Marco Rèa. Viaggio sulla luna
Marco Reà, Passeggero T7, acrilico, pastello e grafite su tela, cm. 80x70
Dal 12 Ottobre 2024 al 9 Novembre 2024
Luogo: Rosso20sette arte contemporanea
Indirizzo: Via del Sudario 39
Orari: dal martedì al sabato 11-19
Telefono per informazioni: +39 06 64761113
E-Mail info: info@rosso27.com
Sito ufficiale: http://www.rosso27.com
Sabato 12 ottobre 2024 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale Viaggio sulla luna di Marco Rèa, accompagnata dai testi di Ivana Salis e Marco Rèa.
In mostra ventuno opere su carta e, per la prima volta, opere su tela corredate da un catalogo con un multiplo su carta di soli 50 esemplari firmati e numerati.
In questa nuova esposizione «l’artista, attento osservatore, antropologo, inventa un nuovo vocabolario di segni per definire tipologie umane a metà tra cercatori di futuro e disillusi, ritrattista per imbibizione da manifesti pubblicitari patinati e filtrati, estrapola anima e psiche, individuale e collettiva», scrive Ivana Salis. «I suoi personaggi, passeggeri come li ha definiti, si trasportano su piani immaginati di cambiamenti presenti e futuri, di speranze e di attese, di rivendicazioni, di ricerche d’identità. Il concetto del viaggio permea l’estetica contemporanea, dalla fotografia all’immagine digitale; propone scenari perfetti, inesistenti e appaganti. Nelle linee costruite con sinuosa consequenzialità del segno, su tela e su carta, il nero delinea con il suo spessore, ora espanso ora assottigliato, il volume dei volti che compongono l’humanitas di Rèa, un grande volgo raccolto a rappresentare la storia dei popoli e delle contaminazioni. [..] I viaggiatori di Marco Rèa, prima dello sbarco sulla Luna li potremmo trovare sui muri delle nostre città o dei nostri piccoli borghi, a guardarci con attesa. Una caratteristica questa dell’artista, che porta le sue opere a essere sempre in serrata dialettica tra lo spazio sistemico dell’arte e la libera espressione del contesto urbano, comunitario e pubblico. Una narrazione di relazioni, memorie e futuri possibili tra abitanti occasionali della Terra.»
E l’artista: «Marco Rèa ci fornisce volutamente pochi elementi, lasciando all'osservatore il piacere di immaginare e creare un possibile racconto. Dal titolo della mostra sappiamo che si tratta di un viaggio sulla Luna e sappiamo che quello che ci presenta potrebbe essere un equipaggio, ma qual è il motivo del viaggio? E chi sono i protagonisti? Da dove vengono, che età hanno e qual è il loro sesso? Non lo sappiamo, o meglio siamo noi a deciderlo. L'osservatore diventa in questa mostra un interprete, ed ogni suo punto di vista è valido tanto quello dell'artista. Buon viaggio.»
Marco Réa, artista romano, nasce nel novembre del ’75. Ha condotto studi artistici dapprima al liceo, poi studiando fumetto ed infine laureandosi in storia dell’arte contemporanea. Per anni è a stretto contatto con la scena del writing romano e dei graffiti. Ha esposto in numerose gallerie in Europa, Stati Uniti, Giappone e collaborato con personalità di fama mondiale come Nick Knight, Kate Moss, Cloe Sevigny ecc.. Dal 2005 al 2019 ha portato avanti la sua ricerca artistica definita dall'artista "De Brand" (intervento pittorico sopra manifesti pubblicitari), mentre dal 2020 ha sviluppato un percorso legato alla street art e agli stencil denominato "Grovigli" o line art. Protagonista indiscussa della sua ricerca rimane la donna e i suoi lati più intimi, emozionali e psicologici. Ha eseguito lavori per Disney/Marvel, Fendi, Mondadori Electa, Universal Pictures, Show Studio, Vogue Magazine, Liberty UK, Lampoon Magazine, ecc..
In mostra ventuno opere su carta e, per la prima volta, opere su tela corredate da un catalogo con un multiplo su carta di soli 50 esemplari firmati e numerati.
In questa nuova esposizione «l’artista, attento osservatore, antropologo, inventa un nuovo vocabolario di segni per definire tipologie umane a metà tra cercatori di futuro e disillusi, ritrattista per imbibizione da manifesti pubblicitari patinati e filtrati, estrapola anima e psiche, individuale e collettiva», scrive Ivana Salis. «I suoi personaggi, passeggeri come li ha definiti, si trasportano su piani immaginati di cambiamenti presenti e futuri, di speranze e di attese, di rivendicazioni, di ricerche d’identità. Il concetto del viaggio permea l’estetica contemporanea, dalla fotografia all’immagine digitale; propone scenari perfetti, inesistenti e appaganti. Nelle linee costruite con sinuosa consequenzialità del segno, su tela e su carta, il nero delinea con il suo spessore, ora espanso ora assottigliato, il volume dei volti che compongono l’humanitas di Rèa, un grande volgo raccolto a rappresentare la storia dei popoli e delle contaminazioni. [..] I viaggiatori di Marco Rèa, prima dello sbarco sulla Luna li potremmo trovare sui muri delle nostre città o dei nostri piccoli borghi, a guardarci con attesa. Una caratteristica questa dell’artista, che porta le sue opere a essere sempre in serrata dialettica tra lo spazio sistemico dell’arte e la libera espressione del contesto urbano, comunitario e pubblico. Una narrazione di relazioni, memorie e futuri possibili tra abitanti occasionali della Terra.»
E l’artista: «Marco Rèa ci fornisce volutamente pochi elementi, lasciando all'osservatore il piacere di immaginare e creare un possibile racconto. Dal titolo della mostra sappiamo che si tratta di un viaggio sulla Luna e sappiamo che quello che ci presenta potrebbe essere un equipaggio, ma qual è il motivo del viaggio? E chi sono i protagonisti? Da dove vengono, che età hanno e qual è il loro sesso? Non lo sappiamo, o meglio siamo noi a deciderlo. L'osservatore diventa in questa mostra un interprete, ed ogni suo punto di vista è valido tanto quello dell'artista. Buon viaggio.»
Marco Réa, artista romano, nasce nel novembre del ’75. Ha condotto studi artistici dapprima al liceo, poi studiando fumetto ed infine laureandosi in storia dell’arte contemporanea. Per anni è a stretto contatto con la scena del writing romano e dei graffiti. Ha esposto in numerose gallerie in Europa, Stati Uniti, Giappone e collaborato con personalità di fama mondiale come Nick Knight, Kate Moss, Cloe Sevigny ecc.. Dal 2005 al 2019 ha portato avanti la sua ricerca artistica definita dall'artista "De Brand" (intervento pittorico sopra manifesti pubblicitari), mentre dal 2020 ha sviluppato un percorso legato alla street art e agli stencil denominato "Grovigli" o line art. Protagonista indiscussa della sua ricerca rimane la donna e i suoi lati più intimi, emozionali e psicologici. Ha eseguito lavori per Disney/Marvel, Fendi, Mondadori Electa, Universal Pictures, Show Studio, Vogue Magazine, Liberty UK, Lampoon Magazine, ecc..
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