Condizione Assange - Quaranta ritratti di Miltos Manetas

Miltos Manetas, 20 days in prison, April 30 2019, 24x39 cm.

 

Dal 11 Maggio 2020 al 31 Maggio 2020

Roma

Luogo: Palazzo delle Esposizioni

Indirizzo: via Nazionale 194

Enti promotori:

  • Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale
  • Azienda Speciale Palaexpo

Sito ufficiale: http://www.palazzoesposizioni.it



La mostra che, a partire dall’11 maggio 2020, sarà ospitata nella Sala Fontana di Palazzo
delle Esposizioni, è costituita da una serie di circa quaranta ritratti di Julian Assange eseguiti
da Miltos Manetas tra febbraio e aprile di quest’anno e vuole rappresentare, fra le molte
cose dette e fatte in questi ultimi due mesi in tutto il mondo, un particolare, forse
paradossale, contributo di riflessione sulla condizione della reclusione, dell’isolamento,
dell’impossibilità dell’incontro.
Inaugurando la settimana precedente alla prevista riapertura dei musei italiani, la mostra
non si potrà visitare, e manterrà questa condizione anche quando le sale espositive
dovessero riaprire le porte al pubblico.
L’unica modalità per conoscerla ed esplorarla rimarranno la sua comunicazione e la sua
documentazione attraverso i canali social e digitali di Palazzo delle Esposizioni e il profilo
https://instagram.com/condizioneassange creato dall’artista per essere riempito di contenuti
a partire dal momento dell’inaugurazione, l'11 maggio alle ore 18.

“Condizione Assange” vuole essere soprattutto un’operazione che coglie, nella coincidenza
fra la lunga storia di reclusione e isolamento – prima da rifugiato nell’ambasciata
dell’Ecuador a Londra, poi, dopo il “sequestro”, nelle prigioni inglesi – di sovraesposizione
mediatica e, allo stesso tempo, di riduzione al silenzio di Julian Assange, molte analogie
con la condizione vissuta da miliardi di abitanti del pianeta, in queste settimane.
Non si tratta quindi solo della denuncia di un’ingiustizia, o di un tentativo di richiamare
l’attenzione pubblica sulla vicenda di una persona che si è consapevolmente e
ripetutamente assunta la responsabilità di rendere pubbliche informazioni segrete e che ora
rischia, con l’estradizione negli Stati Uniti, la pena di morte. E neanche di una mostra di
quadri di un artista che decide di dedicare la sua pratica a ritrarre un volto “difficile” (sia per
la complessità del personaggio sia, come dice lo stesso Manetas, per le sue caratteristiche
espressive).

Palazzo delle Esposizioni – che pochi mesi fa ha ospitato la mostra “Tecniche di evasione”,
sulle strategie di derisione ed evitamento della censura nell’Ungheria degli anni ‘60 e ‘70 –
ha accettato con grande interesse la proposta di Manetas e ha deciso di declinarla insieme
a lui secondo una modalità del tutto inusuale per una mostra.
Proprio negli stessi giorni in cui speriamo di poter riaprire al pubblico le grandi esposizioni
di Jim Dine e Gabriele Basilico, interrotte improvvisamente dall’emergenza, vogliamo
dedicare una porzione del nostro spazio a ospitare una mostra che, in ogni caso, non si
potrà visitare. Lo facciamo perché non vogliamo nascondere il senso di inquietudine e di
incertezza che – proprio nell’abbagliante esperienza di una comunicazione che ha invaso
ogni fibra e ogni istante della nostra esperienza con tabelle, curve di crescita, spiegazioni
epidemiologiche, allarmi e previsioni – questo tempo, come una inaccessibile zona oscura,
lascia in tutti noi.

Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Valentina Bonomo, Roma

La mostra è parte di #laculturaincasa, il programma con cui Roma Capitale della cultura
aderisce alla campagna #iorestoacasa.

23 febbraio 2020. Yanis Varoufakis e diversi compagni del Diem25 sono a Londra. Insieme
con Brian Eno, Roger Waters, Vivienne Westwood, Zižek e altri stanno cercando di attirare
l'attenzione dei media sul caso Assange: non è facile, a pochi interessa in quel momento,
la condizione di un uomo "chiuso dentro" da ormai 8 anni. Però, di lì a pochi giorni, la
condizione di Assange diventerà una condizione simile a quella di tutti noi, una cosa che
non si poteva immaginare…
Io mi sento fortunato qui in Colombia, a poter andare e venire dal mio studio al Páramo ogni
volta che ne ho voglia, ma sento che qualcosa devo fare anche io per Assange. Mi viene in
mente Diogene che, nel mezzo di una guerra, si è messo a rotolare il suo barile per le strade,
cercando di contribuire alla causa comune della pace. Mi metto allora a dipingere un ritratto
di Assange. Non ho molto talento a dipingere visi e Assange ha una fisionomia piuttosto
difficile, il quadro comunque non è brutto. Poi mi domando: che faccio con questa pittura?
Mandarla alla mia galleria in conto vendita non mi sembra “politically correct”. La metto
allora su Instagram per vedere se qualcuno la vuole ricevere gratis... Immediatamente, ci
sono molte richieste! La regalo alla prima persona che l'ha chiesta e ne faccio subito una
seconda. Stessa storia: scopro che molta gente vuole avere un ritratto di Julian Assange.
Cerco su Internet: è stato sequestrato l'11 aprile 2019 ma la sua saga era cominciata otto
anni prima, quando si era auto-confinato nell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, per
precauzione, più meno come noi ora. Nel suo caso, cercava di sfuggire della vendetta del
governo degli Stati Uniti. Ma la lunga quarantena non è stata sufficiente a salvarlo da quel
“virus”. Ora si trova in pericolo di morte e la legge internazionale - che lo potrebbe salvare -
è impotente: la sua detenzione risulta infatti illegale come anche il suo arresto e come la
eventuale estradizione verso gli Stati Uniti (dove rischia la pena di morte).
Forse mi sono buttato in questo progetto “per aiutare Assange”, ma ora, con l’epidemia in
corso, i termini della questione sono cambiati. Fatto sta che ho deciso di dipingere un ritratto
per ogni giorno che lui passa in prigione. E, naturalmente, regalare tutto ad altre persone. -
Miltos Manetas
[estratto dalla conversazione con Cesare Pietroiusti realizzata in occasione della mostra]

Miltos Manetas (Atene, 1964) è un pittore, artista concettuale e teorico il cui lavoro esplora
la rappresentazione e l'estetica della società dell'informazione. La sua ricerca si colloca,
secondo lo stesso Nicolas Bourriaud, nel campo dell’Arte Relazionale e della
Postproduzione. Manetas è il fondatore del movimento artistico NEEN - il primo movimento
artistico del 21 secolo - un pioniere di MACHINIMA e un istigatore di Postinternet.
Tra le sue mostre istituzionali più recenti, nel 2018 il MAXXI di Roma ha ospitato la sua
personale "Le Pitture Internet", mentre è del 2009 il suo primo Padiglione Internet alla
Biennale di Venezia.

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