Rodrigo Torres. Água mole em pedra dura
Rodrigo Torres. Água mole em pedra dura, rhinoceros gallery, Roma
Dal 9 Giugno 2026 al 13 Agosto 2026
Luogo: rhinoceros gallery
Indirizzo: Via del Velabro 9A
Orari: tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00
Telefono per informazioni: +39 06 6797434
E-Mail info: gallery@rhinocerosroma.com
Sito ufficiale: http://www.rhinocerosroma.com/galleria
rhinoceros gallery prosegue la sua collaborazione con la galleria brasiliana A Gentil Carioca con un secondo progetto: la prima personale in Italia dell'artista Rodrigo Torres, dal titolo Água mole em pedra dura (Acqua dolce su pietra dura). Il progetto nasce da una residenza artistica di due mesi divisa tra c.r.e.t.a, centro di riferimento per le arti ceramiche a Roma, dove le opere hanno preso forma, e rhinoceros, dove le sculture e i lavori su carta sono stati completati.
Dal 9 giugno al 13 agosto 2026, Torres presenta un nuovo ciclo di opere nato dall'incontro con il panorama culturale romano, tra cui sculture ceramiche e una fontana, oltre a una nuova serie di disegni e dipinti su carta, da sempre presenti nella sua ricerca, ma mai mostrati al pubblico.
Nato e cresciuto a Tijuca, quartiere di Rio de Janeiro contraddistinto da una foresta e dalla convivenza tra urbanizzazione e natura, Torres ha sviluppato una ricerca in cui le tensioni tra crescita, erosione, immutabilità e dissoluzione diventano materia stessa del lavoro.
Le sculture esplorano la trasformazione della materia e il ritorno alla terra: i minerali estratti dal suolo, plasmati in forme monumentali, si frammentano e tornano alla propria essenza sotto l'azione combinata delle forze naturali e dell'intervento umano. Un ciclo che Torres porta con sé dalla foresta pluviale della Tijuca, dove gli alberi secolari cadono, intere porzioni di montagna si sgretolano sotto l'azione del vento e dell'acqua, i funghi si diffondono sui tronchi abbattuti e i semi proliferano: «ciò che la terra dà, la terra riprende».
A Roma, Torres ha incontrato una condizione opposta. Qui il tempo sembra sospeso, trattenuto da uno sforzo costante di resistenza al deterioramento. Le crepe vengono riparate, le superfici consolidate, le strutture rinforzate per ritardarne il cedimento. Le sculture di Torres vivono di questa tensione, mettendo in discussione la solidità delle proprie strutture e lasciando intuire una latente possibilità di crollo. Accanto alle sculture, i dipinti a trompe-l'œil che simulano i collage traducono il suo linguaggio scultoreo in due dimensioni, scomponendo le forme materiali in strati e frammenti sovrapposti.
La mostra segna anche una svolta nell’approccio pittorico dell'artista. Anziché ricorrere alla consueta tecnica della smaltatura ceramica, in cui i pigmenti vengono fissati attraverso la cottura, Torres lavora su superfici che rimandano ai trompe-l'œil su marmo e agli affreschi disseminati per la città. Il colore, steso direttamente sulle opere ceramiche senza una nuova cottura, conserva una leggerezza espressiva più tenue e precaria.
In questo nuovo dialogo tra Roma e Rio de Janeiro, la mostra costruisce una stretta relazione con il proprio contesto, intrecciando pratiche e geografie diverse in una riflessione sulla materia, il tempo e la trasformazione.
Rodrigo Torres vive e lavora a Rio de Janeiro. Si è laureato in Pittura presso la Escola de Belas Artes della UFRJ (2003), ha studiato fotografia all’Ateliê da Imagem e ha partecipato al Programa de Aprofundamento presso la Escola de Artes Visuais do Parque Lage (EAV). Ha lavorato come assistente dell’artista Luiz Zerbini, sempre a Rio de Janeiro, dove ha consolidato la propria ricerca poetica e ampliato il dialogo con altri linguaggi contemporanei.
Nel suo lavoro, ceramica, carta, legno e metallo non sono semplici materiali, ma costituiscono il mare di idee in cui naviga l’artista. Come afferma: «In questo mare getto la mia rete e trovo storie, culture, saperi, tecnologie e molto altro. Nella mia barca taglio, incollo, impasto, brucio e utilizzo qualsiasi strumento necessario per trasformare questa raccolta in un’offerta, come un lago che riflette il cielo e trasforma gli uccelli in macchie liquide».
Camuffamento e mimetismo, concettualmente presenti nel suo lavoro, non definiscono solo la sua estetica, ma attivano anche lo sguardo dello spettatore, mettendo in discussione i confini tra ciò che è originale e ciò che è trasformato.
Nel 2026 partecipa a una residenza presso c.r.e.t.a a Roma, che culmina nella mostra Água mole em pedra dura presso rhinoceros gallery a Roma.
Nel 2024 partecipa alla mostra collettiva Sambaqui presso l’Istituto Inclusartiz di Rio de Janeiro e presenta la personale Alterada presso A Gentil Carioca a San Paolo. Nel 2023 prende parte alla collettiva Comunidade de Ressonância al Veras Cultural Centre di Florianópolis. Nel 2022 presenta le personali Vale da Utopia all’Artium Institute e Livro de Quartzo presso A Gentil Carioca, entrambe a San Paolo.
Nel 2020 partecipa alla mostra A Casa Carioca al Museu de Arte do Rio (MAR), a Rio de Janeiro. Nel 2019 prende parte alla collettiva BRASIL! Focus sull’arte brasiliana contemporanea al Museo Ettore Fico (MEF) di Torino e a A Luta Continua presso The Sylvio Perlstein Collection – Hauser & Wirth, New York.
Nel 2017 partecipa a Songs for my Hands, Biennale Internazionale di Curitiba presso l’Oscar Niemeyer Museum (MON), e al progetto Art of the Treasure Hunt: the Grand Tour in Toscana. Nello stesso anno prende parte anche alle mostre Modos de ver o Brasil: Itaú Cultural 30 anos, presso il Padiglione Lucas Nogueira Garcez (Oca) nel Parco Ibirapuera a San Paolo, e A luz que vela o corpo é a mesma que revela a tela, presso Caixa Cultural a Rio de Janeiro. Nel 2016 inaugura la personale Apreensões presso Casa França-Brasil, Rio de Janeiro, e partecipa alla collettiva Mapas, Cartas, Guias e Portulanos presso Sala de Arte Santander, San Paolo.
Nel 2013 riceve il Premio Itamaraty per l’Arte Contemporanea.
Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui il Museu de Arte do Rio (MAR), Rio de Janeiro; la collezione José Olympio Pereira, Rio de Janeiro; Itaú Cultural de Fotografia, San Paolo; Kadist Art Foundation e Raja Contemporary Collection, entrambe a Parigi.
Dal 9 giugno al 13 agosto 2026, Torres presenta un nuovo ciclo di opere nato dall'incontro con il panorama culturale romano, tra cui sculture ceramiche e una fontana, oltre a una nuova serie di disegni e dipinti su carta, da sempre presenti nella sua ricerca, ma mai mostrati al pubblico.
Nato e cresciuto a Tijuca, quartiere di Rio de Janeiro contraddistinto da una foresta e dalla convivenza tra urbanizzazione e natura, Torres ha sviluppato una ricerca in cui le tensioni tra crescita, erosione, immutabilità e dissoluzione diventano materia stessa del lavoro.
Le sculture esplorano la trasformazione della materia e il ritorno alla terra: i minerali estratti dal suolo, plasmati in forme monumentali, si frammentano e tornano alla propria essenza sotto l'azione combinata delle forze naturali e dell'intervento umano. Un ciclo che Torres porta con sé dalla foresta pluviale della Tijuca, dove gli alberi secolari cadono, intere porzioni di montagna si sgretolano sotto l'azione del vento e dell'acqua, i funghi si diffondono sui tronchi abbattuti e i semi proliferano: «ciò che la terra dà, la terra riprende».
A Roma, Torres ha incontrato una condizione opposta. Qui il tempo sembra sospeso, trattenuto da uno sforzo costante di resistenza al deterioramento. Le crepe vengono riparate, le superfici consolidate, le strutture rinforzate per ritardarne il cedimento. Le sculture di Torres vivono di questa tensione, mettendo in discussione la solidità delle proprie strutture e lasciando intuire una latente possibilità di crollo. Accanto alle sculture, i dipinti a trompe-l'œil che simulano i collage traducono il suo linguaggio scultoreo in due dimensioni, scomponendo le forme materiali in strati e frammenti sovrapposti.
La mostra segna anche una svolta nell’approccio pittorico dell'artista. Anziché ricorrere alla consueta tecnica della smaltatura ceramica, in cui i pigmenti vengono fissati attraverso la cottura, Torres lavora su superfici che rimandano ai trompe-l'œil su marmo e agli affreschi disseminati per la città. Il colore, steso direttamente sulle opere ceramiche senza una nuova cottura, conserva una leggerezza espressiva più tenue e precaria.
In questo nuovo dialogo tra Roma e Rio de Janeiro, la mostra costruisce una stretta relazione con il proprio contesto, intrecciando pratiche e geografie diverse in una riflessione sulla materia, il tempo e la trasformazione.
Rodrigo Torres vive e lavora a Rio de Janeiro. Si è laureato in Pittura presso la Escola de Belas Artes della UFRJ (2003), ha studiato fotografia all’Ateliê da Imagem e ha partecipato al Programa de Aprofundamento presso la Escola de Artes Visuais do Parque Lage (EAV). Ha lavorato come assistente dell’artista Luiz Zerbini, sempre a Rio de Janeiro, dove ha consolidato la propria ricerca poetica e ampliato il dialogo con altri linguaggi contemporanei.
Nel suo lavoro, ceramica, carta, legno e metallo non sono semplici materiali, ma costituiscono il mare di idee in cui naviga l’artista. Come afferma: «In questo mare getto la mia rete e trovo storie, culture, saperi, tecnologie e molto altro. Nella mia barca taglio, incollo, impasto, brucio e utilizzo qualsiasi strumento necessario per trasformare questa raccolta in un’offerta, come un lago che riflette il cielo e trasforma gli uccelli in macchie liquide».
Camuffamento e mimetismo, concettualmente presenti nel suo lavoro, non definiscono solo la sua estetica, ma attivano anche lo sguardo dello spettatore, mettendo in discussione i confini tra ciò che è originale e ciò che è trasformato.
Nel 2026 partecipa a una residenza presso c.r.e.t.a a Roma, che culmina nella mostra Água mole em pedra dura presso rhinoceros gallery a Roma.
Nel 2024 partecipa alla mostra collettiva Sambaqui presso l’Istituto Inclusartiz di Rio de Janeiro e presenta la personale Alterada presso A Gentil Carioca a San Paolo. Nel 2023 prende parte alla collettiva Comunidade de Ressonância al Veras Cultural Centre di Florianópolis. Nel 2022 presenta le personali Vale da Utopia all’Artium Institute e Livro de Quartzo presso A Gentil Carioca, entrambe a San Paolo.
Nel 2020 partecipa alla mostra A Casa Carioca al Museu de Arte do Rio (MAR), a Rio de Janeiro. Nel 2019 prende parte alla collettiva BRASIL! Focus sull’arte brasiliana contemporanea al Museo Ettore Fico (MEF) di Torino e a A Luta Continua presso The Sylvio Perlstein Collection – Hauser & Wirth, New York.
Nel 2017 partecipa a Songs for my Hands, Biennale Internazionale di Curitiba presso l’Oscar Niemeyer Museum (MON), e al progetto Art of the Treasure Hunt: the Grand Tour in Toscana. Nello stesso anno prende parte anche alle mostre Modos de ver o Brasil: Itaú Cultural 30 anos, presso il Padiglione Lucas Nogueira Garcez (Oca) nel Parco Ibirapuera a San Paolo, e A luz que vela o corpo é a mesma que revela a tela, presso Caixa Cultural a Rio de Janeiro. Nel 2016 inaugura la personale Apreensões presso Casa França-Brasil, Rio de Janeiro, e partecipa alla collettiva Mapas, Cartas, Guias e Portulanos presso Sala de Arte Santander, San Paolo.
Nel 2013 riceve il Premio Itamaraty per l’Arte Contemporanea.
Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui il Museu de Arte do Rio (MAR), Rio de Janeiro; la collezione José Olympio Pereira, Rio de Janeiro; Itaú Cultural de Fotografia, San Paolo; Kadist Art Foundation e Raja Contemporary Collection, entrambe a Parigi.
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