L’Ospite illustre - Raffaello. La Dama col liocorno
Raffaello Sanzio, Dama col liocorno (particolare), inizio del 1505, olio su tavola trasportata su tela (applicata su tavola), 67 x 56 cm. Roma, Galleria Borghese I Ph. Mauro Coen
Dal 27 Marzo 2025 al 22 Giugno 2025
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Gallerie d'Italia - Napoli
Indirizzo: Via Toledo 177
Telefono per informazioni: 800 167 619
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://gallerieditalia.com
Sulla scia del successo e del consenso di pubblico e addetti ai lavori dell’ultima edizione della rassegna “L’Ospite illustre”, il programma di scambi con importanti musei italiani e stranieri avviato dal 2015 nelle nostre sedi museali, le Gallerie d’Italia di Napoli per l’edizione 2025 ospiteranno il capolavoro di Raffaello Sanzio, Dama col liocorno, in prestito dalla Galleria Borghese di Roma.
Il dipinto sarà allestito nella sala dedicata al Martirio di sant’Orsola di Caravaggio che, contestualmente, verrà esposto presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini per la mostra “Caravaggio 2025”.
La presenza del sublime dipinto di Raffaello consentirà al pubblico delle Gallerie di Napoli, in assenza dell’ultima opera del Merisi, di godere di un altro capolavoro dell’arte di tutti i tempi.
La Dama col liocorno fu restituita a Raffaello dallo storico dell’arte Roberto Longhi nel 1927, quando presentava ancora le ridipinture che, coprendo l'unicorno, l’avevano trasformata in una Santa Caterina con la ruota dentata e la palma del martirio. L’opera fu oggetto di lì a poco di un restauro che la liberò dagli interventi successivi.
Le indagini radiografiche compiute sull’opera hanno mostrato che prima dell’unicorno, emblema della castità (o degli eccessi o intemperanze che vengono domati), Raffaello aveva dipinto un cagnolino, simbolo di fedeltà: si tratta dunque plausibilmente di un ritratto eseguito in occasione di un matrimonio. È stato proposto di riconoscervi Maddalena Strozzi prima delle nozze avvenute nel 1504 con Agnolo Doni, committente anche di Michelangelo, ritratto con la moglie da Raffaello stesso nei due quadri oggi agli Uffizi, ma la giovane raffigurata qui ha gli occhi e i capelli di colore diverso, e la sua identità resta per ora ignota.
La Dama col liocorno appare simile come impostazione alla Gioconda, che si ritiene generalmente conosciuta per la prima volta da Raffaello poco dopo il trasferimento a Firenze della fine del 1504.
Diversi elementi portano però a supporre che egli si fosse recato nella città una prima volta nella seconda metà del 1503, entrando subito in contatto diretto con Leonardo che, come indica una testimonianza certa, nell’ottobre di quell’anno aveva già dipinto la testa e forse il busto della Monna Lisa. Raffaello dovette vedere l’opera fin da allora, come mostrano alcuni suoi disegni, più acerbi del ritratto della Galleria Borghese. La Dama col liocorno, collocabile all’apertura del secondo soggiorno fiorentino all’inizio del 1505, sembra invece l’esito di un successivo confronto con la Gioconda, che a quel punto doveva essere giunta a un ulteriore stadio di elaborazione.
Il dipinto sarà allestito nella sala dedicata al Martirio di sant’Orsola di Caravaggio che, contestualmente, verrà esposto presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini per la mostra “Caravaggio 2025”.
La presenza del sublime dipinto di Raffaello consentirà al pubblico delle Gallerie di Napoli, in assenza dell’ultima opera del Merisi, di godere di un altro capolavoro dell’arte di tutti i tempi.
La Dama col liocorno fu restituita a Raffaello dallo storico dell’arte Roberto Longhi nel 1927, quando presentava ancora le ridipinture che, coprendo l'unicorno, l’avevano trasformata in una Santa Caterina con la ruota dentata e la palma del martirio. L’opera fu oggetto di lì a poco di un restauro che la liberò dagli interventi successivi.
Le indagini radiografiche compiute sull’opera hanno mostrato che prima dell’unicorno, emblema della castità (o degli eccessi o intemperanze che vengono domati), Raffaello aveva dipinto un cagnolino, simbolo di fedeltà: si tratta dunque plausibilmente di un ritratto eseguito in occasione di un matrimonio. È stato proposto di riconoscervi Maddalena Strozzi prima delle nozze avvenute nel 1504 con Agnolo Doni, committente anche di Michelangelo, ritratto con la moglie da Raffaello stesso nei due quadri oggi agli Uffizi, ma la giovane raffigurata qui ha gli occhi e i capelli di colore diverso, e la sua identità resta per ora ignota.
La Dama col liocorno appare simile come impostazione alla Gioconda, che si ritiene generalmente conosciuta per la prima volta da Raffaello poco dopo il trasferimento a Firenze della fine del 1504.
Diversi elementi portano però a supporre che egli si fosse recato nella città una prima volta nella seconda metà del 1503, entrando subito in contatto diretto con Leonardo che, come indica una testimonianza certa, nell’ottobre di quell’anno aveva già dipinto la testa e forse il busto della Monna Lisa. Raffaello dovette vedere l’opera fin da allora, come mostrano alcuni suoi disegni, più acerbi del ritratto della Galleria Borghese. La Dama col liocorno, collocabile all’apertura del secondo soggiorno fiorentino all’inizio del 1505, sembra invece l’esito di un successivo confronto con la Gioconda, che a quel punto doveva essere giunta a un ulteriore stadio di elaborazione.
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