Salvatore Esposito. Napoli le forme di un paesaggio
Salvatore Esposito. Napoli le forme di un paesaggio
Dal 20 Dicembre 2012 al 8 Gennaio 2013
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Castel dell'Ovo
Indirizzo: via Eldorado 3
Orari: da lunedì a domenica 10-14/ 16.30-19
Curatori: Stefania Martirano
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 081 7954593
E-Mail info: casteldellovo@comune.napoli.it
Sito ufficiale: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1
Il confine inteso come marginalità, come esistenza periferica, costituisce il campo d’interesse della ricerca artistica di Salvatore Esposito (1956; vive e lavora a Napoli), in mostra da mercoledì 19 Dicembre 2012 presso gli spazi espositivi di Castel dell’Ovo con un nuovo progetto intitolato Napoli le forme di un paesaggio. Nel 2009 il fotografo napoletano aveva presentato un lavoro sul travestitismo, documentando quella femminilità liberata come questione sociale e senza scadere in risvolti psicologici o intimistici - proprio come, agli albori degli anni Settanta, aveva insegnato la genovese Lisetta Carmi.
Per la mostra nelle Sale delle Carceri di Castel dell’Ovo, da sociale il margine diventa geografico: protagonisti, negli scatti del napoletano, sono pudichi paesaggi che si concedono solo allo sguardo di frequentatori abituali e occasionali delle strade ferrate, quelli che sopravvivono a un passo dai porti maleodoranti della periferia affacciata sul golfo, coricati dietro impianti industriali in rovina. L’idea è quella di cercare, nella mestizia del loro essere dimenticati, le relazioni che intrattengono con le abitudini di un’umanità meno chiacchierata, più periferica eppure ricca di potenza e coscienza. Si tratta anche di un aggiornamento del repertorio visivo delle rappresentazioni mitizzanti o eccessivamente fustiganti che la storia dell’immagine italiana ha conosciuto nei secoli, in continuità con le ricerche che furono di Walker Evans e le sperimentazioni sul paesaggio raccolte in Viaggio in Italia di Luigi Ghirri.
Per la mostra nelle Sale delle Carceri di Castel dell’Ovo, da sociale il margine diventa geografico: protagonisti, negli scatti del napoletano, sono pudichi paesaggi che si concedono solo allo sguardo di frequentatori abituali e occasionali delle strade ferrate, quelli che sopravvivono a un passo dai porti maleodoranti della periferia affacciata sul golfo, coricati dietro impianti industriali in rovina. L’idea è quella di cercare, nella mestizia del loro essere dimenticati, le relazioni che intrattengono con le abitudini di un’umanità meno chiacchierata, più periferica eppure ricca di potenza e coscienza. Si tratta anche di un aggiornamento del repertorio visivo delle rappresentazioni mitizzanti o eccessivamente fustiganti che la storia dell’immagine italiana ha conosciuto nei secoli, in continuità con le ricerche che furono di Walker Evans e le sperimentazioni sul paesaggio raccolte in Viaggio in Italia di Luigi Ghirri.
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