Hokusai

Katsushika Hokusai (1760-1849), Due donne con un fagiano in gabbia, 1821, Serie: “Giochi con conchiglie e poesie del periodo Genroku”, Stampa xilografica a colori su carta, 20x17,6 cm, Museo Nazionale di Cracovia

 

Dal 27 March 2026 al 29 June 2026

Roma

Luogo: Palazzo Bonaparte

Indirizzo: Piazza Venezia 5

Orari: Lun - Gio 9.00 - 19.30 | Ven - Dom 9.00 - 21.00

Enti promotori:

  • Arthemisia

Costo del biglietto: € 20,50 (open)

Telefono per informazioni: + 39 06 87 15 111

E-Mail info: info@arthemisia.it

Sito ufficiale: http://www.mostrepalazzobonaparte.it


Apre a Roma, a Palazzo Bonaparte, la straordinaria mostra dedicata al più grande artista giapponese di ogni tempo: Katsushika Hokusai (1760-1849). Dopo aver celebrato i maestri dell’arte occidentale quali Van Gogh e Munch, Arthemisia, in occasione dei 160 anni delle relazioni tra Italia e Giappone, propone per la prima volta a Palazzo Bonaparte un’irripetibile mostra dedicata all’arte orientale e all’artista che ha creato immagini leggendarie quali La Grande Onda di Kanagawa, le Trentasei vedute del monte Fuji e i Manga, influenzando per sempre l’arte moderna e la cultura contemporanea. Con oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia ed esposte per la prima volta al mondo in una mostra monografica in Italia, l’esposizione ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, dalle opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie, in un percorso ricchissimo ed estremamente suggestivo.
br> A partire dal 27 marzo 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospiterà una mostra di eccezionale rilievo, la più grande esposizione mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai, il più celebre artista giapponese e una delle figure più potenti e influenti della cultura visiva universale. Hokusai è il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo, l’epoca in cui fiorisce la cultura del Mondo fluttuante, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale.
br> Il percorso espositivo mette in luce la straordinaria capacità dell’artista di attraversare generi, tecniche e registri iconografici diversi, restituendo una visione ampia e articolata della sua produzione. Accanto alle celebri vedute del Monte Fuji e alle immagini più iconiche, emergono opere meno note che testimoniano la continua tensione sperimentale di Hokusai, la sua attenzione al dettaglio e alla trasformazione della realtà in immagine. Il rapporto tra immagine e testo raggiunge una forma particolarmente compiuta, in cui poesie, iscrizioni e riferimenti letterari non accompagnano semplicemente la scena ma ne fanno parte, modulandone il ritmo e ampliandone il significato. Il processo di stampa implica l’impiego di numerose matrici xilografiche, spesso da una dozzina fino a diverse decine, ciascuna destinata a un passaggio cromatico o a uno specifico effetto superficiale, dando origine a una pratica artistica fondata sulla precisione e sulla misura, concepita per uno sguardo capace di cogliere nel minimo la qualità più alta delle opere.
br> Un’intera sezione è dedicata agli Hokusai Manga, termine con cui l’artista indica disegni che fluiscono liberamente dal pennello. Non si tratta di fumetti nel senso moderno ma di una vasta raccolta di schizzi, studi, figure, animali, paesaggi, mestieri e invenzioni grafiche. Il primo volume esce nel 1814 e gli altri seguono nel corso dei decenni, fino a comporre una serie amplissima che supera i quattromila disegni e accompagna quasi per intero il percorso dell’artista. Questi fogli non insegnano semplicemente a copiare ma invitano a guardare il mondo con attenzione, a coglierne l’essenza e a trasformarla in immagine attraverso il proprio sguardo. La loro fortuna nasce anche da questa apertura, che li rende accessibili a pubblici diversi e ancora oggi sorprendentemente attuali.
br> Un altro nucleo importante riguarda i racconti di fantasmi e apparizioni, il kaidan, che nella tradizione giapponese non appartiene a una dimensione marginale ma rappresenta uno spazio in cui prendono forma paure profonde, colpe e memorie irrisolte. In queste immagini Hokusai non cerca l’effetto spettacolare ma una tensione più sottile, costruita attraverso allusioni, metamorfosi e il contrasto tra la precisione del segno e l’instabilità di ciò che appare. Il fantasma non irrompe solo per spaventare ma porta con sé una storia, una colpa, una memoria che ritorna, collocandosi in una soglia incerta tra visibile e invisibile.
br> Accanto alla produzione destinata al mercato editoriale si sviluppa anche il surimono, una tipologia di stampa più esclusiva e raffinata, destinata a circolare in ambiti ristretti e colti, come circoli poetici e letterari. Non nasce per la vendita ma per occasioni specifiche, celebrazioni e scambi augurali, e si distingue per la qualità dei materiali e la complessità tecnica. In queste opere il registro colto, l’osservazione del quotidiano e il riferimento letterario convivono senza gerarchie rigide, dando forma a immagini di grande eleganza e libertà inventiva.
br> Il percorso si amplia inoltre al contesto della cultura visiva giapponese, includendo ceramiche e bronzi che testimoniano una concezione dell’arte in cui eccellenza tecnica e vita materiale non sono separate. Anche quando appartengono alla sfera dell’uso quotidiano, questi oggetti conservano una presenza pienamente estetica, fondata sulla qualità del dettaglio, sulla continuità del contorno e sull’equilibrio tra ornamento e struttura. In questo senso non costituiscono un episodio marginale ma condividono con l’opera di Hokusai la stessa attenzione alla forma, alla superficie e alla precisione dello sguardo che trasforma la materia in stile.
br> La mostra restituisce così non solo il profilo di un artista straordinario ma anche la complessità di una cultura visiva capace di attraversare i secoli e di influenzare profondamente l’arte occidentale, dagli impressionisti fino alla contemporaneità, offrendo uno sguardo che continua a interrogare il rapporto tra osservazione, immaginazione e rappresentazione del mondo.

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