Thomas Hirschhorn. The Purple Line

© Thomas Hirschhorn | Thomas Hirschhorn, «Pixel-Collage n°46», 2016 (veduta in studio / studio view) , 345 x 636 cm

 

Dal 22 Ottobre 2021 al 06 Marzo 2022

Roma

Luogo: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Indirizzo: Via Guido Reni 4/a

Orari: da martedì a domenica 11-19

Curatori: Hou Hanru, Luigia Lonardelli

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 9. Gratuito minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; dipendenti MiBACT; accompagnatori e guide turistiche dell’Unione Europea, munite di licenza; 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card myMAXXI; studenti e ricercatori universitari di Arte e Architettura da martedì a venerdì (esclusi festivi); il giorno del tuo compleanno

Sito ufficiale: http://www.maxxi.art


«Il mondo ha bisogno di essere depixelato», Thomas Hirschhorn. Questa è una delle frasi con cui Thomas Hirschhorn descrive i Pixel-Collages, un imponente ciclo di lavori realizzato fra il 2015 e il 2017. Per la prima volta riuniti insieme sono allestiti, seguendo un layout disegnato dall’artista, su un lunghissimo muro viola – The Purple Line – che attraversa la galleria 3.  Un progetto che cerca di mostrare l’invisibile, rinegozia il contesto espositivo e stimola chi guarda a rimanere vigile e cosciente.

La potenza di questa ricerca risiede nel farci riflettere sul controllo delle immagini, sulla loro autenticazione come “fatti”, sulla possibilità di rendere visibili le porzioni di realtà che sono sottratte al nostro sguardo attraverso la pixelatura, una tecnica in cui l’immagine diventa non riconoscibile. Queste opere, nate dal lavoro di ricombinazione di foto pubblicitarie affiancate a immagini di corpi mutilati, spesso creano imbarazzo in chi le guarda, facendoci riflettere su un concetto più volte espresso dall’artista: il dilagare dell’ipersensibilità nel mondo contemporaneo.

Quello che Hirschhorn ricerca è uno stato di sensibilità, dato da uno sguardo che rimane vigile e cosciente di quello che ha intorno, senza negarlo; l’ipersensibilità, invece, porta spesso alla censura ed è paradossalmente legata all’autoprotezione e all’esclusione dell’altro.

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