Cracking Art. I racconti dell’acqua. Sculture nel paesaggio tra natura e artificio

Cracking Art, Chiocciola. Courtesy of Cracking Art

 

Dal 12 Giugno 2026 al 2 Agosto 2026

Luogo: Monticello d’Alba

Indirizzo: Parco del Castello di Monticello d’Alba

Orari: Mer - Dom 10 - 12.30 / 14.30 - 18 | Aperture straordinarie Lun 1/06 - Mar 2/06 | Mer 3/06 chiuso

Curatori: Carla Testore

Enti promotori:

  • Associazione Castello di Monticello
  • Fondazione CRC
  • Banca d’Alba

Costo del biglietto: Mostra + Parco intero 7,50 € ridotto 5 € | Castello + Mostra + Parco intero 15 € | ridotto 10 €

Telefono per informazioni: +39 347 4437144

E-Mail info: info@roerodimonticello.it

Sito ufficiale: http://roerodimonticello.it


Nel cuore del Roero, il Castello di Monticello, maniero medievale che quest’anno festeggia i 650 anni conservando intatto il suo fascino, apre le porte all’arte contemporanea con “I racconti dell’acqua. Sculture nel paesaggio tra natura e artificio”, una mostra diffusa nella natura del parco secolare firmata dal collettivo internazionale Cracking Art, curata da Carla Testore e promossa dall’Associazione Castello di Monticello con il sostegno della Fondazione CRC e il contributo di Banca d’Alba.

Le celebrazioni per i 650 anni del Castello di Monticello

L’inaugurazione, venerdì 12 giugno, darà il via alle celebrazioni per i 650 anni del Castello: un fine settimana di festa, il 13 e 14 giugno, a ingresso libero, con incontri e dialoghi che ripercorreranno i sette secoli di storia della straordinaria fortificazione della nobile famiglia dei Conti Roero, cui il Castello appartiene dal ininterrottamente dal 1376 al 2026 (programma completo degli incontri sul sito roerodimonticello.it).

Le installazioni della Cracking Art

Protagoniste della mostra nel parco sono 68 sculture di animali: delfini, pinguini, oche selvatiche, rane, tartarughe, suricati, chiocciole e un elefante gigante che sorprendono i visitatori con i loro colori sgargianti e le dimensioni fuori scala, caratteristiche distintive delle iconiche opere del collettivo. Realizzate in plastica rigenerata, le sculture di Cracking Art popolano da oltre trent’anni musei, spazi pubblici e contesti urbani e naturali in Italia e all’estero, portando avanti una ricerca fortemente legata ai temi della sostenibilità e della responsabilità ambientale.
Nel parco all’inglese, progettato nel 1827 dal paesaggista Xavier Kurten, le sculture della Cracking Art dialogano con il paesaggio e si inseriscono tra gli specchi d’acqua, caratteristica peculiare del giardino: le vasche degli orti, il laghetto e il suggestivo laghetto “delle papere”.
Elemento naturale essenziale, ma anche simbolo di rinascita, trasformazione e connessione tra gli esseri viventi, l’acqua è il filo conduttore della mostra. Il tema mette in relazione l’idea di riciclo e rigenerazione alla base della pratica artistica della Cracking Art – fondata sul recupero e la trasformazione della plastica – con il contesto del parco storico e i recenti interventi di riqualificazione che hanno interessato il giardino.
Il parco è stato infatti oggetto di un importante progetto di recupero finanziato dal PNRR – “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, che ha permesso di ripristinare il disegno originario del giardino, recuperare gli ecosistemi presenti e valorizzare lo storico sistema di raccolta delle acque piovane, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e garantire la sostenibilità della manutenzione del parco.

Arte, natura, educazione e sensibilizzazione ambientale si intrecciano nella mostra, affiancata da un percorso esperienziale pensato per tutte le età, che si sviluppa attorno alle sculture e che accompagna i visitatori alla scoperta di alcuni temi chiave del progetto.
L’itinerario comprende alcune stazioni informative dedicate alla biodiversità del parco, alla ricerca artistica della Cracking Art, al ciclo dell’acqua e alla sostenibilità ambientale.
Completa la mostra un programma di attività e laboratori didattici per famiglie, dedicati ai temi dell’acqua, dell’ambiente e del riciclo, in programma nei fine settimana con esperti del settore.


La galleria del Castello di Monticello che quest'anno compie 650 anni.

Il Castello Roero di Monticello

Il Castello Roero di Monticello sorge in posizione panoramica nel cuore delle colline del Roero, territorio Patrimonio UNESCO, a pochi chilometri da Alba. È uno degli esempi di architettura fortificata medievale più imponenti e meglio conservati del Piemonte.
Le sue origini risalgono all’XI secolo, quando fu edificato dai vescovi di Asti. Dal 1376 appartiene alla stessa famiglia, i Conti Roero di Monticello, che ancora oggi lo abitano. Nel corso dei secoli il Castello ha subito numerose trasformazioni: nel XVIII secolo fu convertito da fortezza medievale a dimora signorile e, nel 1827, il paesaggista tedesco Xavier Kurten disegnò il parco secondo il gusto romantico del giardino all’inglese.
L’edificio conserva ancora oggi la pianta quadrilatera, la facciata medievale con merlature e tre torri – una quadrata, una rotonda e una ottagonale – che ne definiscono il profilo architettonico.
Il parco romantico che circonda il Castello è un’oasi verde in cui si passeggia tra cedri del Libano, carpini, ulivi, palme, tigli, tassi e pini.
Il Castello e il parco sono aperti al pubblico. All’interno, visitabile solo con guida, si attraversano ambienti storici come la Sala delle Armi, la Cappella dedicata a Santa Barbara, il Teatrino della Frutta, le cantine, la Sala dei Quadri, la Sala del Biliardo, la camera da letto a baldacchino, gli armadi delle porcellane e cristalleria, la Galleria di Diana Cacciatrice, oltre al cortile interno trecentesco.
La visita al parco si svolge in autonomia. Grazie ai recenti interventi di riqualificazione sono stati ridefiniti i percorsi di visita e installati QR code di approfondimento nei punti di maggiore interesse.

Cracking Art

Il gruppo Cracking Art è noto a livello internazionale per le installazioni composte da sculture di animali stilizzati, coloratissimi e spesso di dimensioni monumentali, realizzate con materiali plastici rigenerati e collocate in musei, spazi pubblici, contesti urbani e paesaggi naturali.
Fondato nel 1993 a Biella da sei artisti – Omar Ronda, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti e Kicco – il collettivo nasce con l’obiettivo di creare un’arte nuova, contemporanea e accessibile a tutti, fortemente legata alle tematiche ambientali e sociali. Il loro lavoro si distingue per l’uso pionieristico della plastica rigenerata come materiale artistico, evidenziando il rapporto sempre più stretto tra natura e artificio.

Il termine Cracking Art deriva dal verbo inglese to crack, che indica l’atto di incrinarsi o rompersi. Con il nome di cracking catalitico è inoltre definita la reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: un processo simbolico che gli artisti interpretano come il momento in cui il naturale si trasforma in artificiale, l’organico in sintetico.




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