Natura, emozione, ricordo
La torre campanaria di Douai di Jean-Baptiste Camille Corot
07/10/2005
Dal 9 ottobre all’8 gennaio, l’atteso appuntamento d’autunno al Palazzo dei Diamanti di Ferrara è riservato a uno dei massimi protagonisti della pittura francese, Jean-Baptiste Camille Corot (1796-1875). Artista che aderì con originalità alle principali correnti estetiche dell’Ottocento (dal neoclassicismo, al romanticismo, al realismo), fino ad essere considerato un precursore dell’impressionismo. A trent’anni dall’ultima retrospettiva in Italia, la selezione di capolavori provenienti dai più importanti musei del mondo è curata da Vincent Pomarède – Capo del Dipartimento dei Dipinti del Musée du Louvre – e organizzata dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Kandinsky definì i dipinti del maestro “stati d’animo travestiti da forme naturali”. A Corot si deve infatti una delle interpretazioni più squisitamente liriche della realtà naturale e della figura umana. Gli stagni, i boschi, le nebbie argentate, i rilievi rocciosi sono colti magistralmente nei dipinti en plein air, così come nella trasfigurazione poetica realizzata in studio. “Interpreto con il cuore tanto quanto con l’occhio” dichiarò il maestro.
La sezione introduttiva è dedicata alle matrici culturali di Corot, che completò il suo percorso formativo con il soggiorno in Italia (dal 1825 al ‘28 e dal ‘34 al ’43), costantemente celebrata nelle sue opere. I “bozzetti italiani” della seconda sezione rivelano la modernità dell’approccio alla pittura dal vero, in cui i tradizionali soggetti monumentali (Foro imperiale, Castel Sant’Angelo, Colosseo) figurano accanto a punti di vista meno convenzionali.
Un itinerario ideale attraversa i luoghi prediletti dall’artista, tra cui la foresta di Fontainebleau, in Francia, dove Corot guidò i giovani impressionisti alla trascrizione di una realtà priva di abbellimenti e riferimenti letterari. L’esito più maturo del naturalismo corottiano è Il campanile di Douai, che conclude la sezione dedicata al realismo. In mostra anche una galleria di paesaggi famosi.
La sezione dedicata alla casa di famiglia di Ville d’Avray propone invece lavori di perfetto equilibrio tra natura e figura umana, interesse, quest’ultimo, che originò una produzione pittorica parallela a quella del paesaggio. Esposte anche le “figure di fantasia”, originali modelli femminili in costume, colti in atteggiamenti contemplativi. Chiude la rassegna la sezione dedicata al ricordo, che segna il vertice dello stile pittorico di Corot.
COROT. Natura, emozione, ricordo.
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 9 ottobre 2005 all'8 gennaio 2006.
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: dalla domenica al giovedì 9.00/20.00; venerdì e sabato 9.00/24.00; 24, 31 dicembre e 6 gennaio 9.00/20.00.
Call Center Ferrara Mostre e Musei per info: tel. 0532.244949, www.comune.fe.it. Sono disponibili pacchetti turistici per unire alla visita alla mostra il soggiorno a Ferrara e provincia.
Kandinsky definì i dipinti del maestro “stati d’animo travestiti da forme naturali”. A Corot si deve infatti una delle interpretazioni più squisitamente liriche della realtà naturale e della figura umana. Gli stagni, i boschi, le nebbie argentate, i rilievi rocciosi sono colti magistralmente nei dipinti en plein air, così come nella trasfigurazione poetica realizzata in studio. “Interpreto con il cuore tanto quanto con l’occhio” dichiarò il maestro.
La sezione introduttiva è dedicata alle matrici culturali di Corot, che completò il suo percorso formativo con il soggiorno in Italia (dal 1825 al ‘28 e dal ‘34 al ’43), costantemente celebrata nelle sue opere. I “bozzetti italiani” della seconda sezione rivelano la modernità dell’approccio alla pittura dal vero, in cui i tradizionali soggetti monumentali (Foro imperiale, Castel Sant’Angelo, Colosseo) figurano accanto a punti di vista meno convenzionali.
Un itinerario ideale attraversa i luoghi prediletti dall’artista, tra cui la foresta di Fontainebleau, in Francia, dove Corot guidò i giovani impressionisti alla trascrizione di una realtà priva di abbellimenti e riferimenti letterari. L’esito più maturo del naturalismo corottiano è Il campanile di Douai, che conclude la sezione dedicata al realismo. In mostra anche una galleria di paesaggi famosi.
La sezione dedicata alla casa di famiglia di Ville d’Avray propone invece lavori di perfetto equilibrio tra natura e figura umana, interesse, quest’ultimo, che originò una produzione pittorica parallela a quella del paesaggio. Esposte anche le “figure di fantasia”, originali modelli femminili in costume, colti in atteggiamenti contemplativi. Chiude la rassegna la sezione dedicata al ricordo, che segna il vertice dello stile pittorico di Corot.
COROT. Natura, emozione, ricordo.
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 9 ottobre 2005 all'8 gennaio 2006.
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: dalla domenica al giovedì 9.00/20.00; venerdì e sabato 9.00/24.00; 24, 31 dicembre e 6 gennaio 9.00/20.00.
Call Center Ferrara Mostre e Musei per info: tel. 0532.244949, www.comune.fe.it. Sono disponibili pacchetti turistici per unire alla visita alla mostra il soggiorno a Ferrara e provincia.
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