Bracha. The Room Is Shared
Bracha L. Ettinger, Angel of Carriance – Halala n. 3, 2017-2024, olio su tela, 50 x 50 cm.
Dal 4 Maggio 2026 al 10 Maggio 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Hotel Metropole
Indirizzo: Riva degli Schiavoni 4149
Orari: 4–9 maggio: 10:00–20:00 10 maggio: 10:00–13:00 Visite ogni 30 minuti in gruppi di otto persone. Prenotazione anticipata obbligatoria disponibile dal 15 aprile
Curatori: Carolyn Christov-Bakargiev
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, una camera dell’Hotel Metropole sarà sede di una mostra di Bracha L. Ettinger.
Bracha. The Room Is Shared trasformerà la camera ove Sigmund Freud scrisse in parte L'interpretazione dei sogni tra il 1895 e il 1989 in uno spazio onirico di pittura.
Come dichiara la curatrice Carolyn Christov-Bakargiev, “In un’epoca satura di rumore e velocità, la pittura di Bracha Lichtenberg Ettinger ci invita a rallentare e a sentire-con piuttosto che guardare-a. La stanza diventa uno spazio psichico condiviso in cui la soggettività non è isolata, ma co-emerge attraverso fragilità, cura e attenzione. Qui l’arte non è spettacolo; è un atto di ciò che lei stessa definisce borderlinking (raccordo ai confini).”
Sette dipinti, realizzati tra il 2006 e il 2025, si innestano nella vissuta atmosfera veneziana della storica stanza d’albergo. La mostra si dispiega in sette giorni - lo stesso numero delle opere esposte - instaurando una silenziosa corrispondenza tra durata e immagine, tempo e attenzione. Velature color malva, rosso–porpora profondo e bianco lattiginoso lasciano affiorare volti spettrali e forme tremule che emergono e si dissolvono sotto lo sguardo di chi le osserva. Alcune inedite opere video accompagnano i dipinti, estendendo il linguaggio della stratificazione proprio dell’artista all’immagine in movimento, dove il tempo cinematografico diventa un’ulteriore membrana attraverso cui si dispiegano memoria e risonanza.
Si tratta probabilmente della mostra più piccola in corso a Venezia e, a causa della capienza limitata, la prenotazione, benché aperta a tutti, è obbligatoria. Le modalità per prenotare e partecipare saranno rese note il 15 aprile 2026. Ogni trenta minuti, da lunedì 4 a domenica 10 maggio, piccoli gruppi saranno accompagnati dalla hall d’ingresso dell'albergo attraverso il percorso espositivo.
La mostra comprende anche un’installazione di conchiglie e di cardo mariano. Il cardo richiama la leggenda di una pianta nel deserto che sarebbe cresciuta grazie alle gocce del latte della Vergine Maria mentre allattava Gesù bambino. Da lungo tempo associata alla cura e alle piante medicinali, il cardo mariano diventa qui un silenzioso emblema di nutrimento e resilienza. L’installazione comprende anche conchiglie modellate dalla marea e dal tempo, che intensificano la percezione della stanza come camera risonante, quasi uterina. L’esperienza diventa occasione di prossimità che richiama l’intimità di uno spazio psicoanalitico ed offre al contempo una rilettura femminista della soggettività in chiave contemporanea.
La nota teoria matrixiale dell’artista propone che la soggettività non abbia origine nel trauma della nascita, bensì in una relazione prenatale condivisa (al contrario Freud definiva la nascita del soggetto in tale separazione). A Venezia, questo concetto si traduce in esperienza spaziale: chi guarda entra in ciò che Bracha L. Ettinger intende come uno spazio di confine che non appartiene interamente né a Sé né all’Altro. Per l’artista, la pittura diventa un gesto etico di borderlinking (collegamento di confine) e co-emergence (co-emersione) che contrasta con il nostro mondo attraversato da fratture e divisioni.
“La sua opera, profondamente segnata dalla storia personale dei suoi genitori, sopravvissuti all’Olocausto, emerge nella seconda metà del ventesimo secolo, in cui la maggior parte della pittura moderna in Europa si è sviluppata in risposta a tragedie individuali e collettive,” afferma Christov-Bakargiev. “Attingendo sia al proprio retaggio familiare che alla storia dell’arte, l’artista esplora i concetti di trasmissione generazionale, trauma, amnesia e memoria collettive. Le pubblicazioni teoriche di Bracha L. Ettinger nel campo dell’estetica e della psicanalisi, hanno influenzato profondamente il pensiero femminista sull'arte a partire dagli anni Ottanta, così come hanno influito sul lavoro di molti artisti che oggi nel mondo affrontano il tema dell'impatto personale della violenza coloniale. Il suo pensiero sulla intima sonorità dell’arte risuona con il tema di Koyo Kouoh alla Biennale di quest’anno”.
La sede dell’Hotel Metropole, con la sua storia stratificata – orfanotrofio per bambine dal XIV secolo, scuola di musica, albergo dalla fine dell’Ottocento, e ospedale militare durante la Seconda Guerra Mondiale –, agisce come un ospite matrixiale della mostra. Come riflette la proprietaria Gloria Beggiato, “il Metropole ha da sempre accolto artisti, scrittori, musicisti e pensatori da tutto il mondo. Le sue pareti custodiscono le loro storie, e siamo orgogliosi di continuare questa tradizione culturale ospitando progetti che mettono l’arte in dialogo diretto con la storia”.
Situata lontano dal clamore della Biennale, la mostra Bracha. The Room Is Shared offre una pausa e uno spazio protetto di riflessione durante una settimana altrimenti accelerata.
A proposito della mostra, Bracha L. Ettinger poeticamente dichiara: “Un angelo è necessario per assistere al dolore e alla bellezza del mondo nei momenti tragici, per volgerci nuovamente verso un futuro umanizzato senza eludere l'agonia. La chiamo Angel of carriance. La sua matrice sta ora sanguinando senza fine. Nella nostra sfera matrixiale odo il tuo silenzio che sussurra, attraverso l'altro, attraverso l'aria, attraverso l'acqua, chiedendomi di respirare con-in-per te. Profondità risuona con profondità. Nella trasformazione metramórfica, lungo le nostre corde trans-soggettive condivise del sub-reale, il co-respirare è un co-nascere nella com-passione”.
Il 4 maggio 2026 si terrà all’Hotel Metropole una tavola rotonda con presentazione del libro; interverranno Marie Siguier, Carolyn Christov-Bakargiev e Bracha Lichtenberg Ettinger. Partecipazione solo su invito. Per informazioni, scrivere a stampa@stilema-to.it.
La mostra è realizzata con il supporto di Andrew Kreps Gallery.
Si ringraziano Gloria Beggiato e la famiglia Beggiato, Alex Fitzgerald, Eleonora Angiolini, Chiara Spangaro, Giulio Ferrarella, Chiara Visentin, Sofia Prase e Sara Sgrattuzzi.
Bracha Lichtenberg Ettinger è un'artista e saggista contemporanea. Nata a Tel Aviv (1948) e attualmente attiva principalmente a Parigi, è una pittrice, psicoanalista, filosofa e teorica innovativa. La sua teoria matrixiale ha influenzato negli ultimi quarant'anni i campi dell'etica e dell'estetica, degli studi culturali, della teoria e della storia dell'arte, degli studi cinematografici e letterari, dell'ecologia e del femminismo. Tra le sue mostre personali figurano: K21 – Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf (2025); Centre Pompidou (Centre national d’art et de culture Georges Pompidou), Parigi (2024); Castello di Rivoli. Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2021-2023); Muzeum Śląskie, Katowice (2018); Museum of the City of St. Petersburg, San Pietroburgo (2013); Musée des Beaux-Arts d'Angers, Angers (2011); Fundació Antoni Tàpies, Barcellona (2010); Freud Museum, Londra (2009); The Drawing Center, New York (2001); BOZAR – Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (2000). Tra le mostre collettive compaiono: Copyists, Centre Pompidou-Metz in collaborazione con Musée du Louvre, Parigi (2025); Dans le flou, Musée de l'Orangerie, Parigi (2025); Artists in a Time of War, Castello di Rivoli, Rivoli-Torino (2023); Colori – GAM, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2017). Ha partecipato con sale personali alla Kochi-Muziris Biennale (2018-2019) e alla 14th Istanbul Biennial (2015). I suoi libri, in cui ha sviluppato i temi del trauma transgenerazionale e personale, della memoria, del wit(h)nessing (la parola unisce due termini inglesi: with=con e witnessing=testimonianza), dell’inconscio femminile e materno, della copoiesis, carriance, fragilizzazione, e transattività, includono: The Matrixial Gaze (1995), The Matrixial Borderspace (2006) e Matrixial Subjectivity, Aesthetics, Ethics (a cura di Griselda Pollock, 2020). Sono in preparazione con Routledge Publishing House, London, due nuovi volumi che raccolgono i suoi scritti. La monografia dedicata all’artista Bracha Lichtenberg Ettinger (2025) che sarà presentata a Venezia durante la mostra curata da Carolyn Christov-Bakargiev, vede la collaborazione di Skira e del Centre Pompidou, istituzione che ha una lunga storia con l’artista, in particolare in occasione delle mostra ELLES (2010-2011), Face à l'Histoire (1996-1997), la sua prima mostra personale (1987) e quella del 2024. Il libro include saggi di Christov-Bakargiev, Donatien Grau, una conversazione con Hans Ulrich Obrist, e testi di Laure Chauvelot /Marie Siguier (curatrici del Centro Pompidou e redattrici della monografia) oltre che di altri autori. Tra le precedenti monografie sull'artista si ricordano: Art as Compassion, a cura di C. de Zegher e G. Pollock (Ghent: MER, 2011); And My Heart Wound-Space (Istanbul: İKSV. Istanbul Foundation for Culture and Arts, 2015). Bracha L. Ettinger ha la cattedra dell’insegnamento di Arte e Psicoanalisi presso la EGS. European Graduate School, Saas-Fee, ed è Professore emerito di Filosofia presso GCAS - Global Center for Advanced Studies, Dublino.
Bracha. The Room Is Shared trasformerà la camera ove Sigmund Freud scrisse in parte L'interpretazione dei sogni tra il 1895 e il 1989 in uno spazio onirico di pittura.
Come dichiara la curatrice Carolyn Christov-Bakargiev, “In un’epoca satura di rumore e velocità, la pittura di Bracha Lichtenberg Ettinger ci invita a rallentare e a sentire-con piuttosto che guardare-a. La stanza diventa uno spazio psichico condiviso in cui la soggettività non è isolata, ma co-emerge attraverso fragilità, cura e attenzione. Qui l’arte non è spettacolo; è un atto di ciò che lei stessa definisce borderlinking (raccordo ai confini).”
Sette dipinti, realizzati tra il 2006 e il 2025, si innestano nella vissuta atmosfera veneziana della storica stanza d’albergo. La mostra si dispiega in sette giorni - lo stesso numero delle opere esposte - instaurando una silenziosa corrispondenza tra durata e immagine, tempo e attenzione. Velature color malva, rosso–porpora profondo e bianco lattiginoso lasciano affiorare volti spettrali e forme tremule che emergono e si dissolvono sotto lo sguardo di chi le osserva. Alcune inedite opere video accompagnano i dipinti, estendendo il linguaggio della stratificazione proprio dell’artista all’immagine in movimento, dove il tempo cinematografico diventa un’ulteriore membrana attraverso cui si dispiegano memoria e risonanza.
Si tratta probabilmente della mostra più piccola in corso a Venezia e, a causa della capienza limitata, la prenotazione, benché aperta a tutti, è obbligatoria. Le modalità per prenotare e partecipare saranno rese note il 15 aprile 2026. Ogni trenta minuti, da lunedì 4 a domenica 10 maggio, piccoli gruppi saranno accompagnati dalla hall d’ingresso dell'albergo attraverso il percorso espositivo.
La mostra comprende anche un’installazione di conchiglie e di cardo mariano. Il cardo richiama la leggenda di una pianta nel deserto che sarebbe cresciuta grazie alle gocce del latte della Vergine Maria mentre allattava Gesù bambino. Da lungo tempo associata alla cura e alle piante medicinali, il cardo mariano diventa qui un silenzioso emblema di nutrimento e resilienza. L’installazione comprende anche conchiglie modellate dalla marea e dal tempo, che intensificano la percezione della stanza come camera risonante, quasi uterina. L’esperienza diventa occasione di prossimità che richiama l’intimità di uno spazio psicoanalitico ed offre al contempo una rilettura femminista della soggettività in chiave contemporanea.
La nota teoria matrixiale dell’artista propone che la soggettività non abbia origine nel trauma della nascita, bensì in una relazione prenatale condivisa (al contrario Freud definiva la nascita del soggetto in tale separazione). A Venezia, questo concetto si traduce in esperienza spaziale: chi guarda entra in ciò che Bracha L. Ettinger intende come uno spazio di confine che non appartiene interamente né a Sé né all’Altro. Per l’artista, la pittura diventa un gesto etico di borderlinking (collegamento di confine) e co-emergence (co-emersione) che contrasta con il nostro mondo attraversato da fratture e divisioni.
“La sua opera, profondamente segnata dalla storia personale dei suoi genitori, sopravvissuti all’Olocausto, emerge nella seconda metà del ventesimo secolo, in cui la maggior parte della pittura moderna in Europa si è sviluppata in risposta a tragedie individuali e collettive,” afferma Christov-Bakargiev. “Attingendo sia al proprio retaggio familiare che alla storia dell’arte, l’artista esplora i concetti di trasmissione generazionale, trauma, amnesia e memoria collettive. Le pubblicazioni teoriche di Bracha L. Ettinger nel campo dell’estetica e della psicanalisi, hanno influenzato profondamente il pensiero femminista sull'arte a partire dagli anni Ottanta, così come hanno influito sul lavoro di molti artisti che oggi nel mondo affrontano il tema dell'impatto personale della violenza coloniale. Il suo pensiero sulla intima sonorità dell’arte risuona con il tema di Koyo Kouoh alla Biennale di quest’anno”.
La sede dell’Hotel Metropole, con la sua storia stratificata – orfanotrofio per bambine dal XIV secolo, scuola di musica, albergo dalla fine dell’Ottocento, e ospedale militare durante la Seconda Guerra Mondiale –, agisce come un ospite matrixiale della mostra. Come riflette la proprietaria Gloria Beggiato, “il Metropole ha da sempre accolto artisti, scrittori, musicisti e pensatori da tutto il mondo. Le sue pareti custodiscono le loro storie, e siamo orgogliosi di continuare questa tradizione culturale ospitando progetti che mettono l’arte in dialogo diretto con la storia”.
Situata lontano dal clamore della Biennale, la mostra Bracha. The Room Is Shared offre una pausa e uno spazio protetto di riflessione durante una settimana altrimenti accelerata.
A proposito della mostra, Bracha L. Ettinger poeticamente dichiara: “Un angelo è necessario per assistere al dolore e alla bellezza del mondo nei momenti tragici, per volgerci nuovamente verso un futuro umanizzato senza eludere l'agonia. La chiamo Angel of carriance. La sua matrice sta ora sanguinando senza fine. Nella nostra sfera matrixiale odo il tuo silenzio che sussurra, attraverso l'altro, attraverso l'aria, attraverso l'acqua, chiedendomi di respirare con-in-per te. Profondità risuona con profondità. Nella trasformazione metramórfica, lungo le nostre corde trans-soggettive condivise del sub-reale, il co-respirare è un co-nascere nella com-passione”.
Il 4 maggio 2026 si terrà all’Hotel Metropole una tavola rotonda con presentazione del libro; interverranno Marie Siguier, Carolyn Christov-Bakargiev e Bracha Lichtenberg Ettinger. Partecipazione solo su invito. Per informazioni, scrivere a stampa@stilema-to.it.
La mostra è realizzata con il supporto di Andrew Kreps Gallery.
Si ringraziano Gloria Beggiato e la famiglia Beggiato, Alex Fitzgerald, Eleonora Angiolini, Chiara Spangaro, Giulio Ferrarella, Chiara Visentin, Sofia Prase e Sara Sgrattuzzi.
Bracha Lichtenberg Ettinger è un'artista e saggista contemporanea. Nata a Tel Aviv (1948) e attualmente attiva principalmente a Parigi, è una pittrice, psicoanalista, filosofa e teorica innovativa. La sua teoria matrixiale ha influenzato negli ultimi quarant'anni i campi dell'etica e dell'estetica, degli studi culturali, della teoria e della storia dell'arte, degli studi cinematografici e letterari, dell'ecologia e del femminismo. Tra le sue mostre personali figurano: K21 – Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf (2025); Centre Pompidou (Centre national d’art et de culture Georges Pompidou), Parigi (2024); Castello di Rivoli. Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2021-2023); Muzeum Śląskie, Katowice (2018); Museum of the City of St. Petersburg, San Pietroburgo (2013); Musée des Beaux-Arts d'Angers, Angers (2011); Fundació Antoni Tàpies, Barcellona (2010); Freud Museum, Londra (2009); The Drawing Center, New York (2001); BOZAR – Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (2000). Tra le mostre collettive compaiono: Copyists, Centre Pompidou-Metz in collaborazione con Musée du Louvre, Parigi (2025); Dans le flou, Musée de l'Orangerie, Parigi (2025); Artists in a Time of War, Castello di Rivoli, Rivoli-Torino (2023); Colori – GAM, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2017). Ha partecipato con sale personali alla Kochi-Muziris Biennale (2018-2019) e alla 14th Istanbul Biennial (2015). I suoi libri, in cui ha sviluppato i temi del trauma transgenerazionale e personale, della memoria, del wit(h)nessing (la parola unisce due termini inglesi: with=con e witnessing=testimonianza), dell’inconscio femminile e materno, della copoiesis, carriance, fragilizzazione, e transattività, includono: The Matrixial Gaze (1995), The Matrixial Borderspace (2006) e Matrixial Subjectivity, Aesthetics, Ethics (a cura di Griselda Pollock, 2020). Sono in preparazione con Routledge Publishing House, London, due nuovi volumi che raccolgono i suoi scritti. La monografia dedicata all’artista Bracha Lichtenberg Ettinger (2025) che sarà presentata a Venezia durante la mostra curata da Carolyn Christov-Bakargiev, vede la collaborazione di Skira e del Centre Pompidou, istituzione che ha una lunga storia con l’artista, in particolare in occasione delle mostra ELLES (2010-2011), Face à l'Histoire (1996-1997), la sua prima mostra personale (1987) e quella del 2024. Il libro include saggi di Christov-Bakargiev, Donatien Grau, una conversazione con Hans Ulrich Obrist, e testi di Laure Chauvelot /Marie Siguier (curatrici del Centro Pompidou e redattrici della monografia) oltre che di altri autori. Tra le precedenti monografie sull'artista si ricordano: Art as Compassion, a cura di C. de Zegher e G. Pollock (Ghent: MER, 2011); And My Heart Wound-Space (Istanbul: İKSV. Istanbul Foundation for Culture and Arts, 2015). Bracha L. Ettinger ha la cattedra dell’insegnamento di Arte e Psicoanalisi presso la EGS. European Graduate School, Saas-Fee, ed è Professore emerito di Filosofia presso GCAS - Global Center for Advanced Studies, Dublino.
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