Gianluigi Toccafondo. Le prime stelle - Le dive italiane che sedussero il cinema

Gianluigi Toccafondo, Pina Menichelli, Diva delle Rose

 

Dal 15 Ottobre 2026 al 7 Marzo 2027

Luogo: MIC - Museo Interattivo del Cinema

Indirizzo: Viale Fulvio Testi 121

Orari: da martedì a domenica 15.00 – 19.00

Curatori: Gianluigi Toccafondo, Matteo Pavesi

Costo del biglietto: Ingresso al Museo Intero 9,00€ Ridotto Cinetessera, studenti universitari, under 25 – 7,00€ Biglietto Family (2 adulti + 1 under 14) – 6,00€ a persona Ingresso persone disabili e accompagnatore – € 3,50 L’ Abbonamento Musei Lombardia dà diritto all’ingresso gratuito per visitare il MIC nei consueti orari di apertura Laboratorio e programma "Le prime stelle for kids" - 8,00€ a persona Prezzi delle proiezioni Intero: 6,50€ Cinetessera, under 25 e studenti universitari: 5,00€

E-Mail info: [email protected]

Sito ufficiale: http://www.cinetecamilano.it


Si è svolta giovedì 15 ottobre al MIC - Museo Interattivo del Cinema, l'inaugurazione della mostra “Le prime stelle - Le dive italiane che sedussero il cinema”. L’esposizione – un viaggio emozionale nella ricchezza della Settima Arte, attraverso quadri, dipinti, fotografie delle star del cinema muto e proiezioni - è realizzata dall’artista di fama internazionale, pittore, disegnatore e regista Gianluigi Toccafondo, che ha presenziato all'evento. L'allestimento durerà fino al 7 marzo 2027. Si tratta del primo evento che “apre” idealmente e anticipa tutte le iniziative che accompagneranno nel 2027 il programma degli 80 anni di Cineteca Milano.

  La mostra, con tutta la sua forza visiva di colori, suoni e immagini, si articola in un percorso che coinvolge le sale e i corridoi del museo dove saranno posizionati cinquanta quadri realizzati appositamente da Gianluigi Toccafondo che riprendono e danno vita alle foto di alcune delle più importanti dive italiane del primo Novecento, diventate stelle nazionali e internazionali. Queste foto - che Cineteca Milano conserva nel suo archivio dal 2024 – fanno parte del fondo fotografico di Vico D’Incerti, amico e sostenitore della prima Cineteca fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947.

  Alle foto del fondo D’Incerti è dedicata una sala del museo, dove sarà possibile vedere immagini di dive quali Fernanda Fassy (1898 – 1991), Italia Almirante (1890-1941), Josephine Baker (1906-1975), Isa Bluette all’anagrafe Teresa Ferrero (1898-1939), Carmen Boni pseudonimo di Maria Carmela Bonicatti (1901-1963), Lyda Borelli (1887-1959), Rina De Liguoro nata Elena Caterina Catardi (1892-1966), solo per citarne alcune. Ogni immagine sarà abbinata a un QR code che permetterà al visitatore di scoprire la biografia della diva raffigurata.

  La mostra prevede anche la presenza di un monitor touch che riproduce una "vasca di sviluppo digitale". Il visitatore avrà la possibilità di giocare con le immagini delle dive, "svilupparle" sul monitor, ingrandirle e - cliccandoci sopra - ottenere delle informazioni sulle attrici raffigurate.

  Un'area del museo sarà dedicata anche ai disegni che compongono la sigla, molto in stile noir, che Gianluigi Toccafondo ha realizzato proprio per Cineteca Milano.

  Scrive nella prefazione della rivista-catalogo Matteo Pavesi, direttore di Cineteca Milano e curatore della mostra insieme a Toccafondo: «Se il fenomeno divistico italiano si limitasse ai nomi delle dive (per la maggior parte di provenienza teatrale) riportati nei libri di storia del cinema più noti, non capiremmo come una manciata di attrici esordienti nel mondo della settima arte abbia potuto realizzare in pochi anni il “cinema più bello del mondo”. Ciò che è accaduto è davvero un fatto più complesso e mobilita non un manipolo di brave interpreti, ma un esercito di attrici e aspiranti tali (ballerine, cantati, scrittici, poetesse, segretarie…) che si affacciano al cinema vedendo in esso una nuova mecca dello spettacolo del Novecento, nonché un affare. La raccolta fotografica di Vico D’Incerti – che è solo un esempio - annovera, in un solo lotto, decine di attrici votate alla carriera cinematografica, tre quarti delle quali sconosciute alle storie ufficiali. Gianluigi Toccafondo si è confrontato con questo continente. Ha riscoperto e interpretato ritratti fotografici in bianco e nero donando loro colore, movimento e, in sintesi, cinema. La sua interpretazione pittorica delle foto non nasconde l’immagine ma la amplifica, la fa rinascere ed esplodere in un sentire contemporaneo e palpitante, andando alla radice del cinema muto».

  La mostra sarà arricchita anche da materiali video realizzati dallo stesso Toccafondo che animeranno i monitor del corridoio centrale del MIC. Durante il periodo dell’esposizione, la sala cinema del museo vedrà la programmazione dei cortometraggi dello stesso artista: La coda (1989), La pista (1991), Foto e animazione e La sposa (1992), Le criminel (1993), Pinocchio (1999), Rigoletto (2018), Dreamland (2022), La voce delle sirene (2024).

  Tanto cinema “Le prime stelle - Le dive che sedussero il cinema” sarà accompagnata anche da una rassegna cinematografica intitolata "Doppio sogno in 22 film". Nove sono i titoli preferiti di Gianluigi Toccafondo che ne hanno ispirato l’arte: La donna scimmia di Marco Ferreri, Border – Creature di confine di Ali Abbasi, Lasciami entrare di Tomas Alfredson, Il pianeta selvaggio di René Laloux, Songs My Brothers Taught Me di Chloé Zhao, George Washington di David Gordon Green, Donnie Darko di Richard Kelly, Il tempo dei gitani di Emir Kusturica e L’imbalsamatore di Matteo Garrone.

  Nove sono invece i film che l'arte di Toccafondo, con le sue tonalità, i suoi contenuti e le sue atmosfere, ha ispirato a Cineteca Milano: Nostos - Il ritorno di Franco Piavoli, La palla n° 13 di Buster Keaton, Il mago di Oz di Victor Fleming, Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene, Un bacio e una pistola di Robert Aldrich, Pinocchio di Giulio Antamoro (film muto del 1911, con accompagnamento musicale dal vivo del maestro Antonio Zambrini), Rapsodia Satanica di Nino Oxilia (film muto del 1917 con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini) e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini.

  Nel programma troverà spazio anche un "Focus Totò"; tra il 28 e il 31 dicembre sarà possibile vedere i film a episodi Le streghe e Questa è la vita a cui si aggiungono 47 morto che parla di Carlo Ludovico Bragaglia e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini.

  Nell'ambito della proposta cinematografica un evento a parte è rappresentato dalla proiezione di Messalina, il film del 1923 di Enrico Guazzoni, restaurato da Cineteca Milano. Il film sarà proiettato il 15 novembre, in occasione della chiusura del festival Piccolo Grande Cinema.

  La mostra per le famiglie "Le prime stelle - Le dive italiane che sedussero il cinema" avrà anche un percorso studiato per le famiglie, "Le prime stelle for Kids", con bambine e bambini dai 5 ai 10 anni. Si tratta di una visita guidata attraverso il percorso della mostra, che prevede anche un laboratorio creativo. Il tutto al prezzo speciale di 8 euro a testa per adulti e bambini. Questo il calendario: 18 e 25 ottobre alle ore 16.00; 1, 8, 15, 22, 29 novembre alle ore 16.00; 6 e 8 dicembre alle ore 16.00.

  Focus 1 - Gianluigi Toccafondo Gianluigi Toccafondo (San Marino, 1965) è uno degli artisti e animatori più originali e riconoscibili del panorama contemporaneo. È spesso descritto come l'autore della pittura in movimento, per la sua capacità unica di fondere l'arte pittorica con il cinema d'animazione. ​La cifra stilistica di Toccafondo è l'incessante metamorfosi. Le sue figure non sono mai statiche: si allungano, si deformano, si sciolgono e si ricompongono in un flusso visivo continuo e onirico. Raramente parte da un foglio bianco. Spesso utilizza fotocopie di immagini preesistenti, fotografie o fotogrammi cinematografici che poi rielabora con acrilici, matite e gessetti. ​Toccafondo ha lasciato il segno sia nel cinema d'autore che nella cultura pop e pubblicitaria: è, tra le altre cose, autore della celebre sigla animata della casa di produzione Fandango. ​Tra i suoi cortometraggi pluripremiati si ricordano almeno il suo esordio folgorante ​La coda (1989); La pista del maiale (1993); Le criminel (1994); Pinocchio (1999), reinterpretazione oscura e poetica del classico di Collodi; La piccola Russia (2004), fino al recente La voce delle sirene (2024). Toccafondo ha anche collaborato con importanti registi come Matteo Garrone (in qualità di aiuto regista per Gomorra) e ha firmato campagne pubblicitarie storiche, come quelle per la Sambuca Molinari e per l'anniversario della Levi’s. Ha inoltre illustrato copertine per le più grandi case editrici italiane, come Einaudi, Feltrinelli e Mondadori, oltre che per riviste come Internazionale e Lo Straniero. ​Nel 2022, il suo cortometraggio Dreamland ha vinto il Nastro d'Argento per la miglior animazione, confermando la sua capacità di emozionare attraverso una ricerca estetica che non segue le mode ma piuttosto le crea.

  ​Focus 2 - Il fondo D’Incerti Nel 2024 la famiglia D’Incerti ha depositato presso l’Archivio di Cineteca Milano un fondo di circa 150 lastre fotografiche appartenute al collezionista Vico D’Incerti. Si è trattato di una cospicua donazione che ha consentito alla cineteca milanese di entrare in possesso di un’importante raccolta iconografica incentrata sul divismo del primo cinema italiano. Tale collezione costituisce la fonte principale della presente mostra.

  Le fotografie del fondo di Vico D’Incerti provengono da alcuni degli studi fotografici italiani più importanti dell’epoca. Una parte consistente è opera di Attilio Badodi (1880-1967), uno dei più importanti fotografi italiani del primo Novecento il quale, affascinato dal mondo del teatro, lascia la natia Reggio Emilia per trasferirsi a Milano dove ritrae attori, cantanti, drammaturghi e le nascenti dive del cinematografo. Altre sono opera dell’Atelier Fotografico Pinto, fondato da Alfredo Pinto a Roma negli anni Venti del Novecento e che, insieme allo Studio Fontana di Roma, realizza per le edizioni Alberto Traldi di Milano le fotografie della serie “Divi del Cinema” che includeva ritratti di attori e attrici del cinema muto italiano. Le edizioni Traldi erano inoltre responsabili della stampa di cartoline promozionali per la S.A. Stefano Pittaluga di Torino, di cui sono presenti alcuni esemplari, tra cui una per il film Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926) e l’altra per Il vetturale del Moncenisio (Baldassarre Negroni, 1927). Altri atelier presenti nel fondo sono lo Stabilimento Fotografico d’Arte Vettori di Giuseppe Vettori, attivo a Bologna tra gli anni Venti e Quaranta del secolo scorso, e quello del torinese Riccardo Scoffone (1889-1965), fotografo pluripremiato e Segretario generale nella Giuria Superiore della Prima Esposizione Internazionale di Fotografia, Ottica e Cinematografia del 1923 a Torino, evento che sigla il successo della ritrattistica fotografica.

  Focus 3 – Chi era Vico D’Incerti Ludovico (Vico) D’incerti (Carpi, 1902 – Milano, 1988) è stato un ingegnere, dirigente d’azienda, numismatico, collezionista, storico e filologo del cinema, oltre che egli stesso regista. Laureatosi in ingegneria meccanica industriale al Politecnico di Torino nel 1925, D’Incerti entrò nello stesso anno alla Lancia, prima di trasferirsi, nel 1929, alla Magneti Marelli di Sesto San Giovanni. Negli anni del secondo conflitto mondiale, egli fu alla guida della Iniex di Apuania, la società nata dalla joint venture tra Magneti Marelli e Bosch, per poi fare ritorno in Lombardia, questa volta nel capoluogo, dove lavorò per un breve periodo alla Motta (1946-1947), prima del definitivo passaggio alla Ferrania. Con l’azienda ligure, D’Incerti rimase fino al pensionamento del 1967, superando indenne la traumatica cessione del marchio all’americana 3M (1965). L’ illuminato e precoce collezionismo cinematografico, forse diretta conseguenza di un analogo ed approfondito interesse per la numismatica, avvicinò presto D’Incerti agli ambienti della aurorale conservazione filmica. Venuto in contatto con il gruppo che nel 1947 aveva fondato la Cineteca Italiana, egli divenne per un ventennio consigliere e attivo operatore culturale della prima esperienza cinetecaria del nostro Paese: depositò parte dei suoi fondi personali, curò alcune delle seminali rassegne milanesi, promosse protocolli e pratiche che ancora oggi denotano un’acuta sensibilità preservativa.

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF