I titoli del mese

L'Agenda dell'Arte - In libreria

Alfabeto umano da le Heures de Charles d'Angoulême di Robinet Testard, XV secolo
, Bibliothèque nationale de France in Paris
 

Francesca Grego

19/05/2022

• Ai Weiwei, Teadmill Aluminium Print. Damocle Edizioni
A volte un'immagine dice più di cento parole. È il caso di Treadmill Aluminium Print, la cartolina di Ai Weiwei stampata in soli mille esemplari da Damocle Edizioni. All'origine c'è una storia di idee e di amicizia, quella tra l'artista cinese e il giornalista Julian Assange, dal 2019 detenuto nel Regno Unito con l'accusa di cospirazione e spionaggio ai danni degli Stati Uniti d'America per l'affare WikiLeaks. Nel 2016, quando Assange era ancora rifugiato all'interno dell'Ambasciata dell'Ecuador a Londra, spedì ad Ai Weiwei una foto del suo tapis roulant, testimone di un drammatico esilio dal mondo e ringraziamento per il sostegno manifestato dall'artista. Nel 2021 Ai Weiwei ha trasformato l'immagine in un'opera d'arte destinata alla Great Big Art Exhibition di Firstsite, dove però fu rifiutata per motivi evidentemente politici. L'idea, mutuata dalla mostra del 2014 @Large: Ai Weiwei on Alcatraz, era invitare i visitatori a inviare messaggi di speranza ai detenuti per motivi politici. Damocle propone Treadmill a lettori e collezionisti in un'esclusiva edizione a tiratura limitata, disponibile in due versioni: la foto del tapis roulant e il suo negativo, che evoca la Sedia elettrica di Andy Warhol ma anche i reiterati tentativi di distruggere Assange come persona. Sul retro è stampata una scritta: l'indirizzo della prigione dove è detenuto l'attivista di WikiLeaks. “Assange rappresenta il motivo fondamentale per cui siamo liberi: è perché abbiamo libertà di parola e di stampa”, ha spiegato Ai Weiwei: “La sua detenzione segna il collasso di una società libera e civile”.


Ai Weiwei con Treadmill Aluminium Print I Courtesy Damocle Edizioni

• I Rinascimenti in Europa 1480-1620. Arte, geografia e potere, a cura di Bernard Aikema. Libri Scheiwiller
Sicuri che il Rinascimento sia un'invenzione made in Italy? Lo storico dell'arte Bernard Aikema, guest professor nelle Università di Princeton e Harvard, all’Ecole des hautes études en sciences sociales e all’Ecole Pratique des hautes études di Parigi, straccia i luoghi comuni e riscrive la storia seguendo un innovativo criterio geografico. Attraverso l'analisi di celebri capolavori e perle poco note al grande pubblico, Aikema evidenzia l'anima molteplice dei Rinascimenti europei, accompagnando il lettore alla scoperta dei caratteri impressi nell'arte di ciascuna cultura. Dal mecenatismo asburgico alla corte dei Valois, da Venezia ad Anversa, fino all'arco alpino, il libro getta nuova luce su una delle stagioni più amate e prolifiche dell'arte con il supporto di un ricco apparato iconografico. Salgono alla ribalta anche i rinascimenti “alternativi” di estrazione popolare e quelli più raffinati, sperimentali ed eccentrici, mentre si svela il ruolo centrale degli scambi tra diverse aree, che grazie a una circolazione delle idee e degli artisti mai vista prima rinnovano le tradizioni locali con stili e ispirazioni inusitate.


Hieronymus Bosch (circa 1450 - 1516), Il Giardino delle Delizie, 1500-1505, Olio su legno di quercia, 386 x 220 cm, Madrid, Museo del Prado

• 10x10. Storie di donne fotografe, a cura di Nicolas Ballario. 24 Ore Cultura
Dal video al libro. Nasce dall'esperienza di una serie di documentari per il Mudec il volume curato da Nicolas Ballario per 24 Ore Cultura: una finestra aperta su audaci pioniere e voci di spicco della fotografia al femminile, corredata da immagini impresse negli occhi e nelle emozioni di tutti noi. Da Dorothea Lange, con il suo sguardo lucido sull'America della Grande Depressione, alla prematura e tragica scomparsa di Gerda Taro nei teatri della Guerra Civile Spagnola, passando per Margaret Bourke-White, tra i primi reporter a mettere piede nel lager di Buchenwald, Claude Cahun, anticipatrice dei temi del gender e dell'identità sessuale, e Lisetta Carmi, dimenticata per decenni e riscoperta solo in tarda età. Obiettivi votati all'arte sono poi quelli di Tina Modotti e Imogen Cunningham, ma anche quelli contemporanei di Cindy Sherman, Vanessa Beecroft e Nan Goldin. Il libro “non vuole essere un compendio della fotografia al femminile” racconta Ballario: “Abbiamo scelto dieci donne che con la loro pratica hanno cambiato la storia della fotografia e lo hanno fatto da una posizione scomoda, che le voleva gregarie”.


Imogen Cunningham, Martha Graham, 1931 I Courtesy 24 Ore Cultura




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