Autorotella
Mimmo Rotella, Autoritratto Napoleonico, 1992 – 1999. Sovrapittura su lamiera, 100x75 cm. Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Dal 9 January 2026 al 29 March 2026
Catanzaro
Luogo: Casa della Memoria
Indirizzo: Vico delle Onde 1
Orari: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13
Curatori: Alberto Fiz
E-Mail info: casadellamemoria@fondazionemimmorotella.net
A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, tra i maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, la Fondazione Mimmo Rotella rende omaggio al grande artista con il progetto espositivo, Autorotella, a cura di Alberto Fiz, in programma fino al 29 marzo 2026. Le opere si sviluppano attorno ai suoi autoritratti e sono esposte in un luogo di particolare valore simbolico e storico, denso di ricordi e testimonianze, la Casa della Memoria di Catanzaro, casa-museo dove l'artista è cresciuto accanto alla madre modista.
La rassegna, che rimane aperta fino al 29 marzo 2026, prende spunto da una serie di opere conservate all'interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella in un'esposizione intitolata Autorotella con diretto riferimento all'autobiografia dell'artista che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine nell'ambito di una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica, un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine. Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1958 al 1999 proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, per giungere a Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso un'altra lamiera dove compare l'artista con la figlia Asya sulle spalle. Non manca poi una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.
Da Picasso a Warhol, da Giacometti a Bacon, l'affermazione del sé rappresenta una componente determinante di un'arte che rivolge il proprio sguardo all'interno, a un soggetto solo in apparenza stabile. Nel caso di Rotella la pratica dell'autoritratto è scevra da ogni forma di narcisismo autoreferenziale con l'artista che pone sé stesso come parte di un sistema semantico articolato dove il proprio volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera. Rotella mette così in discussione la propria immagine sottoponendola alla medesima forza di abrasione che agisce su altri contesti quali la pubblicità, l'universo cinematografico o il paesaggio urbano. Autorotella appare dunque come un percorso particolarmente attuale per indagare la poetica di un artista che, a vent'anni dalla scomparsa, non ha perso la propria forza trasgressiva e dirompente.
La rassegna, che rimane aperta fino al 29 marzo 2026, prende spunto da una serie di opere conservate all'interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella in un'esposizione intitolata Autorotella con diretto riferimento all'autobiografia dell'artista che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine nell'ambito di una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica, un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine. Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1958 al 1999 proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, per giungere a Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso un'altra lamiera dove compare l'artista con la figlia Asya sulle spalle. Non manca poi una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.
Da Picasso a Warhol, da Giacometti a Bacon, l'affermazione del sé rappresenta una componente determinante di un'arte che rivolge il proprio sguardo all'interno, a un soggetto solo in apparenza stabile. Nel caso di Rotella la pratica dell'autoritratto è scevra da ogni forma di narcisismo autoreferenziale con l'artista che pone sé stesso come parte di un sistema semantico articolato dove il proprio volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera. Rotella mette così in discussione la propria immagine sottoponendola alla medesima forza di abrasione che agisce su altri contesti quali la pubblicità, l'universo cinematografico o il paesaggio urbano. Autorotella appare dunque come un percorso particolarmente attuale per indagare la poetica di un artista che, a vent'anni dalla scomparsa, non ha perso la propria forza trasgressiva e dirompente.
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