memoria (1919-2019)

Lavorazione su tornio a revolver Minganti. Archivio fotografico Museo del Patrimonio Industriale

 

Dal 12 Dicembre 2019 al 15 Novembre 2020

Bologna

Luogo: Museo del Patrimonio Industriale

Indirizzo: via della Beverara 125E

Orari: dal martedì al venerdì: h 9.00 – 13.00; sabato e domenica: h 10.00 - 18:30

Enti promotori:

  • Istituzione Bologna Musei | Museo del Patrimonio Industriale e Associazione Clionet

Prolungata: fino al 15 novembre 2020

Costo del biglietto: € 5 intero, € 3 ridotto; gratuito Card Cultura la prima domenica del mese da ottobre a marzo nelle ultime due ore di apertura del giovedì da aprile a settembre

Telefono per informazioni: +39 051 6356611

E-Mail info: museopat@comune.bologna.it

Sito ufficiale: http://www.museibologna.it/patrimonioindustriale



Inaugura mercoledì 11 dicembre 2019 alle h 11.00 e rimarrà visibile al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna fino al 10 maggio 2020 Noi siamo la Minganti. Bologna e il lavoro industriale tra fotografia e memoria (1919-2019).

La mostra, realizzata in occasione del centenario delle Officine Minganti, racconta la storia della fabbrica bolognese come luogo del lavoro e della produzione accostando un’ampia selezione di fotografie d’epoca e una raccolta di materiali documentali.

Il percorso espositivo è caratterizzato da una selezione di fotografie provenienti sia dagli archivi della Camera del Lavoro di Bologna, della Fiom-Cgil Bologna e del Museo del Patrimonio Industriale che da donazioni di ex dipendenti. La scelta delle immagini si dipana intrecciando volutamente la memoria visiva strettamente legata alla realtà produttiva e lavorativa quotidiana, nella sua materialità e varietà all’interno dello spazio industriale, ma anche il suo svilupparsi all’esterno delle officine, nelle forme di espressione legate alle manifestazioni sindacali.

Le immagini documentano, in un arco temporale che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del Novecento, gli ambienti interni ed esterni della fabbrica, il lavoro nell’officina e negli uffici tecnico-amministrativi e la lunga lotta contro la chiusura (il declino inizia dagli anni Settanta, prosegue con l’amministrazione controllata degli anni Ottanta e arriverà alla fine con una lunga e complessa procedura fallimentare conclusasi solo nel 1997). Un ulteriore nucleo di fotografie mostra gli spazi abbandonati nei primi anni Duemila e l’odierna rifunzionalizzazione dell’area come centro commerciale.

Completano l’esposizione due spazi tematici: il primo è legato alla produzione Minganti con cataloghi e oggetti donati da ex lavoratrici ed ex lavoratori. Il secondo è dedicato alla Virtus Minganti pallacanestro: le Officine Minganti sono state infatti il primo sponsor in assoluto della società sportiva tra il 1953 e il 1958, anni in cui furono con - quistati due Campionati italiani, nel 1954-’55 e nel 1955-’56. In mostra sono visibili fotografie dell’Archivio Storico Virtus, una maglia e riviste sportive dell’epoca provenienti da collezioni private. Arricchiscono il percorso una video-installazione e alcune video-interviste a ex dipendenti, che restituiscono memoria all’aspetto umano della produzione industriale.

La Minganti è stata una delle più importanti aziende meccaniche italiane, conosciuta e apprezzata nel mondo per la produzione di torni e macchine utensili. Fondata nel 1919 da Giuseppe Minganti, a partire dagli anni Trenta si afferma con torni semiautomatici a revolver, commercializzati anche all’estero. Gli occupati, da meno di 200, crescono fino ad oltre un migliaio nel periodo bellico quando però la fabbrica viene distrutta nell’incursione aerea del 25 settembre 1943. La ricostruzione e la ripresa del dopoguerra vedono la morte di Giuseppe Minganti al quale subentra la moglie Gilberta Gabrielli. La “signora Minganti”, così era comunemente chiamata, dimostra grandi doti manageriali ed imprenditoriali. Nel 1958 la costruzione dello nuovo stabilimento in Bolognina, progettato da Francesco Santini, testimonia il grande sviluppo dell’azienda e la definitiva affermazione delle sue macchine, alle quali viene riconosciuto un ruolo di eccellenza tecnologica tale da essere apprezzate in tutto il mondo, in particolare nei paesi scandinavi e nell’Europa dell’Est. Nel 1964 Gilberta Gabrielli viene nominata Cavaliere del Lavoro, prima donna in Italia. Dopo la sua morte, nel 1970, inizia un processo di crisi e declino delle Officine, fino all’amministrazione controllata del 1981 ed il successivo fallimento, la cui lunga procedura si protrae fino al 1997.

La Minganti è stata attraversata dalle grandi cesure che hanno scandito la storia del Novecento: la guerra, la ricostruzione, il Sessantotto, la fase di declino industriale degli anni Ottanta fino alla rifunzionalizzazione degli anni Duemila. Lavoratori e lavoratrici sono stati testimoni non solo delle trasformazioni produttive, ma anche protagonisti delle numerose forme di lotta che li hanno visti mobilitarsi per la ripresa all’indomani del secondo conflitto mondiale, contro i licenziamenti discriminatori degli anni Cinquanta, per migliori condizioni di lavoro e retribuzioni negli anni Sessanta/Settanta, fino alla crisi della fabbrica e lunga mobilitazione contro la chiusura negli anni Ottanta.

Noi siamo la Minganti. Bologna e il lavoro industriale tra fotografia e memoria (1919-2019) fa parte del più ampio progetto Il lavoro e la Minganti, lanciato in occasione del centenario della fondazione delle Officine in sinergia con il progetto Bologna metalmeccanic@, co-promosso dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dal Museo del Patrimonio Industriale, da associazioni di ricerca storica e promozione culturale come Clionet e da Fiom-Cgil Bologna. Significativa ed importante è stata l’attivazione di un gruppo di ex-lavoratori ed exlavoratrici delle Officine Minganti, costituitosi nel Comitato Minganti Storica, interessati a non disperdere l’importante memoria e cultura del lavoro che ha trovato espressione nello stabilimento metalmeccanico nel corso del Novecento.


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