Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro
FORESTA M9, installazione, M9 - Museo del ’900, Venezia Mestre
Dal 28 Aprile 2021 al 6 Giugno 2021
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: M9 - Museo del ’900
Indirizzo: Via Giovanni Pascoli 11
Orari: merc, gio, ven 14.30-20.30; sab e dom 10.30-20.30 (necessaria la prenotazione almeno un giorno prima della visita via mail)
Curatori: Luca Molinari e Claudio Bertorelli
Costo del biglietto: intero € 8, ridotto € 5
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.m9museum.it
Una foresta temporanea nel cuore di M9; un luogo emotivo ed essenziale; un’oasi di pace in un periodo difficile per tutti; un paesaggio evocativo; un’esperienza fatta di sensi e conoscenza.
A cura di Luca Molinari e Claudio Bertorelli, Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro è un’installazione unica nel suo genere: circa 600 essenze arboree tra querce, carpini, farnie, oppi, olmi campestri, frassini, ciliegi, sanguinelle, noccioli, cornioli, sambuchi, frangole, biancospini, ligustri, rose canine, prugnoli, lantane.
180 alberi, alti fino a 4 metri, che sovrastano con la loro chioma la variegata vegetazione sottostante, tipica da sottobosco, suggellando da un lato l’emblematico significato di risveglio, ripresa e rinascita, e celebrando dall’altro il forte legame con le radici della città lagunare e il territorio che le fa da cornice.
Testimonianza della grande attenzione e lungimiranza che la Repubblica di Venezia, nella sua secolare storia, ha sempre rivolto alla salvaguardia dell’ambiente, Foresta M9 sottolinea il rapporto che unisce il territorio veneto ai suoi boschi.
Non una semplice installazione a effetto, ma un gesto tangibile per il territorio e le sue comunità, un segno di continuità tra un passato che è anche presente e futuro.
A conclusione della mostra, infatti, 7 Comuni della pianura veneta (Concordia Sagittaria, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, oltre all’Istituzione Boschi e Grandi Parchi del Comune di Venezia, i Comuni di Padova, di Treviso e di Cessalto), riceveranno in dono da M9 alcuni degli alberi che animano l’installazione, per rinvigorire o dare avvio ad altrettante foreste che arricchiranno il territorio.
«Foresta M9 è un gesto potente e coraggioso in un momento molto difficile della nostra storia perché afferma la centralità della Natura e delle nostre comunità come cuore del museo che riapre. Foresta M9 diventa simbolo della rinascita di M9 che è, a sua volta, frutto di una grande rigenerazione urbana.
Portare una foresta al terzo piano di M9 è provocare il buon senso, spiazzare il pubblico offrendo un'esperienza sensoriale e culturale unica in un momento in cui tutti noi siamo stati costretti nelle nostre case. Foresta M9 non è solo un'installazione che vuole stupire, ma è anche un segnale politico verso il territorio veneto e le sue amministrazioni virtuose che in questi anni hanno dato vita a nuovi, meravigliosi, boschi di pianura.
In tal senso va la donazione degli alberi che popoleranno il museo a comunità che credono nella sostenibilità e nella Natura come risorsa vitale per il nostro futuro. Perché M9 vuole essere una casa aperta per tutte quelle occasioni che costruiscono una prospettiva diversa e a misura d'uomo per le generazioni a venire».
Luca Molinari, Direttore scientifico di M9 – Museo del ’900
Con l’installazione boschiva Foresta M9 si inaugura il “semestre verde” di laboratori per bambini e ragazzi e incontri di approfondimento. Una rassegna di iniziative che vanno nel solco della vocazione ecosostenibile con cui il Polo M9 è nato nel piano architettonico dei progettisti Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton.
Inoltre, nell’attesa che i musei riaprano e il pubblico possa vivere l’esperienza della Foresta M9 dal vivo, l’installazione sarà fruibile in digitale grazie a un calendario di eventi trasmessi via social (dj-set, performance musicali dal vivo, lezioni di yoga, laboratori per bambini e approfondimenti con ospiti d’eccezione…).
Foresta M9 è anche l’occasione per far conoscere M9 Impatto Zero, il progetto greentech che intende rendere M9 il più grande museo italiano a impatto energetico zero.
«In concomitanza con l’apertura della mostra e del semestre verde», sottolinea il Consigliere delegato di M9 District Fabrizio Renzi, «stiamo piantando sul tetto del museo e del distretto l’equivalente di un’altra foresta di 15.142 alberi. Il nuovo impianto fotovoltaico permetterà infatti una riduzione di emissioni di CO2 di dimensione pari a quella assorbita da una foresta di tali dimensioni. Stiamo lavorando per trasformare M9, il sito museale con l’infrastruttura tecnologica più importante di tutto il paese, in un Museo a impatto zero, e l’implementazione dell’impianto fotovoltaico è solo il primo piccolo-grande passo in questa direzione.»
A cura di Luca Molinari e Claudio Bertorelli, Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro è un’installazione unica nel suo genere: circa 600 essenze arboree tra querce, carpini, farnie, oppi, olmi campestri, frassini, ciliegi, sanguinelle, noccioli, cornioli, sambuchi, frangole, biancospini, ligustri, rose canine, prugnoli, lantane.
180 alberi, alti fino a 4 metri, che sovrastano con la loro chioma la variegata vegetazione sottostante, tipica da sottobosco, suggellando da un lato l’emblematico significato di risveglio, ripresa e rinascita, e celebrando dall’altro il forte legame con le radici della città lagunare e il territorio che le fa da cornice.
Testimonianza della grande attenzione e lungimiranza che la Repubblica di Venezia, nella sua secolare storia, ha sempre rivolto alla salvaguardia dell’ambiente, Foresta M9 sottolinea il rapporto che unisce il territorio veneto ai suoi boschi.
Non una semplice installazione a effetto, ma un gesto tangibile per il territorio e le sue comunità, un segno di continuità tra un passato che è anche presente e futuro.
A conclusione della mostra, infatti, 7 Comuni della pianura veneta (Concordia Sagittaria, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, oltre all’Istituzione Boschi e Grandi Parchi del Comune di Venezia, i Comuni di Padova, di Treviso e di Cessalto), riceveranno in dono da M9 alcuni degli alberi che animano l’installazione, per rinvigorire o dare avvio ad altrettante foreste che arricchiranno il territorio.
«Foresta M9 è un gesto potente e coraggioso in un momento molto difficile della nostra storia perché afferma la centralità della Natura e delle nostre comunità come cuore del museo che riapre. Foresta M9 diventa simbolo della rinascita di M9 che è, a sua volta, frutto di una grande rigenerazione urbana.
Portare una foresta al terzo piano di M9 è provocare il buon senso, spiazzare il pubblico offrendo un'esperienza sensoriale e culturale unica in un momento in cui tutti noi siamo stati costretti nelle nostre case. Foresta M9 non è solo un'installazione che vuole stupire, ma è anche un segnale politico verso il territorio veneto e le sue amministrazioni virtuose che in questi anni hanno dato vita a nuovi, meravigliosi, boschi di pianura.
In tal senso va la donazione degli alberi che popoleranno il museo a comunità che credono nella sostenibilità e nella Natura come risorsa vitale per il nostro futuro. Perché M9 vuole essere una casa aperta per tutte quelle occasioni che costruiscono una prospettiva diversa e a misura d'uomo per le generazioni a venire».
Luca Molinari, Direttore scientifico di M9 – Museo del ’900
Con l’installazione boschiva Foresta M9 si inaugura il “semestre verde” di laboratori per bambini e ragazzi e incontri di approfondimento. Una rassegna di iniziative che vanno nel solco della vocazione ecosostenibile con cui il Polo M9 è nato nel piano architettonico dei progettisti Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton.
Inoltre, nell’attesa che i musei riaprano e il pubblico possa vivere l’esperienza della Foresta M9 dal vivo, l’installazione sarà fruibile in digitale grazie a un calendario di eventi trasmessi via social (dj-set, performance musicali dal vivo, lezioni di yoga, laboratori per bambini e approfondimenti con ospiti d’eccezione…).
Foresta M9 è anche l’occasione per far conoscere M9 Impatto Zero, il progetto greentech che intende rendere M9 il più grande museo italiano a impatto energetico zero.
«In concomitanza con l’apertura della mostra e del semestre verde», sottolinea il Consigliere delegato di M9 District Fabrizio Renzi, «stiamo piantando sul tetto del museo e del distretto l’equivalente di un’altra foresta di 15.142 alberi. Il nuovo impianto fotovoltaico permetterà infatti una riduzione di emissioni di CO2 di dimensione pari a quella assorbita da una foresta di tali dimensioni. Stiamo lavorando per trasformare M9, il sito museale con l’infrastruttura tecnologica più importante di tutto il paese, in un Museo a impatto zero, e l’implementazione dell’impianto fotovoltaico è solo il primo piccolo-grande passo in questa direzione.»
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