Federica Galli. Solchi
Federica Galli, Cascina Mora, 1979. Courtesy Fondazione Federica Galli
Dal 20 July 2024 al 15 September 2024
Mondovì | Cuneo
Luogo: Museo Civico della Stampa
Indirizzo: Piazza d'Armi 2E
Orari: Giovedì e venerdì dalle 14:00 alle 18:00 Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00
Costo del biglietto: Solo mostra 5,00 € Mostra + Museo 10,00 €
Telefono per informazioni: +39 334 7059307
E-Mail info: info@museostampamondovi.it
Solchi è la mostra presentata - dal 20 luglio al 15 settembre 2024 - al Museo Civico della Stampa di Mondovì (CN) dell’artista Federica Galli, le cui incisioni di paesaggio hanno segnato l’arte italiana del secondo novecento. L’evento è organizzato da Noau | Officina Culturale in collaborazione con la Fondazione Federica Galli di Milano.
L’inaugurazione sarà introdotta, il 20 luglio a partire dalle 11, da una presentazione di Lorenza Salamon, direttrice della Fondazione, in dialogo con l’incisore Oscar Giachino. L’evento di apertura proseguirà con una visita guidata animata dedicata ai bambini, alle 14:00 (costo di partecipazione 7 €), e il laboratorio di incisione alle 15:00 (costo 10 €, oppure 15 € per l’abbinamento di entrambi le partecipazioni). Un successivo laboratorio di incisione sarà organizzato en plein air con Oscar Giachino il 18 agosto.
Federica Galli (1932-2009) è una delle più importanti esponenti dell’arte incisoria italiana. Le opere in mostra, che coprono un periodo di oltre 20 anni (dal 1974 al 1997), offrono al pubblico l'opportunità di esplorare i temi principali dell'artista, con un particolare focus sui soggetti piemontesi. Le acqueforti di Federica Galli hanno interpretato con sguardo poetico e rivelatore il paesaggio, aspetto centrale di tutta la sua opera. L’abilità tecnica ha consentito all’artista di rappresentare condizioni ambientali ostiche agli incisori, quali la neve, la nebbia, la notte. Gli elementi che appartengono al mondo naturale, sia esso antropizzato o meno, sono i soggetti che la Galli utilizza per restituire all’osservatore uno sguardo inedito sulla bellezza e sul senso di divino che la permea. Grande assente delle composizioni dell’artista è l’uomo, mai ritratto all’interno del paesaggio; di essi, tuttavia, si avverte una sorta di presenza in absentia. “Solchi”, quindi, sono sia quelli tracciati da Federica Galli per rappresentare il paesaggio, quanto quelli impressi da esso nella sensibilità dall’incisore per giungere all’osservatore finale in maniera chiara e luminosa.
Federica Galli (Soresina, CR, 1932 – Milano 2009) frequenta nel 1950 l’Accademia delle belle Arti di Brera. Sin dalle prime mostre personali - 1960 la prima a Milano -, l’opera di Federica Galli attira il consenso sia del pubblico sia della critica. Nell’arco di pochi anni annovera fra i suoi sostenitori i più autorevoli critici del tempo: Franco Russoli, Mario de Micheli, Giovanni Testori - che la seguirà fino alla propria morte - Mina Gregori, Gian Alberto dell’Acqua, Roberto Tassi, Renzo Zorzi, Carlo Bo, Daniel Berger (Metropolitan Museum of New York), Gina Lagorio, Giuseppe e Francesco Frangi, Marco Fragonara, Giorgio Soavi, David Landau (Oxford University).
Ottiene i maggiori riconoscimenti istituzionali mai avuti da un artista contemporaneo: è la prima artista vivente invitata a esporre alla Fondazione Cini di Venezia (1987, con la raccolta dedicata alla città lagunare); espone anche al Museo Civico di Palazzo Te a Mantova (1987); al Castello Sforzesco di Milano (1988); negli Archivi Imperiali della Città Proibita, galleria Wag Fung (1995).
Annovera fra i suoi collezionisti uomini e donne di cultura, italiana e straniera, noti anche per la loro colta passione verso la grafica. I più conosciuti: Dino Buzzati, Leonardo Sciascia, Francois Mitterand.
Federica Galli conta 325 esposizioni tra il 1958 e il 2008, in Italia e all’estero. All’estero, espone a: Johannesburg, Cape Town, il Cairo, Bogotà, Coria, Spalato, Barranquilla, Cartagena, città di Guatemala, Montreal, Lugano, Santa Marta, Flims Waldhaus, Flüelen, Bensheim, Parigi, Belgrado, Zagabria, Dubrovnik, Basilea-Riehen, Londra, Singapore, Seoul, Kuala Lampur, Pechino, Atene.
La Fondazione Federica Galli, costituita il 17 luglio 2009, a Milano si prefigge di mantenere vivo il nome e l’attività dell’artista che ha segnato la storia dell’arte italiana negli ultimi cinquanta anni. A guidare il consiglio è Lorenza Salamon con Flavio Arensi (critico), Ivana Iotta (ex direttore Museo Civico Cremona), Franco Grechi e Alberto Galli.
L’inaugurazione sarà introdotta, il 20 luglio a partire dalle 11, da una presentazione di Lorenza Salamon, direttrice della Fondazione, in dialogo con l’incisore Oscar Giachino. L’evento di apertura proseguirà con una visita guidata animata dedicata ai bambini, alle 14:00 (costo di partecipazione 7 €), e il laboratorio di incisione alle 15:00 (costo 10 €, oppure 15 € per l’abbinamento di entrambi le partecipazioni). Un successivo laboratorio di incisione sarà organizzato en plein air con Oscar Giachino il 18 agosto.
Federica Galli (1932-2009) è una delle più importanti esponenti dell’arte incisoria italiana. Le opere in mostra, che coprono un periodo di oltre 20 anni (dal 1974 al 1997), offrono al pubblico l'opportunità di esplorare i temi principali dell'artista, con un particolare focus sui soggetti piemontesi. Le acqueforti di Federica Galli hanno interpretato con sguardo poetico e rivelatore il paesaggio, aspetto centrale di tutta la sua opera. L’abilità tecnica ha consentito all’artista di rappresentare condizioni ambientali ostiche agli incisori, quali la neve, la nebbia, la notte. Gli elementi che appartengono al mondo naturale, sia esso antropizzato o meno, sono i soggetti che la Galli utilizza per restituire all’osservatore uno sguardo inedito sulla bellezza e sul senso di divino che la permea. Grande assente delle composizioni dell’artista è l’uomo, mai ritratto all’interno del paesaggio; di essi, tuttavia, si avverte una sorta di presenza in absentia. “Solchi”, quindi, sono sia quelli tracciati da Federica Galli per rappresentare il paesaggio, quanto quelli impressi da esso nella sensibilità dall’incisore per giungere all’osservatore finale in maniera chiara e luminosa.
Federica Galli (Soresina, CR, 1932 – Milano 2009) frequenta nel 1950 l’Accademia delle belle Arti di Brera. Sin dalle prime mostre personali - 1960 la prima a Milano -, l’opera di Federica Galli attira il consenso sia del pubblico sia della critica. Nell’arco di pochi anni annovera fra i suoi sostenitori i più autorevoli critici del tempo: Franco Russoli, Mario de Micheli, Giovanni Testori - che la seguirà fino alla propria morte - Mina Gregori, Gian Alberto dell’Acqua, Roberto Tassi, Renzo Zorzi, Carlo Bo, Daniel Berger (Metropolitan Museum of New York), Gina Lagorio, Giuseppe e Francesco Frangi, Marco Fragonara, Giorgio Soavi, David Landau (Oxford University).
Ottiene i maggiori riconoscimenti istituzionali mai avuti da un artista contemporaneo: è la prima artista vivente invitata a esporre alla Fondazione Cini di Venezia (1987, con la raccolta dedicata alla città lagunare); espone anche al Museo Civico di Palazzo Te a Mantova (1987); al Castello Sforzesco di Milano (1988); negli Archivi Imperiali della Città Proibita, galleria Wag Fung (1995).
Annovera fra i suoi collezionisti uomini e donne di cultura, italiana e straniera, noti anche per la loro colta passione verso la grafica. I più conosciuti: Dino Buzzati, Leonardo Sciascia, Francois Mitterand.
Federica Galli conta 325 esposizioni tra il 1958 e il 2008, in Italia e all’estero. All’estero, espone a: Johannesburg, Cape Town, il Cairo, Bogotà, Coria, Spalato, Barranquilla, Cartagena, città di Guatemala, Montreal, Lugano, Santa Marta, Flims Waldhaus, Flüelen, Bensheim, Parigi, Belgrado, Zagabria, Dubrovnik, Basilea-Riehen, Londra, Singapore, Seoul, Kuala Lampur, Pechino, Atene.
La Fondazione Federica Galli, costituita il 17 luglio 2009, a Milano si prefigge di mantenere vivo il nome e l’attività dell’artista che ha segnato la storia dell’arte italiana negli ultimi cinquanta anni. A guidare il consiglio è Lorenza Salamon con Flavio Arensi (critico), Ivana Iotta (ex direttore Museo Civico Cremona), Franco Grechi e Alberto Galli.
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