Cao Fei. Dash

Cao Fei Dash (still), 2026. Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

 

Dal 9 April 2026 al 28 September 2026

Milano

Luogo: Fondazione Prada

Indirizzo: Largo Isarco 2

Orari: ore 10-19. Chiuso martedì

Costo del biglietto: intero € 15, ridotto € 12. Gratuito Under 18 Visitatori con disabilità Visitatori sopra i 65 anni residenti nel comune di Milano, in possesso di un documento di identità (solo il giovedì) Giornalisti accreditati

Telefono per informazioni: +39 02 5666 2611

E-Mail info: info@fondazioneprada.org

Sito ufficiale: http://www.fondazioneprada.org


Fondazione Prada presenta “Dash”, il nuovo progetto multimediale concepito dall’artista cinese Cao Fei per la sede di Milano che combina diversi linguaggi artistici che spaziano dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio, per delineare un ritratto complesso della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale e delle sue contraddizioni intrinseche.

“Dash” è il risultato di un’approfondita ricerca condotta dall’artista. Negli ultimi tre anni Cao Fei si è dedicata allo studio delle campagne coltivate della Cina meridionale e nordoccidentale, oltre che del SudEst asiatico, osservando e interpretando lo sviluppo dell’agricoltura intelligente (smart agriculture).

Oggi il settore agricolo a livello globale, in particolare quello cinese, sta affrontando una serie di importanti sfide: le condizioni meteorologiche estreme generate dal cambiamento climatico, il calo del rendimento delle coltivazioni di cereali dovuto alla scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne. Il progetto riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l’efficienza, riduce il lavoro fisico e salvaguarda la sicurezza alimentare in un contesto di incertezza climatica e invecchiamento nelle aree rurali. Inoltre, “Dash” esplora le modalità con le quali gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale, ridefinendo il rapporto tra le persone e il territorio e trasformando le dinamiche tra le aree rurali e quelle urbane. Questa indagine solleva importanti interrogativi relativi all’ecologia, all’occupazione e alla continuità culturale.

Come spiega Cao Fei: “Questa mostra invita il pubblico a entrare in un sito archeologico dedicato all’agricoltura contemporanea, dove si intrecciano molteplici dimensioni temporali. Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia, ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come ‘ingegneria geologica’. Qui, i sistemi di posizionamento satellitare dialogano con le geografie rituali. L’intelligenza artificiale e l’esperienza tradizionale si influenzano reciprocamente. Le immagini storiche e i segnali provenienti dai sensori generano risonanze visive. Insieme, questi elementi compongono una cronistoria di manufatti tecnologici, strumenti di produzione e testimonianze del tempo, che riconfigurano costantemente la biopolitica della terra attraverso le diverse fasi della storia umana”.

“Dash” segna un punto di svolta dell’indagine ultraventennale di Cao Fei sulla condizione umana nel contesto della trasformazione tecnologica. Sposta l’attenzione dagli spazi industriali e logistici delle opere precedenti, come Whose Utopia (2006) e Asia One (2018), all’agricoltura, fondamento della civiltà umana. Con il suo nuovo progetto, l’artista invita il pubblico a riflettere su questioni urgenti che riguardano la contemporaneità: come si ridefinisce il valore del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale? Quali possibilità esistono per la coesistenza fra tecnologia ed essere umano e fra tecnologia e natura? Come possiamo ricostruire i legami spirituali più antichi dell’umanità con la terra, la tradizione e il credo su scala globale? Il progetto permette di superare la narrazione lineare secondo la quale “gli esseri umani dominano la tecnologia e la tecnologia trasforma la natura”, sollevando una domanda diversa: ora che la tecnologia è profondamente radicata nelle esperienze della vita, possiamo immaginare una nuova forma contemporanea di unità tra Cosmo, Umanità e Tecnologia?

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