How Many Angels Can Dance on the Head of a Pin? - Biennale Arte Venezia 2026
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Giardini - Padiglione Paesi Nordici
Indirizzo: Viale dei Giardini della Biennale
Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)
Curatori: Kiira Miesmaa, Gitte Ørskou, Ruben Steinum (commissioner), Anna Mustonen (curator)
Enti promotori:
- Kiasma Museum of Contemporary Art
- The Finnish National Gallery
- Moderna Museet
- OCA
Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)
Telefono per informazioni: +39 041 5218711
L'esposizione si sviluppa attraverso una serie di installazioni interconnesse ispirate al folklore nordico, alle fiabe e a storie come il Kalevala – l'epopea della creazione del XIX secolo di Finlandia e Carelia – ma con una risonanza che va oltre. Attraverso opere ibride che fondono forme vegetali, animali e umane, gli artisti sfruttano il linguaggio del mito come punto di riferimento universale per esplorare i cicli di decadimento, rinnovamento e trasformazione, e la profonda interconnessione di tutte le cose. In un'epoca segnata dalla disconnessione ambientale, dall'instabilità geopolitica e dalla disgregazione di confini e identità, il mito diventa una lente attraverso cui riflettere sulla nostra comune condizione umana e affrontare le sfide globali contemporanee.
Ciascun artista contribuisce con una pratica distinta ma complementare. Klara Kristalova (nata nel 1967 a Praga, Repubblica Ceca; vive e lavora a Norrtälje, Svezia) crea figure in ceramica che combinano immagini fiabesche con il corpo umano e il mondo naturale, intrise di dettagli inquietanti per suggerire momenti di vulnerabilità e transizione. Benjamin Orlow (nato nel 1984 a Turku, Finlandia; vive e lavora a Londra, Regno Unito) realizza sculture monumentali che danno forma fisica ai cicli di trasformazione, attingendo a motivi storici e alla cultura materiale. Tori Wrånes (nata nel 1978 a Kristiansand, Norvegia; vive e lavora tra Oslo e Kristiansand, Norvegia) opera nel campo della musica, della performance e della scultura per costruire ambienti onirici e ultraterreni che alterano le nostre percezioni e trasformano il modo in cui viviamo lo spazio.
Le sue opere spaziano dalla scultura al suono, dalla performance all'intervento spaziale, dal monumentale all'intimo. Le installazioni si estendono sia all'interno che all'esterno dell'iconico Padiglione del 1962 di Sverre Fehn, un edificio definito dal suo rapporto poroso con il paesaggio circostante e attivato come parte integrante della mostra. Il risultato è un'ecologia condivisa e in continua evoluzione, dove arte, architettura e natura si intersecano e l'esplorazione della trasformazione diventa un'esperienza continua e incarnata.
Il titolo della mostra, "Quanti angeli possono danzare sulla punta di uno spillo?", si riferisce a un famoso esperimento mentale filosofico, simbolo di domande senza risposta e limiti controversi. Qui, diventa un modo per chiedersi quanti corpi, credenze e modi di essere possano coesistere all'interno di uno spazio condiviso. Attraverso il mito, l'incontro con la materia e lo spazio, la mostra apre uno spazio di riflessione sulla coesistenza in un mondo sempre più polarizzato, invitando collettivamente i visitatori a considerare le proprie relazioni reciproche, con il mondo naturale e con il tempo stesso.
Anna Mustonen, curatrice capo del Kiasma, ha commentato: “Questa mostra parte da una domanda sui limiti: quanto può sopportare uno spazio, un corpo o un sistema? In un'epoca segnata da tali pressioni e incertezze, ho voluto creare una situazione in cui la coesistenza non sia idealizzata, ma messa alla prova. Le opere chiedono ai visitatori di sperimentare tensione, prossimità e vulnerabilità come condizioni condivise, plasmate tanto dall'architettura quanto dal mito, dalla storia e dalla memoria.”
Kiira Miesmaa, direttrice del Museo d'Arte Contemporanea Kiasma e curatrice del Padiglione dei Paesi Nordici 2026, ha commentato: “I Paesi nordici condividono un patrimonio culturale che trascende la geografia, creando un terreno fertile per una proficua collaborazione artistica. Uniti da valori come l'uguaglianza sociale e il sostegno alla comunità, la nostra cooperazione non solo riflette questi principi, ma rafforza anche il ruolo vitale dell'arte nella società.” I co-commissari sono Ruben Steinum, direttore dell'OCA – Ufficio per l'arte contemporanea norvegese, e Gitte Ørskou, direttrice del Moderna Museet.
La mostra è sostenuta dalla Fondazione Culturale Finlandese, dalla Galleri Magnus Karlsson, dalla Fondazione Jane e Aatos Erkko, dalla Kiasma Support Foundation, dal Ministero dell'Istruzione e della Cultura, dalla Nelimarkka-Foundation, dalla Niemistö Art Foundation Ars Fennica, dalla Saastamoinen Foundation e dalla Tiftö Foundation.
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