Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921

Scena Illustrata, fascicolo doppio, Firenze, 1-15 settembre 1921, Copertina di Carlo Casaltoli | Courtesy Accademia Nazionale dei Lincei

 

Dal 16 Giugno 2021 al 13 Gennaio 2022

Roma

Luogo: Villa Farnesina

Indirizzo: Via della Lungara 230

Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 14; ultimo ingresso ore 13.40 e la seconda domenica del mese dalle ore 9 alle ore 17; ultimo ingresso ore 16.40

Curatori: Roberto Antonelli, Virginia Lapenta, Guicciardo Sassoli de’Bianchi Strozzi

Costo del biglietto: Museo + mostra: € 10 da 18 a 65 anni, € 9 over 65, insegnanti, ICOM, SOCI FAI e TCI, € 7 da 10 a 18 anni e studenti, € 5 ogni studente facente parte di un gruppo scuola (max 30 studenti) con insegnante accompagnatore (per l’insegnante ingresso gratuito), gratuito fino a 10 anni accompagnati dai genitori, disabili con accompagnatore, giornalisti, guide turistiche

Telefono per informazioni: +39 06 68027268

E-Mail info: farnesina@lincei.it

Sito ufficiale: http://www.villafarnesina.it


La mostra Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921 propone una rassegna sul gusto e l’estetica che hanno presieduto nel primo dopoguerra alle celebrazioni dei centenari di Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921). Erano anni in cui il Paese, uscito dalla Grande Guerra, aveva necessità di ricostruire una propria identità nazionale appellandosi anche a un glorioso passato non solo di bellezza, ma di ingegno ed etica e che fosse in grado però di guardare al futuro con spirito di innovazione e cambiamento. Le celebrazioni erano, quindi, non tanto e non solo l’occasione, come ai giorni nostri, per approfondire studi e ricerche ma fonti di ispirazione per gli artisti delle avanguardie e non, e coinvolsero ogni ambito del fare umano arrivando a tutta la popolazione attraverso cartoline, oggetti, mobili, architettura, copertine di riviste e giornali e aprendo la strada a nuovi stili e tendenze che inglobavano e riutilizzavano la lezione dei grandi del passato che si stavano celebrando.

L’esposizione intende presentare la cornice storica delle celebrazioni del “Trittico dell’Ingegno Italiano”, iniziate nel 2019 con la mostra Leonardo a Roma: influenze ed eredità. Le celebrazioni continueranno con tre mostre dedicate a Dante: La Biblioteca di Dante (7 ottobre 2021-16 gennaio 2022), La ricezione della Commedia dai manoscritti ai media (25 marzo 2022-25 giugno 2022), e Con gli occhi di Dante. L’Italia artistica nell’età della Commedia (25 marzo 2022 - 25 giugno 2022) allestite nella Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana e nella Palazzina dell'Auditorio nel comprensorio di Villa Farnesina.

La mostra dedicata ai centenari 1919-1920-1921, allestita al primo piano della Villa Farnesina, è suddivisa in tre sezioni nelle quali sono esposte, accanto a riviste, oggetti e libri d’epoca, opere dei protagonisti dell’arte del Novecento (provenienti da collezioni private) come Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Mario Sironi, Anselmo Bucci, Achille Funi, Adolfo Wildt, Alberto Martini, Gerardo Dottori, Plinio Nomellini, Cesare Monti, Ottone Rosai, Lucio Fontana oltre alla serie di cartoline disegnate da Ezio Anichini in vista del centenario dantesco del 1921.

Le sezioni della Mostra
La mostra si apre con i bozzetti dei quattro episodi della storia-omaggio a Raffaello “Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù” della Panini Comics (Bruno Enna - sceneggiatore della storia e Alessandro Perina - disegnatore) in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei per narrare la storia degli affreschi raffaelleschi, commissionati all’Urbinate dal banchiere senese Agostino Chigi, proprietario della Villa, denominata Villa Paperina. L’esposizione è stata ideata per il centenario di Raffaello del 2020 nell’ambito della mostra dedicata a Raffaello dal titolo Raffaello in Villa Farnesina: Galatea e Psiche, a cui seguirà la mostra Raffaello e l’antico nella Villa di Agostino Chigi, posticipata al 2023 (30 marzo 2023-3 luglio 2023) a causa della pandemia. Una serie di didascalie poste accanto alle tavole danno ragione di tutti gli elementi e le persone che vengono omaggiati nei quattro episodi.

La prima sezione è dedicata al quarto centenario della morte di Leonardo: si inseriva in un periodo che da una parte vedeva appena conclusa la Prima guerra mondiale, dall’altra il fiorire delle avanguardie. La guerra era arrivata nelle case di tutti per le innumerevoli notizie di morte anche attraverso i giornali. Allo stesso tempo aleggiava la fiducia nella tecnologia e nelle scoperte e la voglia di cambiamento. Leonardo, dunque, con le sue innumerevoli invenzioni, i suoi studi sul corpo umano era l’ispirazione perfetta per l’industria e per l’arte. Non mancavano perciò nelle pubblicazioni del centenario i richiami alle grandi ‘invenzioni’ delle quali il genio vinciano era ritenuto precursore, come gli aerei, che nel corso degli anni Venti divengono il soggetto di una tematica pittorica specifica del Futurismo, con l’Aeropittura. Un posto particolare lo occuparono i disegni dei monumenti equestri di Leonardo, ripresi dagli artisti per illustrare le scene della Grande Guerra. Per gli studi anatomici, affrontati da innumerevoli artisti nel corso dei secoli, si espone in questa sezione anche un’opera di Anselmo Bucci, pittore poliedrico che proprio nel primo dopoguerra, in concomitanza del centenario di Leonardo, volle accostarsi alla corporeità degli studi vinciani.

La seconda sezione, quella dedicata a Raffaello, accosta, tra l’altro, alla lettura popolare del Sanzio, come le cartoline Liebig e gli articoli sui suoi amori, o l’uso delle sue creazioni per pubblicità di sigarette o di prodotti per l’infanzia, una serie di opere di artisti che fino a pochi anni prima volevano sconvolgere ogni canone classico nell’arte, ma che iniziavano a riprendere l’arte rinascimentale: Raffaello divenne fonte di suggestioni per gli artisti che cercavano nel Classico la fonte figurativa e culturale dalla quale rifondare la propria estetica a cavallo della Grande Guerra. De Chirico, Severini, i futuri novecentisti Achille Funi e Mario Sironi, fra gli altri, ripresero a studiare Raffaello, chi prima, chi in concomitanza del 1920, anno in cui l’Urbinate era divenuto di moda per le celebrazioni a lui dedicate. Nello stesso anno, in particolare, l’iconologia della Vergine col Bambino divenne drammaticamente attuale in tutta Europa per le famiglie che avevano da poco perso al fronte i mariti, che lasciavano moglie e bambini, divenute figure da proteggere e sulle quali ricostruire il futuro. I risultati di questa ripresa “da Raffaello” si manifestano anche a livello massmediatico sulle copertine di riviste, di giornali e cartoline che delinearono il nuovo gusto dell’epoca, con riprese anche dagli affreschi di Villa Farnesina.

La terza sezione, dedicata ai 600 anni dalla morte di Dante, illustra attraverso copertine di libri e di riviste, ma anche opere e disegni di artisti contemporanei quali Adolfo Wildt o Carlo Carrà, come il Poeta venne celebrato quale supremo emblema dell’identità italiana e come vate della grandezza nazionale. Si voleva festeggiare nel nome di Dante l’Italia uscita vittoriosa dalla guerra e le cerimonie si svolsero in un clima fortemente nazionalistico, cui si sottrasse però Benedetto Croce, Ministro della Pubblica Istruzione, autore dell'opera più importante uscita nel centenario. L'occasione fu utilizzata strumentalmente anche dal movimento fascista, con molteplici ricadute anche sul piano editoriale. Dal punto di vista artistico il centenario dantesco si svolse nel clima estetico in pieno subbuglio del primo dopoguerra: coesistevano infatti le ultime memorie dell’esperienza Liberty, che aveva dominato buona parte del gusto in Italia e in Europa dalla fine dell’800 alla Grande Guerra, le ricerche dell'avanguardia e quelle espressioniste e primitiviste e di recupero dell’antico, anche di stampo trecentesco. La serie di cartoline esposte, disegnate da Ezio Anichini e Virgilio Faini in vista del centenario dantesco, sono fra gli esempi di quanto il messaggio estetico legato alle celebrazioni potesse raggiungere ogni casa. La prima edizione (1921) di La poesia di Dante di Benedetto Croce ricorda il carattere radicalmente innovativo ed eversivo dello studio crociano, che divenne il polo di riferimento fondamentale per tutta la critica dantesca successiva, fino ai giorni nostri.

Una sezione a parte, nella Sala Massari, è dedicata al recupero dei modelli antichi romani e rinascimentali ripresi nell’architettura moderna degli anni Venti, così come nei progetti delle “Periferie urbane” di Mario Sironi: un'atmosfera culturale ben visibile anche nei centenari di Dante e Raffaello presentati nella mostra e nel restauro di Villa Farnesina operato dall' ing. Giovanni Massari, presentato nella penultima sala (Villa Farnesina 1927-1944. Mostra del Restauro del 1940). Sono esposti anche i disegni per le riviste, progettate da Fortunato Depero, Gino Severini e Marcello Nizzoli, autentici proto-designer che preannunciano nella grafica i messaggi pubblicitari e il “modo italiano” o “made in Italy” che verrà sviluppato negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecen

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