Nan Goldin - This Will Not End Well
Nan Goldin, Untitled, 1982, courtesy © the artist | Grand Palais, Paris
Dal 18 Marzo 2026 al 21 Giugno 2026
Parigi | Visualizza tutte le mostre a Parigi
Luogo: Grand Palais
Indirizzo: 17 Avenue du Général Eisenhower
Orari: Sab - Gio 09.30 - 20.00 | Ven 09.30 - 22.30
Costo del biglietto: € 17,00
Telefono per informazioni: +33 1 4413 1717
Sito ufficiale: http://www.grandpalais.fr
Icona della fotografia contemporanea, Nan Goldin espone ora anche come regista. Il Grand Palais presenta la prima retrospettiva in Francia dei suoi video e proiezioni di diapositive, che l'artista definisce "film composti da fotografie". Un viaggio intimo nel cuore della sua vita, delle sue amicizie, dei suoi amori e delle sue difficoltà.
Nan Goldin (nata nel 1953 a Washington D.C.) è riconosciuta come una delle maggiori artiste che ha rivoluzionato la fotografia contemporanea e la cultura visiva del nostro tempo.
Dal 1979 ad oggi, ha creato numerose proiezioni di diapositive a partire dalle migliaia di fotografie scattate alla sua vita quotidiana con i suoi cari, alla loro intimità e agli eventi familiari. Sviluppa narrazioni a partire dalla sua esperienza personale e affronta temi che spaziano dall'infanzia e dal genere alla violenza e alla tossicodipendenza. Crude e intime, le storie che presenta assumono la dimensione di racconti universali sull'amore e sulla perdita.
Al Grand Palais, la mostra si snoda all'interno di padiglioni progettati dall'architetto Hala Wardé. Ogni padiglione è concepito in relazione all'opera che ospita; Insieme, formano un villaggio. Questo villaggio si estende fino alla Cappella di Saint-Louis presso l'Ospedale Salpêtrière, dove è presentata l'installazione Sisters, Saints, Sibyls, creata per questo spazio nel 2004 nell'ambito del Festival d'Automne.
La mostra riunisce sei opere principali che ripercorrono cinquant'anni di creazione artistica: The Ballad of Sexual Dependency (1981–2022), il suo lavoro centrale; The Other Side (1992–2021), un omaggio alla sua cerchia trans fotografata tra il 1972 e il 2010; Sisters, Saints, Sibyls (2004–2022), una testimonianza del trauma vissuto dalle famiglie e del tabù che circonda il suicidio; Memory Lost (2019-2021), un viaggio claustrofobico attraverso l'astinenza da droghe; Sirens (2019-2020), un'immersione nell'estasi delle droghe; e Stendhal Syndrome (2024), un'opera ispirata a sei miti delle Metamorfosi di Ovidio, che esplora il disturbo descritto da Stendhal come una perdita di coscienza di fronte alla travolgente bellezza dell'arte.
Sebbene il titolo della mostra, This Will Not End Well (Questa non finirà bene), possa sembrare cupo e inquietante, è anche intriso di ironia ed emozione. Secondo Fredrik Liew, riflette "l'incrollabile gioia di vivere che caratterizza Nan Goldin".
Dopo Stoccolma, Amsterdam, Berlino e Milano, la mostra approda ora al Grand Palais e alla Cappella di Saint-Louis dell'Ospedale Salpêtrière di Parigi, offrendo un'immersione unica nel mondo intimo, commovente e profondamente umano di Nan Goldin. La mostra è organizzata dal Moderna Museet di Stoccolma, in collaborazione con il GrandPalaisRmn di Parigi e l'Ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Neue Nationalgalerie di Berlino e l'HangarBicocca Pirelli di Milano.
Nan Goldin (nata nel 1953 a Washington D.C.) è riconosciuta come una delle maggiori artiste che ha rivoluzionato la fotografia contemporanea e la cultura visiva del nostro tempo.
Dal 1979 ad oggi, ha creato numerose proiezioni di diapositive a partire dalle migliaia di fotografie scattate alla sua vita quotidiana con i suoi cari, alla loro intimità e agli eventi familiari. Sviluppa narrazioni a partire dalla sua esperienza personale e affronta temi che spaziano dall'infanzia e dal genere alla violenza e alla tossicodipendenza. Crude e intime, le storie che presenta assumono la dimensione di racconti universali sull'amore e sulla perdita.
Al Grand Palais, la mostra si snoda all'interno di padiglioni progettati dall'architetto Hala Wardé. Ogni padiglione è concepito in relazione all'opera che ospita; Insieme, formano un villaggio. Questo villaggio si estende fino alla Cappella di Saint-Louis presso l'Ospedale Salpêtrière, dove è presentata l'installazione Sisters, Saints, Sibyls, creata per questo spazio nel 2004 nell'ambito del Festival d'Automne.
La mostra riunisce sei opere principali che ripercorrono cinquant'anni di creazione artistica: The Ballad of Sexual Dependency (1981–2022), il suo lavoro centrale; The Other Side (1992–2021), un omaggio alla sua cerchia trans fotografata tra il 1972 e il 2010; Sisters, Saints, Sibyls (2004–2022), una testimonianza del trauma vissuto dalle famiglie e del tabù che circonda il suicidio; Memory Lost (2019-2021), un viaggio claustrofobico attraverso l'astinenza da droghe; Sirens (2019-2020), un'immersione nell'estasi delle droghe; e Stendhal Syndrome (2024), un'opera ispirata a sei miti delle Metamorfosi di Ovidio, che esplora il disturbo descritto da Stendhal come una perdita di coscienza di fronte alla travolgente bellezza dell'arte.
Sebbene il titolo della mostra, This Will Not End Well (Questa non finirà bene), possa sembrare cupo e inquietante, è anche intriso di ironia ed emozione. Secondo Fredrik Liew, riflette "l'incrollabile gioia di vivere che caratterizza Nan Goldin".
Dopo Stoccolma, Amsterdam, Berlino e Milano, la mostra approda ora al Grand Palais e alla Cappella di Saint-Louis dell'Ospedale Salpêtrière di Parigi, offrendo un'immersione unica nel mondo intimo, commovente e profondamente umano di Nan Goldin. La mostra è organizzata dal Moderna Museet di Stoccolma, in collaborazione con il GrandPalaisRmn di Parigi e l'Ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Neue Nationalgalerie di Berlino e l'HangarBicocca Pirelli di Milano.
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