Il capoluogo delle marche scelto tra nove finalisti
Ancona capitale italiana della cultura 2028: una città in trasformazione tra mare e futuro
Ancona
Samantha De Martin
18/03/2026
Sarà Ancona, con il progetto «Ancona. Questo adesso», la Capitale italiana della Cultura 2028.
Ad annunciarlo è stato il ministro Alessandro Giuli nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina al Ministero della Cultura.
Città di mare e di frontiera, crocevia tra Italia, Balcani e Mediterraneo, Ancona con il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 si conferma epicentro culturale dell’Adriatico, ponte strategico verso l’Europa e il mondo.
A convincere la Giuria è stato il modello di valorizzazione culturale proposto dal dossier, un modello di progettazione innovativa, sostenibile e condivisa «capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione».
Oltre a essere concepito per attrarre un pubblico ampio e diversificato tutto l’anno, con un impatto significativo sul tessuto socio-economico, il programma di eventi e interventi si avvale anche di una rete strutturata, partecipativa e orientata alla crescita che vede l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio. A rivelarsi determinante nella scelta del capoluogo marchigiano è stata anche l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea, come anche il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali e dei giovani, protagonisti dei processi creativi e culturali.
Ancona, Mole Vanvitelliana | Foto: © Zitti
Città-porto e città-parco, crocevia del Mediterraneo, Ancona sceglie di abitare il presente per costruire un futuro sostenibile, inclusivo e condiviso che pone la cultura come motore di rigenerazione e sviluppo.
Alla città, che dopo L’Aquila (per il 2026) e Pordenone (per il 2027), si è aggiudicata il titolo, andrà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.
Il progetto mobilita oltre 80 iniziative site-specific curate da maestri come il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, affiancate da prestigiose direzioni artistiche, da Francesco De Melis a Enrico Maria Dal Pozzolo, oltre a declinare la cultura in quattro macroaree: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale. A presentarle sono gli avatar dei numi tutelari della città: Luigi Vanvitelli architetto della Mole che porta il suo nome, Ciriaco Pizzecolli, padre dell’archeologia e grande viaggiatore del XV secolo, Stamira, eroina cittadina alfiera del tema Adesso Parco, Franco Corelli, celebre tenore anconetano.
Il programma valorizza il porto naturale, il patrimonio storico e artistico, il Parco del Conero (verso Parco Nazionale) oltre a insistere su temi quali l’accessibilità, con la guida del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore, la rigenerazione urbana a traino culturale e il welfare culturale. Tra i progetti portanti del dossier si inserisce il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, del quale il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti è direttore artistico.
“Questo risultato – ha detto il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti – nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile".
Il dossier, il cui titolo trae ispirazione dalle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, tratte dal libro “Una città di scoglio. Breve viaggio ad Ancona”, ambisce a ricostruire un patto simbolico e culturale tra Ancona, il suo mare e i cittadini, restituendo alla comunità e al Paese il senso profondo di una città che non racconta solo ciò che è stata, ma ciò che vuole diventare. Un luogo che si rigenera, che sperimenta una nuova concezione di patrimonio culturale, in un presente che diventa slancio, trasformazione, orizzonte condiviso che costruisce il futuro.
Ad annunciarlo è stato il ministro Alessandro Giuli nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina al Ministero della Cultura.
Città di mare e di frontiera, crocevia tra Italia, Balcani e Mediterraneo, Ancona con il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 si conferma epicentro culturale dell’Adriatico, ponte strategico verso l’Europa e il mondo.
A convincere la Giuria è stato il modello di valorizzazione culturale proposto dal dossier, un modello di progettazione innovativa, sostenibile e condivisa «capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione».
Oltre a essere concepito per attrarre un pubblico ampio e diversificato tutto l’anno, con un impatto significativo sul tessuto socio-economico, il programma di eventi e interventi si avvale anche di una rete strutturata, partecipativa e orientata alla crescita che vede l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio. A rivelarsi determinante nella scelta del capoluogo marchigiano è stata anche l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea, come anche il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali e dei giovani, protagonisti dei processi creativi e culturali.
Ancona, Mole Vanvitelliana | Foto: © Zitti
Città-porto e città-parco, crocevia del Mediterraneo, Ancona sceglie di abitare il presente per costruire un futuro sostenibile, inclusivo e condiviso che pone la cultura come motore di rigenerazione e sviluppo.
Alla città, che dopo L’Aquila (per il 2026) e Pordenone (per il 2027), si è aggiudicata il titolo, andrà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.
Il progetto mobilita oltre 80 iniziative site-specific curate da maestri come il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, affiancate da prestigiose direzioni artistiche, da Francesco De Melis a Enrico Maria Dal Pozzolo, oltre a declinare la cultura in quattro macroaree: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale. A presentarle sono gli avatar dei numi tutelari della città: Luigi Vanvitelli architetto della Mole che porta il suo nome, Ciriaco Pizzecolli, padre dell’archeologia e grande viaggiatore del XV secolo, Stamira, eroina cittadina alfiera del tema Adesso Parco, Franco Corelli, celebre tenore anconetano.
Il programma valorizza il porto naturale, il patrimonio storico e artistico, il Parco del Conero (verso Parco Nazionale) oltre a insistere su temi quali l’accessibilità, con la guida del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore, la rigenerazione urbana a traino culturale e il welfare culturale. Tra i progetti portanti del dossier si inserisce il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, del quale il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti è direttore artistico.
“Questo risultato – ha detto il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti – nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile".
Il dossier, il cui titolo trae ispirazione dalle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, tratte dal libro “Una città di scoglio. Breve viaggio ad Ancona”, ambisce a ricostruire un patto simbolico e culturale tra Ancona, il suo mare e i cittadini, restituendo alla comunità e al Paese il senso profondo di una città che non racconta solo ciò che è stata, ma ciò che vuole diventare. Un luogo che si rigenera, che sperimenta una nuova concezione di patrimonio culturale, in un presente che diventa slancio, trasformazione, orizzonte condiviso che costruisce il futuro.
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