Allegro Giusto. Works from BSI Art Collection. Preparations for a new building
© BSI Art Collection, Photo Agostino Osio | Allegro Giusto. Works from BSI Art Collection. Preparations for a new building
Dal 16 Gennaio 2015 al 20 Giugno 2015
Luogo: Istituto Svizzero di Roma
Indirizzo: via Ludovisi 48
Telefono per informazioni: +39 06 420420
E-Mail info: roma@istitutosvizzero.it
Sito ufficiale: http://www.istitutosvizzero.it
Le opere dei grandi artisti internazionali della BSI Art Collection arrivano per la prima volta a Roma, visibili al pubblico fino al 20 giugno 2015 nell’affascinante cornice di Villa Maraini, sede dell’Istituto Svizzero di Roma.
L’occasione è data dall’avvio, nel 2016, di un importante intervento di ristrutturazione che trasformerà significativamente gli spazi dell’edificio su progetto dello studio d’architettura Bosshard Vaquer di Zurigo, vincitore di un concorso internazionale.
In attesa di questo importante momento, con Allegro Giusto. Works from BSI Art Collection. Preparations for a new building gli stessi architetti – non nuovi a interventi che partono da contesti esistenti per ridefinirli e svilupparli, anche nell’ambito di commissioni pubbliche – ridisegnano gli spazi condivisi dell’Istituto Svizzero di Roma facendoli dialogare con una selezione di opere d’arte contemporanea della BSI Art Collection, attraverso un sistema di librerie che accolgono le opere medesime e parte della Biblioteca dell’Istituto.
Non un semplice allestimento decorativo, bensì un esercizio di riconfigurazione e trasformazione della funzione di un luogo e dell’opera d’arte, dove le opere si trovano a dialogare con gli ambienti a partire dal loro vivere quotidiano.
L’allestimento propone infatti soluzioni estetiche e funzionali che anticipano l’inizio dei lavori nel 2016 a partire da alcune riflessioni centrali: com’è possibile e cosa comporta intervenire in un edificio storico, con un linguaggio contemporaneo? Come s’inserisce l’arte contemporanea in questo contesto? Il rapporto tra linguaggi visivi e spaziali – arte, design, architettura, materiali di costruzione, decorazione – tra tracce del passato e segni del presente, ha prodotto domande e soluzioni che sono cambiate con il mutare dell’idea del mondo, dell’organizzazione sociale e del gusto.
Allestire delle opere d’arte contemporanea in un edificio del primo Novecento, come Villa Maraini, vuol dire così aggiungere un’unità di misura, determinare differenze che dimostrano la natura mutevole e negoziabile dello spazio architettonico. Vuol dire ancora attivare il potenziale dell’arte e di una collezione, capace di indicare la via di trasformazione della villa non solo negli intenti ma nell’atmosfera, nelle energie, nel dialogo quotidiano che un’opera d’arte è sempre capace di produrre. Per questa ragione le opere dalla BSI Art Collection, nata nel 2000 con l’intento di connettere l’istituto finanziario all’universo dell’arte contemporanea, sono state scelte sia in base agli spazi dell’Istituto Svizzero, ma anche per rappresentare le due anime della collezione, in una comunicazione ininterrotta tra passato e presente, che riflette contestualmente gli intenti del nuovo allestimento di Villa Maraini. Da un lato sono presenti gli artisti storicamente associati a BSI come Armleder, Barry, Buren, Halley – che hanno lavorato site specific per alcune sedi della banca – o ancora Melotti, Paolini, Merz, Cragg, Boetti, Chamberlain, Carroll; dall’altra sono stati selezionati artisti giovani di fama internazionale come Vo, Kuri e Epaminonda, e artisti della cosiddetta post web generation come Price e Domanovic.
L’impegno che BSI porta avanti da anni nel mondo dell’arte rappresenta oggi un elemento cardine per la banca e un’opportunità unica per condividere questa passione con i propri clienti e con le comunità nelle quali essa opera. Va in questa direzione il sostegno a istituzioni culturali di primo piano come la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e l’Istituto Svizzero di Roma, di cui BSI è partner da circa dieci anni con una collaborazione di lungo periodo. Ne è un esempio proprio Allegro Giusto, espressione da un lato dello spirito collezionistico che contraddistingue BSI e dall’altro della volontà di collaborare generando sinergie culturali al fianco dell’Istituto Svizzero e a beneficio del territorio.
Allegro giusto riprende il titolo del progetto di ristrutturazione di Villa Maraini: grazie ad una filigranata ornamentazione superficiale in parte costituita da maioliche invetriate, l’involucro esterno della villa rifletterà i colori della luce e conferisce all’insieme dell’edificio un alone di splendore e magia. Un Allegro Giusto, appunto.
«Allegro Giusto è il titolo del progetto con cui abbiamo vinto il concorso per la ristrutturazione di Villa Maraini. Esso rispecchia il desiderio della direzione dell’Istituto Svizzero di Roma di aprire al pubblico la magnifica villa più che centenaria e di riempire di vita tutti i suoi piani grazie all’attività degli artisti e studiosi che vi soggiornano per i loro progetti annuali», affermano gli architetti Bosshard Vaquer. Quest’esposizione, con opere scelte della collezione BSI e con i libri dell’istituto, offre la gradita opportunità di sperimentare la nuova idea di abitabilità che si svilupperà in alcuni punti nevralgici dell’edificio. Gli scaffali industriali, utilizzati come impalcature, preludono altresì agli interventi architettonici futuri, costituiscono la cornice per le opere d’arte e i libri, e acquistano valore dall’utilizzo quotidiano di ospiti e visitatori.
L’occasione è data dall’avvio, nel 2016, di un importante intervento di ristrutturazione che trasformerà significativamente gli spazi dell’edificio su progetto dello studio d’architettura Bosshard Vaquer di Zurigo, vincitore di un concorso internazionale.
In attesa di questo importante momento, con Allegro Giusto. Works from BSI Art Collection. Preparations for a new building gli stessi architetti – non nuovi a interventi che partono da contesti esistenti per ridefinirli e svilupparli, anche nell’ambito di commissioni pubbliche – ridisegnano gli spazi condivisi dell’Istituto Svizzero di Roma facendoli dialogare con una selezione di opere d’arte contemporanea della BSI Art Collection, attraverso un sistema di librerie che accolgono le opere medesime e parte della Biblioteca dell’Istituto.
Non un semplice allestimento decorativo, bensì un esercizio di riconfigurazione e trasformazione della funzione di un luogo e dell’opera d’arte, dove le opere si trovano a dialogare con gli ambienti a partire dal loro vivere quotidiano.
L’allestimento propone infatti soluzioni estetiche e funzionali che anticipano l’inizio dei lavori nel 2016 a partire da alcune riflessioni centrali: com’è possibile e cosa comporta intervenire in un edificio storico, con un linguaggio contemporaneo? Come s’inserisce l’arte contemporanea in questo contesto? Il rapporto tra linguaggi visivi e spaziali – arte, design, architettura, materiali di costruzione, decorazione – tra tracce del passato e segni del presente, ha prodotto domande e soluzioni che sono cambiate con il mutare dell’idea del mondo, dell’organizzazione sociale e del gusto.
Allestire delle opere d’arte contemporanea in un edificio del primo Novecento, come Villa Maraini, vuol dire così aggiungere un’unità di misura, determinare differenze che dimostrano la natura mutevole e negoziabile dello spazio architettonico. Vuol dire ancora attivare il potenziale dell’arte e di una collezione, capace di indicare la via di trasformazione della villa non solo negli intenti ma nell’atmosfera, nelle energie, nel dialogo quotidiano che un’opera d’arte è sempre capace di produrre. Per questa ragione le opere dalla BSI Art Collection, nata nel 2000 con l’intento di connettere l’istituto finanziario all’universo dell’arte contemporanea, sono state scelte sia in base agli spazi dell’Istituto Svizzero, ma anche per rappresentare le due anime della collezione, in una comunicazione ininterrotta tra passato e presente, che riflette contestualmente gli intenti del nuovo allestimento di Villa Maraini. Da un lato sono presenti gli artisti storicamente associati a BSI come Armleder, Barry, Buren, Halley – che hanno lavorato site specific per alcune sedi della banca – o ancora Melotti, Paolini, Merz, Cragg, Boetti, Chamberlain, Carroll; dall’altra sono stati selezionati artisti giovani di fama internazionale come Vo, Kuri e Epaminonda, e artisti della cosiddetta post web generation come Price e Domanovic.
L’impegno che BSI porta avanti da anni nel mondo dell’arte rappresenta oggi un elemento cardine per la banca e un’opportunità unica per condividere questa passione con i propri clienti e con le comunità nelle quali essa opera. Va in questa direzione il sostegno a istituzioni culturali di primo piano come la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e l’Istituto Svizzero di Roma, di cui BSI è partner da circa dieci anni con una collaborazione di lungo periodo. Ne è un esempio proprio Allegro Giusto, espressione da un lato dello spirito collezionistico che contraddistingue BSI e dall’altro della volontà di collaborare generando sinergie culturali al fianco dell’Istituto Svizzero e a beneficio del territorio.
Allegro giusto riprende il titolo del progetto di ristrutturazione di Villa Maraini: grazie ad una filigranata ornamentazione superficiale in parte costituita da maioliche invetriate, l’involucro esterno della villa rifletterà i colori della luce e conferisce all’insieme dell’edificio un alone di splendore e magia. Un Allegro Giusto, appunto.
«Allegro Giusto è il titolo del progetto con cui abbiamo vinto il concorso per la ristrutturazione di Villa Maraini. Esso rispecchia il desiderio della direzione dell’Istituto Svizzero di Roma di aprire al pubblico la magnifica villa più che centenaria e di riempire di vita tutti i suoi piani grazie all’attività degli artisti e studiosi che vi soggiornano per i loro progetti annuali», affermano gli architetti Bosshard Vaquer. Quest’esposizione, con opere scelte della collezione BSI e con i libri dell’istituto, offre la gradita opportunità di sperimentare la nuova idea di abitabilità che si svilupperà in alcuni punti nevralgici dell’edificio. Gli scaffali industriali, utilizzati come impalcature, preludono altresì agli interventi architettonici futuri, costituiscono la cornice per le opere d’arte e i libri, e acquistano valore dall’utilizzo quotidiano di ospiti e visitatori.
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