Tavoli
Tavoli, A.muse, Torino
Dal 21 October 2014 al 31 October 2014
Torino
Luogo: A.muse
Indirizzo: via Romani 4/e
Orari: da martedì a sabato 10.30-13 / 16-19.30
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 012 3456789
E-Mail info: cfrartecontemporanea@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.amuse.gallery
Fra le opere il Block Boxes di Luisa Raffaelli, un mobile-struttura, senza fronte principale, visibile quindi da ogni punto di vista; costruito con scatole di vario tipo e Arte, design, fotografia per rappresentare un comune oggetto d’ arredo che diviene motivo di riflessione sulle possibilità dell’immagine, della forma e dei materiali.
Scelto nella sua valenza di “luogo d’ incontro” , intorno al tavolo si intrecciano gli spunti che arrivano dalle diverse forme creative, insieme ai contenuti più intimi, ai messaggi che sottostanno alle singole interpretazioni degli artisti. parti di mobili recuperati, ha una valenza plurifunzionale, ma anche scultorea. Lo spiazzante, abile gioco della linee del tavolo di Santo Cinalli , sottile ironica e insieme elegante riflessione sul design. Il tavolo in materiale di riciclo di Corina Cohal e Ovidiu Boc; le luci di Simone Cavini ed Emanuele Guerrieri.
Il pallet combusto di Valeria Vaccaro, che guarda al maestro Fabio Viale nella perfetta riproduzione in marmo di oggetti e materiali, aggiungendovi quale sua cifra specifica, l’effetto del fuoco: inteso come forza creatrice, capace di generare trasformazioni e di plasmare la materia. Ci sono le fotografie di Angela Pietribiasi, che si chiede se il tavolo sia luogo conviviale di incontro o piuttosto teatro di guerra, potere o solitudine. Gli acquarelli di Gosia Turzeniecka, che fotografano con la consueta spontaneità dell’artista, tutta la poesia di una scena minima eppure magnifica: in questo caso un tavolino davanti a una casa, in campagna . Ci sono le stelle nel cassetto di Enrico Tealdi, sulla carta che un tempo fu il cielo stellato del presepe: fra ricordo e presente il risveglio alla realtà, l’esilio o la fine della dimensione infinita dei sogni.
C’è la console di Silvia Beccaria e Carlo Nonnis, in ferro, vetro e tessuto retroilluminato in polietilene, liberamente ispirato alle suggestive atmosfere della superficie lunare; o il tavolo illuminato di Chamcò, che usa alluminio, vetro, luci a LED per raccogliere ombre e riflessi dell’anima; e ancora il legno scolpito da Stefano Marcoz; l’opera in ceramica di Luisa Tribolo; il tavolo di Ferdi Giardini costruito con un cartello stradale arrugginito, un foglio in p.v.c. trasparente e gambe in alluminio calandrate: niente riciclo, discorsi sociali o ecologici, ‘piuttosto un un piacere ironico, tattile e ottico di vedere il tempo che trasforma ogni cosa...’
Opere di Silvia Beccaria & Carlo Nonnis, Simone Cavini & Emanuele Guerrieri, Chamcò, Corina Cohal & Ovidiu Boc, Santo Cinalli, Ferdi Giardini, Stefano Marcoz, Angela Pietribiasi, Luisa Raffaelli, Enrico Tealdi, Luisa Tribolo, Gosia Turzeniecka, Valeria Vaccaro.
Scelto nella sua valenza di “luogo d’ incontro” , intorno al tavolo si intrecciano gli spunti che arrivano dalle diverse forme creative, insieme ai contenuti più intimi, ai messaggi che sottostanno alle singole interpretazioni degli artisti. parti di mobili recuperati, ha una valenza plurifunzionale, ma anche scultorea. Lo spiazzante, abile gioco della linee del tavolo di Santo Cinalli , sottile ironica e insieme elegante riflessione sul design. Il tavolo in materiale di riciclo di Corina Cohal e Ovidiu Boc; le luci di Simone Cavini ed Emanuele Guerrieri.
Il pallet combusto di Valeria Vaccaro, che guarda al maestro Fabio Viale nella perfetta riproduzione in marmo di oggetti e materiali, aggiungendovi quale sua cifra specifica, l’effetto del fuoco: inteso come forza creatrice, capace di generare trasformazioni e di plasmare la materia. Ci sono le fotografie di Angela Pietribiasi, che si chiede se il tavolo sia luogo conviviale di incontro o piuttosto teatro di guerra, potere o solitudine. Gli acquarelli di Gosia Turzeniecka, che fotografano con la consueta spontaneità dell’artista, tutta la poesia di una scena minima eppure magnifica: in questo caso un tavolino davanti a una casa, in campagna . Ci sono le stelle nel cassetto di Enrico Tealdi, sulla carta che un tempo fu il cielo stellato del presepe: fra ricordo e presente il risveglio alla realtà, l’esilio o la fine della dimensione infinita dei sogni.
C’è la console di Silvia Beccaria e Carlo Nonnis, in ferro, vetro e tessuto retroilluminato in polietilene, liberamente ispirato alle suggestive atmosfere della superficie lunare; o il tavolo illuminato di Chamcò, che usa alluminio, vetro, luci a LED per raccogliere ombre e riflessi dell’anima; e ancora il legno scolpito da Stefano Marcoz; l’opera in ceramica di Luisa Tribolo; il tavolo di Ferdi Giardini costruito con un cartello stradale arrugginito, un foglio in p.v.c. trasparente e gambe in alluminio calandrate: niente riciclo, discorsi sociali o ecologici, ‘piuttosto un un piacere ironico, tattile e ottico di vedere il tempo che trasforma ogni cosa...’
Opere di Silvia Beccaria & Carlo Nonnis, Simone Cavini & Emanuele Guerrieri, Chamcò, Corina Cohal & Ovidiu Boc, Santo Cinalli, Ferdi Giardini, Stefano Marcoz, Angela Pietribiasi, Luisa Raffaelli, Enrico Tealdi, Luisa Tribolo, Gosia Turzeniecka, Valeria Vaccaro.
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