L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia
Michele Damaskinos (attr.): Nozze di Cana (da Tintoretto), 1575 – 1580 ca. Venezia, Museo Correr
Dal 30 Aprile 2025 al 29 Settembre 2025
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Ducale
Indirizzo: Piazza San Marco 1
Orari: Lun - Ven 9 - 19 (ultimo ingresso ore 18) | Sab - Dom 9 - 23 (ultimo ingresso ore 22)
Curatori: Chiara Squarcina, Katerina Dellaporta, Andrea Bellieni
Costo del biglietto: 13 € | 9 €
E-Mail info: prenotazionivenezia@coopculture.it
Sito ufficiale: http://https://palazzoducale.visitmuve.it
Il progetto, da un’idea dell’allora ambasciatore di Grecia in Italia Themistoklis Demiris e dell’architetto Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia, di una grande mostra sull’arte veneto-cretese è nato alcuni anni fa in Grecia, trovando immediato sostegno scientifico e istituzionale a Venezia.
Note avversità internazionali, economiche prima ed epidemiche poi, ne hanno ostacolato la realizzazione, anche se i contatti in merito non sono mai stati interrotti. Ora le condizioni sembrano nuovamente favorevoli al rilancio dell’iniziativa.
L’intento è di dare rilievo a un fecondo periodo di particolarissima unione artistica tra la Grecia e Venezia, a sua volta partecipe del Rinascimento italiano, un tema già presente in ambito scientifico ma ancora poco familiare e quasi sconosciuto al pubblico. La mostra potrebbe quindi rafforzare ulteriormente i legami culturali tra la Grecia e l’Italia, con assoluto rilievo in ambito europeo e internazionale. Si toccano argomenti legati al mondo artistico nello Stato da Mar tra la seconda metà del Quattrocento e la seconda metà del Seicento, agli incroci delle culture figurative bizantina e veneta, all’eclettismo di autori che potevano indifferentemente produrre dipinti nei diversi modi espressivi, all’evoluzione dei temi rappresentati e all’adattamento ai gusti della committenza.
L’enfasi è posta sulla scoperta del Rinascimento in Grecia, anche come evoluzione dell’arte negli ultimi anni dell’impero dei Paleologhi, non tanto sul dominio marittimo veneziano e neppure su dialettiche Creta-Grecia continentale, come sottolinea la presenza in mostra di alcuni dipinti di El Greco, proiettate in un ambito creativo europeo che trascende l’epoca di realizzazione.
Molte opere di scuola veneto-cretese sono ancora in possesso di famiglie allora legate alla città di Venezia, spesso committenti originarie.
Numerosi i dipinti conservati in città dal Museo Correr e dal Museo delle Icone presso l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini, nonché in collezioni private italiane e straniere. Risulterà di particolare interesse anche il confronto tra le differenti visioni, fra Oriente e Occidente, della realizzazione delle opere d’arte: in Occidente il pittore innalza a Dio la sua arte, in Oriente è Dio che guida la mano del pittore.
In ogni dimora aristocratica veneziana, sopra il letto del padrone di casa, vi era un’icona greca che per la sua ieraticità si riteneva proteggere in modo particolarissimo le diverse generazioni.
La mostra, che si pensa ricca di almeno una sessantina di opere, sarà allestita a Palazzo Ducale, dando giusta rilevanza ai profondi rapporti di Venezia con Creta, Costantinopoli e la Grecia. L’evento è progettato in modo da poter essere replicato in Grecia, ad Atene o a Heraklion, come ulteriore punto di unione fra i due Paesi europei.
Note avversità internazionali, economiche prima ed epidemiche poi, ne hanno ostacolato la realizzazione, anche se i contatti in merito non sono mai stati interrotti. Ora le condizioni sembrano nuovamente favorevoli al rilancio dell’iniziativa.
L’intento è di dare rilievo a un fecondo periodo di particolarissima unione artistica tra la Grecia e Venezia, a sua volta partecipe del Rinascimento italiano, un tema già presente in ambito scientifico ma ancora poco familiare e quasi sconosciuto al pubblico. La mostra potrebbe quindi rafforzare ulteriormente i legami culturali tra la Grecia e l’Italia, con assoluto rilievo in ambito europeo e internazionale. Si toccano argomenti legati al mondo artistico nello Stato da Mar tra la seconda metà del Quattrocento e la seconda metà del Seicento, agli incroci delle culture figurative bizantina e veneta, all’eclettismo di autori che potevano indifferentemente produrre dipinti nei diversi modi espressivi, all’evoluzione dei temi rappresentati e all’adattamento ai gusti della committenza.
L’enfasi è posta sulla scoperta del Rinascimento in Grecia, anche come evoluzione dell’arte negli ultimi anni dell’impero dei Paleologhi, non tanto sul dominio marittimo veneziano e neppure su dialettiche Creta-Grecia continentale, come sottolinea la presenza in mostra di alcuni dipinti di El Greco, proiettate in un ambito creativo europeo che trascende l’epoca di realizzazione.
Molte opere di scuola veneto-cretese sono ancora in possesso di famiglie allora legate alla città di Venezia, spesso committenti originarie.
Numerosi i dipinti conservati in città dal Museo Correr e dal Museo delle Icone presso l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini, nonché in collezioni private italiane e straniere. Risulterà di particolare interesse anche il confronto tra le differenti visioni, fra Oriente e Occidente, della realizzazione delle opere d’arte: in Occidente il pittore innalza a Dio la sua arte, in Oriente è Dio che guida la mano del pittore.
In ogni dimora aristocratica veneziana, sopra il letto del padrone di casa, vi era un’icona greca che per la sua ieraticità si riteneva proteggere in modo particolarissimo le diverse generazioni.
La mostra, che si pensa ricca di almeno una sessantina di opere, sarà allestita a Palazzo Ducale, dando giusta rilevanza ai profondi rapporti di Venezia con Creta, Costantinopoli e la Grecia. L’evento è progettato in modo da poter essere replicato in Grecia, ad Atene o a Heraklion, come ulteriore punto di unione fra i due Paesi europei.
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