Dal 7 maggio al 30 agosto ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi

Macerata ricorda Tullio Crali, il futurista tra terra e nuvole

Tullio Crali, Duello aereo, 1929, tempera su cartone
 

Samantha De Martin

16/04/2021

Macerata - “Lassù tutto era meraviglioso... l'ondata del decollo, la voce prepotente dei motori, la sorpresa della sospensione a cento, cinquecento, mille metri sul mare...quando mi trovai a terra era come se m'avessero derubato”.
Scriveva così Tullio Crali a proposito del volo. L’ultimo tra i Futuristi, ma forse il più ostinatamente autentico, aveva conosciuto l’ebrezza del viaggio tra cielo e terra nel 1928, appena diciottenne, e da allora non aveva più rinunciato ad altre elettrizzanti imprese.
La passione era maturata molto tempo prima, quando, ancora bambino, aveva avuto a Zara il suo primo e decisivo incontro con un aeroplano: un idrovolante che stazionava proprio di fronte la sua casa. Così Crali aveva trasformato questa intensa suggestione in arte, una pittura costantemente imbevuta degli elementi del cielo.
Se ancora oggi, mentre la pandemia costringe a rimanere a terra, la sua aeropittura affascina ed emoziona, con le mutevoli prospettive del volo e la necessità di sintetizzare e trasfigurare il tutto, è proprio per il punto di vista del pilota trasferito sulla tela e per quel senso di libertà trasmesso da eliche, nubi e ali meccaniche entrate prontamente nei suoi quadri.

Cielo e terra sono forse le parole che meglio raccolgono gli sconfinati orizzonti percorsi dalla ricerca inesausta di Crali. E proprio questa ricerca sarà protagonista della mostra Tullio Crali. Tra cielo e terra, attesa ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata dal 7 maggio al 30 agosto.


Tullio Crali, In alto volo, 1929, Olio su tavola

Dopo il successo riscosso lo scorso anno alla Estorick Collection di Londra, la mostra Tullio Crali: a futurist life, a cura di Christopher Adams e Barbara Martorelli, approda a Macerata con un format aggiornato. D’altra parte proprio durante il breve soggiorno nella città marchigiana, tra la primavera e l’estate del 1943, Crali, il pennello delle Ali tricolori e delle Acrobazie in cielo, aveva avuto modo di approfondire l'Aeropittura futurista. A lanciare la città nel panorama del futurismo internazionale era stato il ben consolidato “Gruppo futurista marchigiano Boccioni-Tano”.

A Macerata, dove tuttora è conservato il suo archivio, e dove il pittore fu sepolto per sua espressa volontà, il maestro dell’aeropittura rimase legato, dopo gli anni trascorsi a Milano, dal 1966 alla morte, intervallati da lunghi soggiorni all’estero, tra Parigi e Il Cairo.


Tullio Crali, Rombi d'aereo, 1927, Collezione privata

Accanto ad interessanti inediti come diari, foto e materiali d’archivio, la mostra presenterà una selezione di una quarantina di opere, tra le più iconiche della sua produzione, dalle più famose e celebrate, per le evoluzioni aeree negli sconfinati spazi del cielo, alle Sassintesi, lavori più tardi che evocano il deserto, la nudità della materia, concludendo il ciclo della sua ricerca nello spazio della riflessione e della meditazione.

La mostra sarà aperta, nel rispetto delle norme sanitarie, da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18. Nei mesi di luglio e agosto vi si potrà accedere da martedì a domenica dalle 10 alle 19. La biglietteria chiude 30 minuti prima.
Per informazioni e prenotazioni a info@maceratamusei.it e sul sito ufficiale dei musei di Macerata.



Tullio Crali, Paesaggio supersonico, 1986, Olio su tela


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