NATURÆ - il viaggio è accoglienza L’accoglienza è un viaggio
NATURÆ - il viaggio è accoglienza L’accoglienza è un viaggio
Dal 19 Gennaio 2017 al 29 Gennaio 2017
Luogo: Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma
Indirizzo: via dei Portoghesi 6
Orari: da lunedì a domenica dalle ore 15 alle 20
Telefono per informazioni: +39 06 8880771
E-Mail info: appuntamenti@ipsar.org
Sito ufficiale: http://www.ipsar.org
Il Rettore dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma, Mons. Agostinho da Costa Borges, sotto l’alto patrocinio di S. E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede Dott. António de Almeida Ribeiro, ha il piacere di presentare mostra «NATURÆ - il viaggio è accoglienza L’accoglienza è un viaggio» di Paola Falini e Ricciarda Azzini, con le fotografie di Carmelo Daniele e le poesie di Alessandra Iannotta.
L’inaugurazione avrà luogo giovedì 19 gennaio 2017, alle ore 18.00, presso l’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma in Via dei Portoghesi, 6. La mostra rimarrà aperta fino al 29 Gennaio 2017, da lunedì a domenica, dalle ore 15 alle 20.
La natura è tutto quello che sappiamo ed anche quello che esiste, ma che non sappiamo.
In questa mostra si riconosceranno tutti coloro che vogliono aprirsi all’altro ed all’altrove, spinti da quel desiderio tutto umano che è la sete di conoscenza.
Lo spazio che ci ospita a Roma, la città dell’accoglienza è di proprietà del popolo Portoghese, che si è caratterizzato nella vocazione al viaggio ed all’esplorazione di nuovi mondi.
Il Genius loci ha avuto una grande influenza su questa mostra, “Site specific”, che affronta il rapporto tra la natura sempre in divenire e lo spirito dell’uomo che vi cerca un ruolo per se. Nel cartiglio al centro dell’installazione, dove varie essenze erbacee crescono indifferenti all’agire umano, c’è la frase d’esordio di Josè Saramago nel discorso di assegnazione del premio Nobel:
“L’uomo più saggio che io abbia mai conosciuto non era in grado di leggere e di scrivere”, riferendosi a suo nonno.
Tutto ciò che esiste può essere visto come un viaggio, con un suo punto di partenza ed un punto di arrivo: sia che si tratti del percorso intimo che porta l’individuo alla sua maturazione, sia che si tratti del cammino che conduce l’espoloratore verso un luogo sconosciuto. Ci sono viaggi emozionali che ci aprono all’amicizia dell’altro ed itinerari intellettuali, come quelli che tentiamo di fare al di fuori del nostro io, quando accogliamo chi è diverso da noi. Si può viaggiare stando fermi e ci si può fermare per accogliere chi ha tanto viaggiato, si può partire insieme o da soli, cercando in ogni spostamento qualcosa di sconosciuto. Perciò le opere di Paola, di Ricciarda, le fotografie di Carmelo, le poesie di Alessandra si offrono allo spettatore come testimonianze di un viaggio che tutti facciamo quotidianamente verso l’altro e l’altrove. Il percorso di ricerca di Paola Falini è iniziato studiando la natura ed assemblando “Superfici” materiche che tenevano assieme stucco, colore e cortecce d’albero, poi è proseguito con le “Corrosioni” in corpo, che hanno raffigurato la contrastata vita interiore di una donna del nostro tempo, per giungere in quest’occasione, allo studio del volto umano che in se riassume tutto il mistero, lo sgomento e la curiosità che proviamo verso il nuovo che ci attende.
Ricciarda Azzini in quest’evento, espone la sua personale ricerca sull’utilizzo dei simboli, riferimenti astrali per i viaggiatori di ogni genere, che raffigurano quell’immutabile ordine nel cosmo, che ci tenta e ci rassicura al tempo stesso.
Carmelo Daniele, per questa mostra, ha fotografato volti e situazioni, casuali e scomposte, non per quello che sognano di essere, ma per come sono: il divano macchiato di caffè, il figlio che non è il primo della classe.
Alessandra Iannotta, infine declamando i suoi particolarissimi versi, testimonia un percorso fatto di emozioni femminili: sia fragili che fortissime, tutte comprese all’interno dell’infallibile magistero della natura.
Pittori, poeti, fotografi, con le loro differenti discipline, hanno rappresentato aspettative differenti ed i diversi esiti del viaggio, perché come diceva Marcel Proust “ Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.
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