Si fece carne. L’arte contemporanea e il sacro
© Yves Klein ADAGP Paris 2014 | Yves Klein, ex voto dedicato a Santa Rita da Cascia, 1961. Pigmento foglie d'oro barre dorate e manoscritto in una scatola di plexiglas 14x21x32-cm.
Dal 9 Ottobre 2015 al 9 Gennaio 2016
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Basilica di San Lorenzo
Indirizzo: piazza di San Lorenzo 9
Orari: lunedì - sabato 10-17.30
Curatori: Federica Chezzi, Timothy Verdon
Enti promotori:
- Arcidiocesi di Firenze
- In collaborazione con Parrocchia di San Lorenzo / Opera Medicea Laurenziana / Community of Jesus
Costo del biglietto: ingresso gratuito
E-Mail info: sifececarne@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.facebook.it/sifececarne
«Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza. Y. K.».
Dalla seducente invocazione che Yves Klein – tra i più trasgressivi e raffinati artisti del Novecento – rivolge a una delle sante più popolari della tradizione italiana, da quella tensione verso la Grande Bellezza e nel suo confronto con il sacro, nasce la ricerca che ha dato vita alla mostra.
E sarà proprio lo straordinario ex voto realizzato dall’artista francese nel 1961, tra le più alte e sorprendenti testimonianze di sperimentazione artistica e autentica devozione, ancora oggi conservato nel monastero di clausura di Santa Rita da Cascia, ad aprire il percorso espositivo all’interno della basilica di San Lorenzo a Firenze, dal 9 ottobre 2015 al 9 gennaio 2016.
Un punto di partenza, quello segnato da quest’opera, non scontato e non facile da seguire, poiché non scontato e non facile è lo stesso odierno rapporto tra arte e fede, ma dal quale il percorso espositivo muove alla ricerca di una coerenza al fine “non già di fare il punto – come scrive il cardinale Betori – quanto invece di testimoniare la pluralità dei cammini in atto”.
Divisa in tre sezioni la mostra presenterà le opere di alcuni tra i più grandi nomi del panorama internazionale: dalla serie Ex Voto di Nan Goldin alla Via Crucis di Adrian Paci, dalle videoinstallazioni Via dolorosa di Mark Wallinger e Xfiction di Raul Gabriel alle installazioni di Mimmo Paladino, fino alla serie squillante dedicata alle chiese post concilio del francese Fabrice Fouillet e ai ‘neri’ severi delle cattedrali gotiche di Gianni Ferrero Merlino.
Saranno presenti nella seconda sezione anche alcuni dei nomi più noti tra gli artisti presenti in Toscana o che della regione hanno fatto la loro patria d’elezione, a partire da un maestro riconosciuto come Giuliano Vangi, mentre la terza sezione sarà dedicata invece alle opere realizzate dai nomi più noti del panorama italiano per accompagnare i testi sacri del Nuovo Lezionario CEI, con nomi quali Mario Ceroli, Sandro Chia, Emilio Isgrò, Giulio Paolini, Ettore Spalletti, solo per citarne alcuni.
Questa mostra ha poi una dimensione rara in simili iniziative, e cioè un carattere ecumenico derivante dalla collaborazione della statunitense Community of Jesus, una famiglia monastica di tradizione benedettina ma protestante che sarà presente sia all’interno della mostra che in uno spazio attiguo. All’interno dell’esposizione si troveranno infatti le opere realizzate da due artiste che hanno lavorato per il monastero della Community nel Massachusetts – la tedesca Gabrielle Wilpers e l’americana Susan Kanaga, residenti a Barga –, mentre nello spazio parallelo vari strumenti comunicativi illustreranno l’eccezionale impegno della Community nelle arti visive.
Dalla seducente invocazione che Yves Klein – tra i più trasgressivi e raffinati artisti del Novecento – rivolge a una delle sante più popolari della tradizione italiana, da quella tensione verso la Grande Bellezza e nel suo confronto con il sacro, nasce la ricerca che ha dato vita alla mostra.
E sarà proprio lo straordinario ex voto realizzato dall’artista francese nel 1961, tra le più alte e sorprendenti testimonianze di sperimentazione artistica e autentica devozione, ancora oggi conservato nel monastero di clausura di Santa Rita da Cascia, ad aprire il percorso espositivo all’interno della basilica di San Lorenzo a Firenze, dal 9 ottobre 2015 al 9 gennaio 2016.
Un punto di partenza, quello segnato da quest’opera, non scontato e non facile da seguire, poiché non scontato e non facile è lo stesso odierno rapporto tra arte e fede, ma dal quale il percorso espositivo muove alla ricerca di una coerenza al fine “non già di fare il punto – come scrive il cardinale Betori – quanto invece di testimoniare la pluralità dei cammini in atto”.
Divisa in tre sezioni la mostra presenterà le opere di alcuni tra i più grandi nomi del panorama internazionale: dalla serie Ex Voto di Nan Goldin alla Via Crucis di Adrian Paci, dalle videoinstallazioni Via dolorosa di Mark Wallinger e Xfiction di Raul Gabriel alle installazioni di Mimmo Paladino, fino alla serie squillante dedicata alle chiese post concilio del francese Fabrice Fouillet e ai ‘neri’ severi delle cattedrali gotiche di Gianni Ferrero Merlino.
Saranno presenti nella seconda sezione anche alcuni dei nomi più noti tra gli artisti presenti in Toscana o che della regione hanno fatto la loro patria d’elezione, a partire da un maestro riconosciuto come Giuliano Vangi, mentre la terza sezione sarà dedicata invece alle opere realizzate dai nomi più noti del panorama italiano per accompagnare i testi sacri del Nuovo Lezionario CEI, con nomi quali Mario Ceroli, Sandro Chia, Emilio Isgrò, Giulio Paolini, Ettore Spalletti, solo per citarne alcuni.
Questa mostra ha poi una dimensione rara in simili iniziative, e cioè un carattere ecumenico derivante dalla collaborazione della statunitense Community of Jesus, una famiglia monastica di tradizione benedettina ma protestante che sarà presente sia all’interno della mostra che in uno spazio attiguo. All’interno dell’esposizione si troveranno infatti le opere realizzate da due artiste che hanno lavorato per il monastero della Community nel Massachusetts – la tedesca Gabrielle Wilpers e l’americana Susan Kanaga, residenti a Barga –, mentre nello spazio parallelo vari strumenti comunicativi illustreranno l’eccezionale impegno della Community nelle arti visive.
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