IL MUSEO DI PALAZZO VENEZIA

Palazzo Venezia
 

11/09/2001

Il museo nasce nel 1916 grazie all’italo-tedesco Federico Hermanin, storico dell’arte e direttore del palazzo. La sua intenzione è quella di ricreare all’interno dell’edificio l’originale aura quattrocentesca. A tal fine fa ricostruire tutti i pavimenti facendo studiare ai suoi architetti le pavimentazioni delle basiliche romane del ‘400: ancora oggi si possono ammirare in tutte le sale del palazzo queste splendide piastrelle colorate che formano in ogni stanza un disegno diverso. Per quanto riguarda l’allestimento museale, Hermanin espone dipinti, oggetti d’uso e altro che non vadano oltre il Cinquecento. L’ingresso di Mussolini a palazzo nel 1929 determina la fine del sogno Hermanin: il museo riaprirà solo dopo la II guerra mondiale, nel 1947, ospitando molte altre collezioni e svincolando il museo da una rigida cronologia pre-Cinquecento. Con gli anni, infatti, si sono aggiunti pezzi provenienti dalle raccolte di Athanasius Kircher, degli ambasciatori statunitensi Wurts, degli italiani Armenise, Auriti, degli antiquari Barsanti e Corvisieri, le tele della collezione Ruffo, ecc. Oggi le prime sei sale dell’antico appartamento Cybo, dove è allestito il museo, sono occupate dai dipinti accuratamente divisi per regione geografica: spiccano grandi nomi quali quelli di Paolo Veneziano, Pisanello, Giorgione, Pietro Cavallini, Benozzo Gozzoli, Lelio Orsi. La sesta sala si separa da questa concezione espositiva, e conserva la collezione settecentesca del cardinale Tommaso Ruffo con opere di Donato Creti, Giuseppe Maria Crespi, Guercino, Francesco Solimena, Carlo Maratta, Orazio Borgianni. Nella settima sala è esposto il grande affresco che fu nella loggia di Palazzo Altoviti. La decorazione, opera di Giorgio Vasari e databile 1552-53, è stata portata in questa sede da Federico Hermanin. I dipinti celebrano la famiglia Altoviti, il cui maggior esponente, Bindo, fu il banchiere di Paolo III Farnese (1534-49). Il palazzo, che sorgeva sulle rive del Tevere all’altezza di Ponte S. Angelo, fu abbattuto sul finire del XIX secolo quando venne decisa la costruzione degli argini del fiume. Da rilevare la presenza di uno stupendo gruppo ligneo raffigurante la Crocifissione risalente al XIII secolo e qui esposto da quando il Duomo di Tivoli, sua originale sede, è in restauro. Agli arazzi Barberini e alla stupenda statuetta in avorio con la Deposizione del Cristo, opera del fiammingo Jacob Cobaert, segue una particolare collezione di ritratti a pastello di scuola francese del ‘700. Si giunge al cosiddetto “passetto dei cardinali” che collega il palazzo al palazzetto, e nelle cui vetrine è ospitata un’importante collezione di ceramiche con le principali manifatture italiane e non dal XV al XIX secolo (Faenza, Capodimonte, Castelli, Delft, Berlino, Sevres, Derby, ecc.). Nelle sale del palazzetto sono ospitati alcuni pezzi di mobilio e il bellissimo busto dell’artefice del palazzo, il pontefice Paolo II Barbo, realizzato dalla scuola di Mino da Fiesole. Si può continuare ammirando le due collezioni di bronzetti del museo che occupano le vetrine di altrettante sale: si tratta oggetti di ogni tipo come lucernai, candelabri, calamai, battenti per porte, piccole statue riproducenti opere classiche. L’esposizione fissa di Palazzo Venezia si chiude con un’interessantissima raccolta di terrecotte, per lo più bozzetti di opere famose, che illustrano in poche sale la storia del barocco romano. Questi modelli fanno parte quasi totalmente dell’originaria collezione del cantante lirico Evan Gorga, a cui Roma deve anche i moltissimi pezzi oggi conservati nel Museo degli Strumenti Musicali nei pressi di S. Croce in Gerusalemme. Spiccano modelli di celebri sculture di Alessandro Algardi, Gian Lorenzo Bernini, Ercole Ferrata, Pietro Bracci, solo per citare i più famosi. Purtroppo il museo termina con questa raccolta, cioè senza poter mostrare al pubblico l’altrettanto importante collezione di armi Odescalchi celebre in tutto il mondo e che oggi non trova ancora una degna sistemazione all’interno di una struttura che avrebbe a disposizione alcune sale inspiegabilmente inutilizzate. Museo di Palazzo Venezia Via del Plebiscito 118 Orario: da lunedì a domenica 9-19 Visite guidate: museo: sabato – domenica ore 11.30 e 17.00 storia del palazzo: sabato – domenica ore 10 e 16 (su prenotazione al tel. 0669994243)

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